Etichettatura & Assaggio dell'American Pale Ale ORO

Cari Amici, purtroppo questo mese non ci ha permesso di brassare birra, è accaduto sempre qualcosa che non ci ha permesso di fare la Blanche che tanto desideravamo.
Questa splendida birra Belga si nega, così non ci ha permesso di concludere il cerchio che pensavamo di completare, e terminare questa prima fase della sperimentazione nella creazione delle nostre birre. 
Purtroppo non è stato così, addirittura questa volta, il giorno prima di brassare la Blanche Andrea si è fatto male e siamo stati costretti a utilizzare il tempo per la cotta prima al pronto soccorso il sabato e la domenica all'ospedale. E così abbiamo pensato che "sta bianca non sa da fare", che qualcosa di diabolico in essa, è abbiamo deciso di rimandare ancora e brassare la classica IPA, la nostra prima birra in BIAB, ripetendola con alcune modifiche che riguarderanno la temperatura e la durata del mash, ma questa sarà un'altra storia.
Ora andiamo a completare la serie di articoli riguardanti la nostra American Pale Ale ORO, una splendida birra dal colore dorato-arancione e leggermente torbida come si addice ad una vera APA.


La birra è stata imbottigliata il 06 febbraio, per tutti questi giorni è stata lasciata in casa a 20°C per aiutare i lieviti a carbonarla. Il priming, per lo stile adottato è intorno ai 2,8 volumi di anidride carbonanica che corrisponde a 7,5 gr per lt di birra, noi abbiamo voluto rimanere un pò al di sotto con un 2,6, per evitare di creare una "gazzosa", visto che in fase di travaso ci aveva colpito il forte aroma fruttato, e così abbiamo aggiunto 160 gr. di zucchero bianco.
Come al solito è stato fatto bollire 300 ml di acqua e lo zucchero per qualche minuto.


Qui vediamo le bottiglie con le nuove etichette uniche che danno un tocco più professionale, create come sempre con GIMP, nei tre formati 33 50 66 cl.


In primo piano il campione che farà bella figura di se nella cantina, insieme a tutte le altre birre che abbiamo creato.
Una volta applicata l'etichetta, abbiamo notato che risulta leggermente corta e non copre  il 50% del diametro della bottiglia, bisogna allargarla un pò per le prossime e portarla almeno al 80%.
Ve la ricordate l'etichetta completa?


Eccola qui!
Prima di attaccare le etichette non avevamo resistito a eseguire una assaggio di questa profumatissima e gustosa APA!
La birra è un pò diversa dalle altre, diversa anche da ULURU l'altra APA fatta qualche mese fà, questa è molto più fruttata, con un profumo di banana e prugna molto intenso, una vera piacevole sorpresa. Quando si appoggia il bicchiere alla bocca il profumo fruttato Ti pervade il naso, e prepara ad un esperienza unica. Infatti al gusto è subito invadente ma non fastidioso il dolce-caramellato  del malto Pale e del Carapils. Dopo un istante pervade in bocca i luppoli da aroma, gli unici utilizzati, visto che non sono state eseguite gettate prima di 40 minuti dall'inizio della bollitura e fatti bollire per i soli restanti 20 minuti con gittate continue ogni 5 minuti di luppoli prettamente da aroma come Nelson Sauvin, Pacifica, Cascade e Saaz. Tutti questi luppoli creano oltre ad un profumo, anche un aroma persistente, ma è soprattutto il Nelson Sauvin che si fa sentire, mentre il Pacifica e il Cascade si sentono poco, forse per il quantitativo minimo usato, mentre è piacevole il Saaz con il suo gusto classico leggermente speziato ma quello che si sente è il suo leggero gusto amaro che scende man mano che la birra finisce in gola. Alla deglutizione ritorna il profumo di banana che sale nel naso. Alla fine si sente piano piano salire un leggero amaro del luppolo incontrastato delle famose Pilsner Ceche, il Saaz che rimane in bocca per alcuni minuti.
Nonostante tutti problemi che abbiamo avuto, soprattutto legati al tempo di mash, causa la distrazione che abbiamo avuto quella domenica, la birra è rimasta veramente piacevole, anche se ripeto è completamente diversa dalle altre e forse sarà meno apprezzata da chi ama birre più amare e corpose.  Questa alla fine risulta molto fruttata e gentile al palato.


Anche questa volta abbiamo avuto una schiuma perfetta e persistente, sicuramente oltre ai fiocchi d'orzo, l'apporto alla schiuma è dovuto anche all'utilizzo del malto Carapils in dose abbondante.


L'effervescenza è perfetta, i 6 gr/lt sono giusti, anche in bocca le piccole bolle di anidride carbonica non disturbano.
Come al solito stupisce la persistenza della schiuma che accompagna la bevuta, sembra quasi non voler scendere, come potete vedere dagli anelli che rimangono attaccati al bicchiere.


E alla fine è la sola cosa che rimane nel bicchiere!


Ora dopo questa pausa imprevista di febbraio speriamo di riuscire a rimettere in moto la macchina e già da Domenica 9 marzo ricominciare a brassare una nuova birra, lasciando da parte ancora una volta la Blanche e invece rifare la nostra prima IPA.
A presto.

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