sabato 26 dicembre 2015

Progetti Passati e Futuri Per Il Blog...in BIAB


Quanto tempo è  passato dal primo post, mi prende un pò di nostalgia a pensare ai quei momenti, quanta strada percorsa, ma molte sfide ci attendono ancora.  Ricordo con piacere come un bimbo, le prime parole, la mano insicura, la mente lontana dal sapere bene cosa dire, e in fondo al cuore il desiderio che tutto andasse bene.
Inizialmente un pò di vergogna e timore a mettere in condivisione cose personali, poi piano piano dopo le prime cotte trascritte, il coraggio è cresciuto.
In mezzo a questo velocissimo percorso di crescita tutte le problematiche della preparazione dei testi, l'elaborazione del significato delle frasi, e come già mi succedeva in gioventù, errori tanti errori di ortografia e sintassi, d'altronde il lupo perde il pelo ma non il vizio....
Il tempo è passato, passato tanto da arrivare a quota 100, 100 post in tre anni, sono un buon numero, che paradossalmente mi ha impegnato meno all'inizio quando le pretese erano minori, poi con il passare del tempo la consapevolezza di fare qualcosa non solo per gli Amici ma anche per nuovi lettori, sempre più numerosi, mi ha fatto sentire di più il peso della responsabilità di quello che scrivevo, di quello che volevo comunicare. 
Ci sono stati momenti difficili, dove avrei voluto mollare tutto, preso da una profonda appocundria, pensando di non essere all'altezza della strada che avevo intrapreso.
Il primo anno è servito più che altro per creare il blog e prendere dimestichezza con il mezzo virtuale. Ricordo quando ho dovuto scegliere il nome, una cosa importante, un'etichetta che avrebbe sicuramente decretato il successo del progetto, giorni interi a pensare, poi pensai che Signor Malto era perfetto e così fu.
Il secondo anno fui preso dall'entusiasmo del racconto, nel tentativo di trasferire anche le emozioni che ci accompagnavano nelle nostre esperienze birrarie, parole su parole, e scrivere per ore per poi cancellare e riscrivere. Come per tutte le cose, all'inizio ci si dedica anche il tempo che non c'è, ma più il tempo passava più il tempo mancava, e alla fine decisi di diradare i post, che a volte risultavano ripetitivi.
In questo terzo e ultimo anno, c'è stato un notevole progresso, e il blog è stato la naturale conseguenza di una crescita totale.
I progetti per il 2015 erano davvero tanti, prima di tutto la creazione di un sito che potesse darci maggiore visibilità, agilità e flessibilità nel portare all'attenzione degli Amici, non solo semplici racconti di cotte, ma la possibilità di inserire molto altro, rubriche, commenti, eventi, che non avrebbero potuto trovare spazio in un blog, per meglio proporre in uno spazio ordinato e più fruibile, articoli che non sarebbero dovuti essere dimenticati, sovrapposti l'uni sugli altri, dove l'ultimo cancella il precedente.
Fu così che cominciai a pensare come procedere, mi informai sui costi e cercai in rete il service provider adatto alle nostre esigenze, e una panoramica di altri siti, per vedere come svilupparlo. Fui preso dallo sconforto, vedere tanti siti simili, tutti uguali a ripete come pecore le stesse cose, persi un pò di entusiasmo, forse non ero pronto per dire anch'io la mia in quel modo. Però la cosa mi rimase in testa.
Fu proprio in quei momenti decisivi, che capitarono alcuni imprevisti che ci tennero lontani dalle idee gioiose e felici che volevamo proporre, e il blog divenne un impegno troppo pesante. Per evitare maggiori impegni,  rimase un semplice diario delle cotte, esperienze vere di due persone (a volte ci ha aiutato anche qualche Amico) con una gran passione, e un motore che ci mandava avanti, l'amore, in quello che facevamo e la speranza che qualcun altro avrebbe trovato un aiuto, una soluzione, qualche idea o comunque un conforto seppur minimo a leggere e vedere le foto che postavamo. 
Più il tempo passava e più il blog mi sembrava vuoto e insulso, ripetitivo e poco interessante, bisognava fare qualcosa. Ero stanco, volevo di più di quello che scrivevo, cercando di trovare un senso in quello che facevo.
Bisognava trovare il modo di dire e dare di più, e cosa c'è di meglio che fare due chiacchiere, per approfondire e crescere, per rinfrescare un pò il blog, e magari trovare nuovi Amici. 
Il problema principale era la distanza che mi separava dagli Amici che avevo conosciuto virtualmente su internet, ma non solo, gli impegni di ognuno rendono difficile la possibilità di incontrasi, se non in casi rari ed eccezionali,  e passare qualche ora a parlare e bere birra, scambiarsi esperienze di tecniche, di ricette, insomma quel confronto utile a crescere ed a migliorare, diventa una chimera.
Purtroppo le mie paure si avverarono, dopo parecchi inviti, pochi realmente vennero a trovarci. Pensai di andare io, ma sarebbe stato impossibile girare tutta l'Italia, visto la diffusione degli Amici conosciuti sui forum, sia per il tempo necessario agli spostamenti, sia per la spesa. Mi venne un idea, e se li invitassi in un ambiente virtuale, vicino a tutti....bingo!
Così è nata la rubrica "Una Chiacchierata Con.....". 
Come per ogni cosa che nasce, subito tanti dubbi, mi sarei dovuto trasformare in un giornalista più o meno, e trovare quelle domande giuste, che avrebbero dovuto interessare non solo i lettori più affezionati ma catturare nuovi lettori, attratti magari da qualche nuovo commento, da qualche nuova idea.

Il primo problema, fu come proporre la cosa. Pensai di telefonare e poi eventualmente registrare le domande e le risposte, e successivamente trascriverle. Dopo qualche riflessione scartai l'idea, anche se i personaggi più importanti del panorama birrario italiano preferisco questa opzione, perchè li impegna di meno, ma per me era improponibile, non essendo un lavoro a tempo pieno, così pensai a inviare le domande. Il primo istinto fu quello di contattare Amici con un nome già conosciuto sul web, persone che avrebbero potuto attirare nuovi lettori, iniziai con Antonio De Feo, un nome molto conosciuto nell'ambiente per il suo impegno importante nella crescita della birra casalinga italiana e creatore ed amministratore del Forum della Birra.
Antonio è sempre stato molto disponibile e paziente, mi aiutato  all'inizio a rompere il ghiaccio dandomi anche qualche consiglio, una persona davvero speciale. Cominciai così ad interpellare gli Amici più affiatati, fu un diluvio di adesioni, ero molto contento che tante persone apprezzavano quello che stavo facendo, al punto che ne volevano farne parte. Così iniziai un lavoro lungo di creazione delle domande, il più possibili differenziate a seconda del ruolo e dellla persona. Certo che cercare di capire una persona da qualche contatto sul web, per poi proporre delle domande sensate, è stato tutto fuor che semplice e facile.
Così nel giro di qualche settimana contattai un bel pò di Amici e personaggi del mondo della birra, anche professionisti, e dopo la loro disponibilità, inviai le domande di solito una ventina, un volume importante, ma uno dei miei tanti difetti e proprio l'incapacità della sintesi.
Qualcuno mi ripose subito è mi permise di inserire le chiacchierate intramezzate dalle cotte da febbraio a marzo.
I primi ha rispondere, dopo Antonio furono Fabio Stilo, dai più conosciuto con lo pseudonimo di Biloge, ideatore e creatore del soft per fare birra Brewonline.net, una persona semplice e schietta, che mi ha dato anche consigli preziosi e Joseph Pulga conosciuto sul web come 8Gazza, una persona unica, dal carattere deciso e sincero, una delle poche persone vere che ho incontrato e che all'inizio della mia avventura birraria mi è stato vicino e mi aiutato all'inizio e considero il mio Maestro. La sua intervista fu un pò particolare, perchè rispetto ad altri, avevo molta più confidenza e mi permise di fare una serie di domande un pò provocatorie che crearono un pò di scompiglio, ma la ritengo sicuramente una delle interviste più belle, complete e vere.
Per un periodo, nonostante la mole di interviste che avevo inviato, tutto taceva, non ricevetti altre risposte, nonostante le rassicurazioni degli interessati, avevo paura che alla fine giudicassero le mie domande non idonee o poco inerenti. In questo periodo, oltre a birrificare, continuavo a pensare quali migliorie portare al blog, perchè il numero di visualizzazioni cresceva ogni giorno e il rischio era che non trovassero il blog di loro interesse e che dopo un paio di volte non tornassero più. Purtroppo per un periodo, che si protrae in parte ancora oggi, non potei dedicarmi come avrei voluto. Ma dopo un paio di mesi fui contattato da Davide Bertinotti, che mi inviò le risposte, dandomi la possibilità di proporre una voce autorevole del panorama italiano. 
Davide non ha bisogno di presentazioni, persona preparata e sicura del fatto suo, dove la sua esperienza di sente e si legge.
A ruota non poteva non seguirlo Massimo "MaxBeer" Faraggi, geloso forse del suo compagno di tante "battaglie".
Massimo persona squisita, disponibile, semplice, tanto che oltre all'intervista gli mandai un articolo per la rivista del Mo.Bi. sul liquore al luppolo, che poi pubblicò.
Una chiacchierata semplice come si fa tra due amici che si sono appena conosciuti.
Poi il silenzio assoluto, vuoi per il periodo estivo che non permette di fare birra, se non con gli accorgimenti del caso, di tutti gli Amici contattati solo 5 alla fine risposero. Non ero per niente contento, ma d'altronde capisco che gli impegni possono rendere il tempo poco, e quel che ci resta a disposizione, ognuno lo dedica, giustamente, per se. 
Così ricontattai molti, qualcuno si scusò rassicurandomi che al più presto mi avrebbe inviato le risposte, alcuni addirittura non mi risposero, e pensai che era davvero stupido perdere un Amico per così poco, ma a volte le cose della vita vanno dalla parte opposta, che ci volete fare e così.
Non mi persi d'animo, continuai a contattare Amici, e così la rubrica riparti grazie ad un grande Amico, una di quelle persone che si incontrano raramente, ma che quando le scopri Ti sembra di conoscerle da sempre, e c'è davvero il rammarico di non potersi incontrare di persona e farsi insieme una splendida e spumeggiante nera, Lorenzo Farfarelli.
Lorenzo è una persona incredibile, Scrittore, Poeta e Fotografo, la sua chiacchierata è stata intensa, penso una delle migliori, che mi ha impegnato molto nella stesura, ma mi ha dato tante soddisfazioni nella pubblicazione e ha avuto un ottimo successo, parecchie visualizzazione che continuano ancora oggi.
Lorenzo è un artista, almeno così lo percepito, un uomo che va oltre a quello che vede e sa che c'è molto di più. 
In quel periodo, chiesi qualche consiglio su come modificare il blog a Joseph e Antonio, e forse proprio grazie alle energie trasmessemi da Lorenzo, crebbe in me il desiderio di migliorare il blog. Decisi di aprire un altro blog è utilizzarlo come contenitore  per i link delle nuove pagine esterne dove dirottare qualche argomento specifico. La prima pagina che fu creata era per presentarci, il "Chi Siamo", poi una pagina dedicata alle ricette, sicuramente quella più frequentata giornalmente. Per evitare di perdere le chiacchierate decisi di aprire una pagina dove sistemale tutte insieme, "Incontri". 
Visto il grande successo del post "Come creare un etichetta per le nostre birre", era impensabile non aprire una pagina dedicata all'etichette, e rimane a tutt'oggi sia il post che la sezione con il maggior numero di visualizzazioni, inarrivabile da tutti gli altri post, neanche sommando tutte le visualizzazioni fra loro! Non poteva mancare la pagina Contatti, sezione dedicata a chi vuole mettersi in contatto con noi e infine la pagina che mi ha dato più problemi, la sezione denominata "Eventi", per gli eventi nei dintorni. 
La pagina che c'è oggi, non è proprio quello che volevo fare. 
Inizialmente furono inserite tutte le manifestazione che trovavo sul web (davvero tante e in tutte le parti d'Italia), ma mi impegnava troppo tempo e la sua utilità era dubbia, visto che in rete esistono decine di siti, tutti uguali, che propongono le manifestazioni sparse per lo stivale, decisi così di inserire solo le manifestazioni in Liguria o nelle vicinanze della provincia di Cuneo, ma non è aggiornata. L'idea invece era tutta un'altra, quella di inserire una rubrica fatta dai lettori che partecipavano alle manifestazioni con foto e reportage. Spero di svilupparla in seguito, grazie al vostro aiuto.
Invece esiste una pagina che non ha preso mai vita, una sezione che doveva trattare il connubio tra birra e arte. La pagina non è visibile, perchè la ritengo molto importante per i nostri progetti futuri, non volevo bruciarla, visto che è il fulcro di un eventuale sito, quando conterrà un impostazione definitiva e qualche parte, la metterò on line.
Subito dopo Lorenzo, mi mandò le risposte Andrea Rogora, ai più conosciuto  con il nick di Rico Kaboom, Moderatore del Forum AreaBirra.it, ma ai più sconosciuto nella sua veste privata di Mastro Birraio del birrificio THE WALL di Venegono Inferiore in provincia di Varese. La chiaccherata con Andrea ha avuto una cassa di risonanza incredibile con centinaia di visualizzazione già il primo giorno. Una chiacchierata molto interessante soprattutto perchè Andrea è forse la persona più importante del panorama italiano, per quello che riguarda la tecnica australiana BIAB. Visto il grande successo che ha suscitato la sua chiacchierata, verrà a trovarci nuovamente prossimamente, per proporre un intervista dedicata esclusivamente sul BIAB.
Dopo Andrea fu la volta di un Amico dall'altra parte del mare, con cui abbiamo rischiato di incontrarci, Luca Meledina, una persona sincera e disponibile che si è prestato a questo gioco, interpretando la figura di HB comune che ha rivelato un aspetto professionistico inaspettato.        
Dopo una serie di chiacchierate simili, anche se tutte diverse tra loro, decisi che non potevo più aspettare gli altri e iniziai a modificare le chiacchierate con un impronta più specifica, introducendo delle interviste monotematiche su argomenti specifici, e la risposta dei lettori fu in parte inaspettata, un grandissimo successo di visualizzazione e un aumento di pubblico del 50%.
Il taglio del nastro è toccato a Francesco Teboni, in arte Bac, ex moderatore del forum di Mr.Malt e oggi proprietario del e-commerce di attrezzatura per HB BacBrewing.com. Devo essere sincero la chicchierata di Francesco è stata quella che mi ha impegnato di più, ma ha dato grandi soddisfazioni nelle risposte, dove si può comprendere la grandezza di quest'uomo che ha deciso di affrontare una strada difficile ma ricca di soddisfazioni. L'efficacia dell'intervista è stata decretata dai lettori che hanno portato fin dal primo giorno la chiacchierata nel top 10 dei post più letti, cosa che ha dell'incredibile e in meno di una settimana a raggiungere il settimo posto, continuando a essere letta da decine di lettori ogni giorno.
Infine ci è venuto a trovare Marco Baronio, moderatore del forum di Mr.Malt. é stata una chiacchierata intensa e veramente unica, visto il ruolo che ricopre e lo devo ringraziare per aver portato nel blog, con la sua estrema disponibilità e in modo semplice, un mondo che è sconosciuto ai più. Da lui abbiamo appreso la passione nel ricoprire un ruolo così difficile a cui va aggiunga anche tanta pazienza e comprensione.
Siamo alla fine di questo lungo racconto che è durato tre anni, lunghi e ricchi di soddisfazioni e di qualche delusione. Adesso però c'è da andare avanti, tanti sogni nel cassetto, ma pochissimo tempo da dedicare. Come avrete notato le cotte languiscono, ormai sono più di tre mesi che non produciamo birra, (saremo ancora capaci?) i mesi più fecondi ci hanno visto impegnati in un progetto che con la birra non ha niente a che fare, anche se inevitabilmente porterà delle conseguenze anche nel nostro piccolo mondo brassicolo. 
In progetto c'è sempre la 50ª cotta, una tripel belga, che verrà imbottigliata nel formato da 75cl., con il ritorno delle etichette fronte e retro separate, in un formato mai eseguito e ad un etichetta commemorativa appesa al collo, per finire con una sigillatura del collo della bottiglia con capsule termoretraibili. 
Successivamente dopo il buon successo dell'affinazione di una ricetta, vi ricordate la serie ORO, faremo ancora una cotta (la sesta) della serie e poi dovremmo aver trovato già qualcosa di soddisfacente, almeno per quello che concerne gli ingredienti. Poi passeremo alle nere con in progetto già alcune ricette per creare una Porter/Scout, successivamente passeremo all'affinamento di una ambrata belga (2017). In mezzo dovremmo per forza utilizzare le decine di chili di grani, i chili di luppoli e gli etti di lievito, che stanno attendendo da mesi di essere utilizzati, e come succede spesso prima bisogna consumare quella che si ha, prima di comprare dell'altro.
Per la tecnica non pensiamo di modificare le nostre abitudini, la tecnica australiana, ci ha dato tante soddisfazioni, e continueremo a produrre in BIAB.
Per il blog ci aspetta un 2016 scoppiettante, almeno spero, le idee sono tantissime e siamo ad un passo dalla realizzazione, grazie alla collaborazione con Fabio Stilo che curerà il passaggio al nuovo sito e mi aiuterà all'inizio a gestirlo. Ma non abbiamo ancora deciso come procedere, anche perchè c'è da spendere qualche soldo, non siamo sicuri, e come sempre tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare.
Come vi ho già detto, il progetto principale riguarda l'apertura del sito, che ospiterà sia il canale blog che continuerà ad esistere, sia una serie di sezioni dedicate, comprese una mega parte dedicata al connubio tra l'arte e la birra, e la probabile apertura di un canale video, che tanti mi richiedono. Naturalmente continuerà il filo diretto con gli Amici, sperando in ancora più partecipazioni. 
Come vi avevo accennato già prima ripongo tanta fiducia nella sezione eventi, e spero che vorrete darmi una mano, la vostra collaborazione sarà fondamentale, senza di voi questa sezione non può nascere, voi dovrete essere i miei occhi e le mie gambe e dovrete essere i reporter, e inviarmi  commenti e foto, degustazioni e considerazione sulle manifestazioni, concorsi e corsi a sfondo birrario, niente di trascendentale, poche righe qualche foto, ma soprattutto tanta passione in quello che fate, diventerà una parte fondamentale del nostro progetto. Ma questa sarà un'altra storia.

  

mercoledì 9 dicembre 2015

Una Chiacchierata Con.....Marco Baronio

Continuano la serie di incontri con Amici HB, che nell'ultimo periodo si susseguono con cadenza bisettimanale , questa volta abbiamo il piacere di avere con noi, nel nostro salotto virtuale, Marco Baronio alias Allievo Birraio, 34 anni, vive a Casorate Primo, Pavia, sposato con due figli, conosciuto ai più come moderatore del forum di Mr Malt.

Ciao Ally, a nome di tutti i nostri lettori Ti do il benvenuto nel nostro salotto virtuale,cominciamo, inizialmente Ti farò qualche domanda di carattere generale, per farTi conoscere hai nostri lettori, poi scenderemo nel dettaglio, parlando del Tuo ruolo pubblico di Moderatore del forum Mr Malt, raccontaci qualcosa di Te, fatti conoscere!
A: Sono un ragazzo di 34 anni, vivo a Casorate Primo provincia di Pavia, nato a Voghera ( paese dei matti ), sposato, con due figli di 2 e 6 anni, lavoro presso un azienda di automatismi per lamiera, sono al reparto montaggio. Il tempo che rimane è sempre poco, ma nei tempi morti si cerca di produrre la birra e di berla.

Quando hai iniziato ad appassionarti alla birra, raccontaci un pò la Tua storia birraria?
A: La birra è stata sempre un’ottima bevanda per me, ma sempre a livelli molto bassi, poi tre anni fa, mio cugino ha cominciato a lavarmi il cervello con i kit, senza conoscere tutti i particolari per migliorarla. Il primo kit è stata la weisse, quasi 15 giorni nel primo fermentatore, zucchero in bottiglia con il misurino, ma potevo essere soddisfatto non avendo conoscenza delle birre. Poi da lì, la voglia di farne sempre di più e migliorarle, ecco da qui sono entrato nel forum di Mr Malt.
Devo tanto al forum, dove ho imparato tante cose, dove ho conosciuto vere persone che sanno il fatto suo, persone umili e gentili a dar consigli.
L’anno scorso ho frequentato il corso di primo livello degustazione birra artigianale, passando l’esame con esito positivo e adesso sto frequentando il corso di terzo livello degustazione per diventare relatore e giudice.
Da due anni faccio concorsi con le mie birre, con buoni e brutti risultati, l’ultimo è stato all’Expo di Treviso, facendo un terzo con la mia Kolsch.
Ultimamente sto facendo mini-cotte di massimo 10 litri, per provare nuove varietà di luppoli, lieviti e ricette.

Con quali tecniche produci le Tue birre e qual’è quella che prediligi? 
A: Posso dire che le tecniche le ho praticate tutte, kit, E+G per quasi un anno , Biab ( poco ), e adesso in All grain dove l’ho pratico da un anno e mezzo, quest’ultima molto più laboriosa, ma nello stesso tempo più efficace per alcuni stili difficili da fare e qua devo tanto al mio amico e ed utente del forum COMERO83!

Quali sono gli stili che preferisci? Hai qualche birra che ami in particolare?
A: Sono molto amante delle basse fermentazioni, soprattutto pils e Bohemian Pilsner, ma anche di una birra poco famosa ma altrettanto difficile da fare, la Kolsch. Poi stando nel mondo della birra, viene voglia di provarle tutte.

E consuetudine che i nostri ospiti regalino una ricetta ai nostri lettori, anche Tu non puoi sottrarTi a questa nostra usanza.
A: Ricetta per Kolsch, 
litri finali 25,0 (in bollitura 31,0)
efficienza 75%, 
bollitura 60 min.
OG 1,049; 
IBU: 25,3; 
EBC: 10;

Malti:
5000 gr Pilsner, 1,031;
250 gr Wheat, 1,030;

Luppoli e altro:
30 gr Select Spalt, 5,2 %a.a., 60 min, Kettle;
25 gr Select Spalt, 5,2 %a.a., 15 min, Kettle;
25 gr Select Spalt, 5,2 %a.a., 5 min, Kettle;

Lieviti:
SafAle US-05

Mash Steps:
52 °C 20 minuti
63 °C 60 minuti
72 °C 10 minuti
78 °C 15 minuti

Entriamo nel vivo, iniziamo a calarci nella Tua parte. Perché hai deciso di impegnarTi fin da subito e diventare moderatore del forum di Mr Malt?
A: Due anni fa, Mr malt avevo messo dei post per chi voleva diventare Moderatore, era qualche giorno che ci pensavo, poi mi sono detto, provaci! Avevo idea che ci voleva impegno, costanza e aiutare, è un mestiere che deve piacere e non farsi mancare mai la voglia. 

Quali sono i Tuoi compiti?
A: La prima e penso la più importante, dare il benvenuto a tutti i nuovi utenti, cercare di far andare d’accordo tutti ed non è facile, tenere controllato tutte le sezioni mettendo al suo posto tutte le discussioni, cercare di essere più presenti possibili.

Ti sei trovato a disagio all’inizio, quali erano i Tuoi pensieri?
A: Disagio no, ma ricordo che subito all’inizio del mio lavoro, ci sono stati dei diverbi in una discussione, non sapevo come procedere, poi il buon TOSCANOS (ottimo e gradissimo moderatore che stimo molto) mi aveva aiutato.

A parte l’esperienza che hai maturato nel forum, quali dovrebbero essere le funzioni di un forum? 
A: Molto importante aiutare l’utente che chiede consigli, postare argomenti sulla birra per coinvolgere sempre più persone nel forum e conoscere nuove persone.

Quale di questi aspetti ritieni più importante, per cui Ti senti maggiormente responsabilizzato?
A: Sicuramente aiutare l’utente in difficoltà, molto importante per dargli fiducia in quello che fa, mai lasciarlo da solo, più siamo a dare consigli, centreremo il problema più in fretta.

Momenti che di solito finiscono sempre per uscire nei forum, come nella vita, sono le frizioni e rivalità tra alcuni utenti. Dall’esperienza che Ti sei fatto pensi che certe situazioni allontanino i meno esperti?
A: A volte ci penso anch’io, secondo me sì, e non solo i meno esperti, purtroppo non possiamo farci niente, sia da una parte che dall’altra.

Come dovrebbero essere gestite certe situazioni?
A: Innanzi tutto bisogna che si spiegano tra di loro, devono essere cortesi tra di loro, nella speranza che riescono senza avere superiorità, in casi estremi si chiude la discussione.

Capita spesso che durante qualche scambio di informazioni si finisca per darne troppe e a volte anche contraddittorie tra loro. Pensi che tante informazioni date tutte insieme invece di aiutare potrebbero disorientare, soprattuto chi non ha esperienza o non ne ancora fatta a sufficienza e non sa come gestirle?
A: Sempre meglio in più che in meno, capita che vengono date diversamente perché ognuno al suo modo di lavorare con la birra, tecniche diverse e idee diverse, ma nel complesso si arriva tutti allo stesso punto. Io tante volte ripeto sempre di chiedere se si a dei dubbi, senza farsi problemi.

Hai mai dovuto affrontare situazioni dove hai riscontrato un comportamento scorretto e segnalare l’accaduto all’Amministratore?
A: Ci sono stati dei casi dove la mia parola non bastava, cercando sempre di mettere come ultima soluzione la segnalazione all’Amministratore, ma non si altra alternativa.

Come Ti sei sentito?
A: Dipende sempre chi trovi in questi momenti, capita che a volte dispiace, però il mio mestiere è il moderatore, non posso sorvolare.

Quali sono le responsabilità dei moderatori verso i neofiti che inizialmente frequentano il forum?
A: Aiutarli nelle informazioni che hanno bisogno e in che sezione devono chiedere, essere più gentili il più possibile e trasmettere l’arte della birra artigianale.

Dopo due anni e mezzo nel forum di Mr Malt quali pensi siano i limiti del forum?
A: Secondo me non ci sono limiti, non manca niente nel forum, siamo una formazione molto unita dove non ci facciamo mancare mai niente!

Ti sei mai chiesto perchè il numero di persone che si iscrive è alto e poi solo una minima parte rimane e una percentuale ancora più piccola prosegue e cerca di condividere con tutti le proprie l’esperienze birrarie?
A: Ho visto tante volte “questo problema“, secondo me è dovuto da due fattori, la prima deriva dalla passione, chi ne a poca e chi ne a tanta, la seconda è il forum, può piacere come casa ma ad altri no.

Prima di accettare l’incarico avrai pensato a quello che ti sarebbe toccato, rispetto a quei momenti, quali sono state le cose che hanno confermato i Tuoi pensieri iniziali e invece che le sorprese che non ti aspettavi?
A: Sorprese no, chiamiamole esperienze nuove.
Sapevo che dovevo moderare momenti” caldi “ ed così è stato, ma vederlo fare da altri moderatori è una cosa, farlo te stesso è un’altra, anche se tante volte lo fai con malincuore.

Come pensi di contribuire a migliorare il forum, quali sono i Tuoi progetti per il futuro del forum?
A: Il mio contributo, inizia dalla mia esperienza, tutto quello che apprendo anche con gli sbagli, li giro al forum, per aiutare l’utente in difficoltà.
Per adesso ho solo un’idea più che un progetto, cercare di fare una birra uguale tutti insieme, in qualsiasi tecnica, anche con malti preparati, allo stesso giorno, ognuno a casa propria o in compagnia, per dedicarla al forum di Mr malt.

Abbiamo finito Ally, è stato davvero un piacere passare questi momenti in Tua compagnia, per esplorare un mondo, quello dei moderatori di forum, che ha volte non è ben chiaro, e speriamo di esserci riusciti a far capire meglio grazie a Te . 
Grazie.
A: Spero di aver soddisfatto i tuoi lettori e ti ringrazio moltissimo per questa chiacchierata.
Complimenti per il blog e per tutto quello che stai facendo.
Cin cin a tutti!!!

mercoledì 25 novembre 2015

Una Chiacchierata con ..... Francesco Teboni

Continuano gli incontri, questa volta abbiamo il piacere di scambiare due chiacchiere con Francesco Teboni, alias Bac, Amico ex moderatore del forum di Mr. Malt e da agosto 2014 proprietario di BacBrewing ecommerce di attrezzatura professionale in inox per HomeBrewer.
Francesco 46 anni, vive ad Angiari, sposato con Marzia e papà di Dario e Giorgia rispettivamente di 11 e 9 anni, diploma di elettrotecnico, la sua passione prima della birra era una  vecchia Guzzi California III dell’ 86, fondatore/gestore dell’ Associazione Motociclistica Campo Bikers.

Ciao Francesco, Ti do il benvenuto nel nostro salotto virtuale, raccontaci qualcosa di Te, fatti conoscere dai nostri lettori? 
Un saluto a Te caro amico di forum e a quanti leggono il tuo bel blog, chi l’avrebbe mai detto che un incontro su forum potesse un giorno divenire questo. Mi presento, sono Francesco, ho quasi 47 anni vivo ad Angiari piccolo paesino della bassa Veronese, orgogliosamente sposato con Marzia e papà di Dario e Giorgia rispettivamente di 11 e 9 anni, diploma di elettrotecnico da conseguirsi in 3 anni ma conseguito in 4, cavalcatore di una vecchia Guzzi California III dell’ 86 con la quale mi sfogavo di raduni e km su km quando la famiglia era un pensiero lontano e la birra non mi aveva preso per la gola. Ora la moto la uso sporadicamente ma non ho mollato la passione per quel mondo essendo anche uno dei fondatori/gestori dell’ Associazione Motociclistica Campo Bikers, ritrovo per appassionati del mondo bikers vecchio stile e viste le feste che facciamo posso garantire che il connubio Moto-Birra è indissolubile.

Quando hai iniziato a fare birra?
F: Ho iniziato nel 99.

Qual’è stata la scintilla che ti ha avvicinato al mondo della birra casalinga?
F: Nessuna particolare ricerca voluta, semplicemente da appena sposato avevo come molti, penso, l’entusiasmo di fare tutto assieme tra cui anche la prima spesa al supermercato. Girando per le corsie e spingendo il carrello lo sguardo si è posato sullo scatolone azzurro di Mr.Malt, ne avevo sentito parlare e subito è stato amore a prima vista “Cara posso!!!” Se solo avesse detto no facilmente ora starei parlando di origami. Penso comunque sia stata l’ultima spesa assieme!

Qual’è la tecnica che utilizzi per produrre le Tue birre?
F: All grain 3 tini ma come tutti sono partito dai barilotti che ho utilizzato per un paio d’ anni nel frattempo oltre a capire la cosa più importante ovvero i procedimenti basilari e la fermentazione ho cominciato a costruire qualche similimpianto per semplificare alcune lavorazioni ma tra svariate aggiunte e modifiche il tutto si era complicato. Avendo capito bene o male come si sarebbe dovuta fare la birra e dopo aver portato all’alcolismo intere generazioni di pantegane del circondario ho cominciato a costruirmi l’impianto All-Grain, anche questo ha negli anni subito svariate modifiche, aggiunte e migliorie. Per la cronaca, non ho mai fatto due birre di seguito con l’impianto invariato ed ogni volta che faccio birra, ahimè oramai abbastanza raramente per il semplice gusto di farla ma più che altro per testare nuovi pezzi, faccio un passaggio e penso a come si potrebbe semplificarlo, automatizzarlo eccetera e giù di modifiche. L’impianto che ho ora mi auguro possa bene o male essere quello che passerò ai figli anche perché come costi…….

Quali sono gli stili di birra che preferisci?
F: Adoro le Ale e la Pils ma anche altre tipologie per carità ma quelle che proprio non mi piacciono sono le estreme fatte con 15 malti 87 gittate di luppolo, perché no buttiamoci pure uno spicchio d’aglio e siccome forse non è abbastanza amara giù di dryhop in fermentazione e perché risparmiarsi un pellet ogni bottiglia! Ecco questi estremismi non sono tra le mie corde, mi piace quando bevo una birra poter dire “Fammene un’altra” e non fare fatica ad arrivare in fondo a una. Certe birre sono paragonabili ad una pasta fatta con pomodoro basilico guanciale pancetta funghi olive acciughe capperi wurstel prosciutto crudo radicchio carciofini tonno cipolla asparagi……….senti che gustosa!! Scusatemi il francesismo ma…. ecchec…zo! Ci mancherebbe anche che non fosse gustosa ma è un gustoso che snoia, ci sono talmente tanti gusti che sono indistinguibili tra di loro, vuoi mettere una spaghetti col pomodoro? Sembrerà facile ma è difficile con un ingrediente fare una pasta buona, deve essere buona anche l’acqua. Stessa cosa per la birra certe luppolature spesso, almeno secondo il mio modesto parere, servono a coprire errori o lacune in mash. Vuoi mettere fare una pils quella si che è difficile da fare questo è, sempre secondo il mio punto di vista, il vero motivo per cui pochissimi birrai la fanno e non certo perché sia fuori moda.

Hai una birra che hai creato a cui sei molto legato?
F: A una delle tante Ale che ho fatto che era venuta fuori modestamente spettacolare fatta con una ricetta normalissima ma modificata nelle dosi e nei tempi all’attimo, di getto e secondo voi le modifiche fatte me le sono scritte? Mi verrebbe da dire un altro francesismo ma soprassediamo.

Regala una ricetta ai nostri lettori.
F: Non sono un creatore di ricette, non ne sono capace, ho apportato qualche modifica a delle ricette esistenti aggiungendo o modificando qualche dosaggio ma nulla di eclatante e nulla che possa definirsi “una mia ricetta”

Cosa pensi della Tecnica BIAB?
F: Personalmente non la conosco a fondo non avendola mai praticata ma reputo che ogni tecnica di brassaggio abbia il suo perché, i suoi pregi e i suoi difetti. Un impianto classico a tre tini ha il difetto di costare di più di un impianto biab, un tre tini occupa molto più spazio di un biab a tino singolo, il passo più brutto del fare una birra è la pulizia di tutte le componenti “sporcate” dal mosto e lavare un impianto a tre tini non è certo come lavare un tino solo, la resa del tre tini solitamente è maggiore della resa in biab, sono tante insomma le variabili che bisogna considerare quando ci si vuole costruire o acquistare un impianto e vanno tutte valutate non per ultima anche il quanta birra si vuol fare per cotta perché fare 200 litri di birra con biab è ardua e fare 20 litri di birra con tre tini è più che altro uno spreco di danaro, questo è comunque un mio parere personale, il parere di chi usa un impianto tradizionale a tre tini che ha la fortuna di avere anche il posto dove lasciarlo perennemente montato e pronto all’uso senza doverlo spostare per parcheggiarci la macchina.

Perchè hai deciso di intraprendere la strada del commercio? 
F: Ho intrapreso questa avventura sia perché già facevo lavorazioni meccaniche, sia perché già provvisto dell’attrezzatura per la lavorazione dell’inox, sia perché comunque da appassionato di birra ho notato lacune nella reperibilità su mercato italiano di qualche oggetto semplice che poteva interessare il mondo homebrew e non ultima la crisi attualmente ristagnante in Italia. Le scelte non erano tante. Abbandonare l’Italia per andare a lavorare in Svizzera era una possibilità che comunque non ho colto per volontà e per la testardaggine tipica dell’Artigiano per di più Veneto convinto che in Italia ci sia ancora la possibilità di fare qualcosa che possa avere successo, ho provato e vedremo come andrà perlomeno di una cosa sono sicuro. Un giorno da vecchio rimbambito non mi porrò l’angosciante domanda “Ah se solo potessi tornare indietro…!” 

Quando hai deciso di aprire il negozio on line Bac Brewing?
F: Ho deciso di aprire l’ecommerce, comunque legato e residente nella ditta di cui sono socio, la EnerGO’ srl, circa a marzo 2014 e tra l’idea e la messa on-line del sito sono passati 5-6 mesi durante i quali ho costruito e testato i vari pezzi che compongono il catalogo.

Quali sono le maggiori difficoltà che hai incontrato nell’impresa BacBrewing?
F: Sinceramento non posso dire di avere incontrato tante difficoltà avendo già una partita iva, essendo già comunque una ditta avviata da parecchio tempo, conoscendo già i fornitori, avendo già una sede, avendo l’aiuto del Fratello che segue le lavorazioni di impiantistica, due segretarie e un’attrezzatura idonea. Se togliamo il fatto che si lavora normalmente dalle 8 del mattino fino spesso alle 2 di notte altre grosse difficoltà non ne ho incontrate.

Pur essendo all’inizio, il negozio è già ben fornito, ma come pensi di crescere, dacci qualche anteprima?
F: Ti dico solo che ogni tanto penso che ci vorrebbe la possibilità di prendere vite come su Super Mario Bros. per avere il tempo di sfornare tutte le idee, anche di strampalate senza futuro, che mi vengono in mente alle quali devo aggiungere anche le idee che vengono ai clienti che mi scrivono “Si potrebbe fare…….”

Hai intenzione di inserire anche attrezzature specifiche per il BIAB, come sacche, doppi fondi, pentole per esempio?

F: L’idea di fornire pentole era una delle prime che ho affrontato ma per fare questo non sono attrezzato, potrei farle ma non sarebbero certamente concorrenziali per cui idea abbandonata, cesti da utilizzare al posto di sacche biab ne ho già fatti su richiesta ma attualmente non è un prodotto a catalogo come tante altre realizzazioni che però sono un pò troppo specifiche e costruite apposta per qualche utilizzo che però con tutte le variabili che possono avere mi triplicherebbero il catalogo col rischio di impiantare il tutto per cui altri prodotti verranno messi in vendita, altri sono allo studio cercando però che commercialmente possano soddisfare piu clienti per un mero ritorno economico.

Non tutti hanno la possibilità di acquistare un Braumeister, ma se qualcuno Te lo chiedesse, come gli costruiresti un impianto automatico, contenendo le spese?
F: Quando pensi ad un Braumeister e a quanto costa dici…zzarola che costo ma garantisco che per come è costruito, per come è rifinito e sapendo cosa costa l’inox e la sua lavorazione non riuscirei nel mio piccolo a costruirne uno ad un costo inferiore per cui non vedo motivi di copiare un prodotto e venderlo allo stesso prezzo, giustamente non avendo storicità non riuscirei mai a venderlo per cui ad un Braumeister clonato non ci penserei proprio, se invece ci sfossero richieste particolari per un articolo che sul mercato non si trova ecco che allora comincia a diventare il pane mio.

Se Ti chiedessi di automatizzare il mio impianto BIAB, come lo faresti?
F: Come prima cosa farei un cesto metallico e non tela, inoltre metterei un piccolo argano elettrico per alzarlo. Metterei inoltre una pompa che aspira dal centro tino passando col tubo dal centro del fornello come ho fatto nel mio impiantino. In tal caso i tubi però devono assolutamente essere coibentati per evitare il raffreddamento del mosto durante il passaggio dai tubi e dalla pompa, il tubo di immissione posizionato al centro del tino, in immersione ma che butta non direttamente nel mosto ma su un disco che distribuisce il mosto tangenzialmente per evitare il rimestamento del grano. Vista la domanda vado un pò OT. Si sa che automatizzare vuol dire semplificare ma se esagerata vuol dire anche togliere romanticismo, passione, divertimento. Quello che voglio dire è che anch’io avevo fatto passaggi in automatico tipo la regolazione della fiamma tramite valvola modulante gestione del ricircolo, sparge, travasi ecc. in automatico tramite un plc che gestiva delle elettrovalvole, motori ecc. ma non ero più io che facevo la birra ma la macchina togliendomi la possibilità di divertimento e non ultimo apprendimento del comportamento dell’impianto per cui quello che consiglio nell’automatizzare un impianto a livello HomeBrew e basse produzioni è in primis quello della miscelazione a motore parlando di un tre tini, una visione delle varie temperature ma ad esempio l’accensione o spegnimento o regolazione della fiamma in manuale o in automatico che sia, consiglio sempre la presenza dell’operatore. Quando anch’io avevo la gestione della fiamma in automatico dicevo: finalmente finchè si scalda posso uscire a prendere questo, vado in ditta a fare una mail….non vero! Almeno io! Fatto ciò un paio di volte avevo sempre il pensiero al fuoco in mia assenza. Ho tolto tutto e la potenza delle fiamme me la regolo io. L’automazione della gestione delle temperature è comunque una gran bella cosa ed anch’io la consiglio ma va fatta semplicemente per gestire il fornello in automatico e non per potere andare a farsi un giro nel frattempo. Questo è solo un esempio di automazione comunque il fatto di delegare all’automazione la gestione di un impianto semplifica il lavoro dell’HomeBrew, eccome se lo semplifica ed anch’io la consiglio ma non dovrebbe essere talmente spinta da togliere quell’alone di misticità alchemica che ha il farsi la birra, comunque come dico spesso “De Gustibus” questo è il mio personale pensiero, ognuno col suo impianto fa ciò che più gli piace e non è mai sbagliato a prescindere.

Dai un consiglio a chi volesse seguire le Tue orme?
F: Cambia pusher!

Quanto pensi che con BacBrewing aiuti gli HB?
F: Non credo di aver cambiato la vita degli HomeBrewers, può essere che abbia semplificato qualche passaggio ma non montiamoci la testa.

Dacci tre motivi per acquistare da Te?
F: Motivo 1
Prodotti Italiani con materiali Italiani o al massimo Europei. La cina non entra dal mio portone. Mi arrivano mensilmente offerte dalla cina ad esempio di tubo in silicone certificato per alimenti (certificato si ma da loro e conosciamo tutti la notoria affidabilità dei loro prodotti) oppure raccordi camlock in inox….mmm….con qualche aggiunta di scarti radioattivi ospedalieri come già successo nelle mie zone con forniture di lamiere inox aromatizzate al cesio, con prezzi che confermano il fatto che avrei guadagni incredibilmente più alti. Tali offerte passano direttamente da Posta in arrivo a Posta eliminata. Guadagnerei di più ma dormirei di meno.
Motivo 2
Prodotto artigianale
Motivo 3
Devo mangiare pure io per cui mero motivo economico.

Pensi che con il tempo potrai evolverti e diventare anche un negozio per professionisti? 
F: Ho aperto questa branchia della mia attività poco più di un anno fa ed è in lenta ma continua salita, ho già realizzato prodotti per birrifici per cui penso proprio di si.

Qual’è l’identikit dei Tuoi clienti?
F: HomeBrewers di qualsiasi tipo, con pentole da 20 litri o impianti da 300 litri ma tutti con una passione dentro che mi ha entusiasmato.

Ho visto che esegui anche lavori su misura e su disegno, qual’è la cosa che Ti ha maggiormente stupito per la genialità?
F: Il pezzo che sto collaudando del quale però non posso dire altro, di quelli attualmente in vendita direi l’HopBasket Easy per il fatto che si può smontare, il filtro springer per la sua semplicità ed il raccordo per filtro springer in un Braumeister per il fatto che rende possibile l’estrazione di tutto il mosto presente anche sotto il foro di uscita.

Quali articoli acquistano maggiormente i Tuoi clienti?
F:Pozzetti per sonde, sonde, filtri springer


Pensi di implementare il canale video su Youtube con attività collaterali come corsi e dimostrazioni on line?
F:Considera che attualmente la linea BacBrewing la gestisco da solo, progetti, gestione del sito, gestione degli ordini, richieste via mail, reperibilità materiale, costruzione pezzi, imballaggi e spedizioni per cui i video che spiegano un pezzo sono una cosa, fare corsi non penso proprio anche perché oltre alla mancanza di tempo non ho nulla da insegnare.

Infine lancia un appello per far conoscere BacBrewing?
F:Che dire, i pezzi che vendo sono costruiti artigianalmente in Italia con materiale Italiano o Europeo, penso siano fatti abbastanza benino e se non li prendete a mazzate non si rompono. Io dico che sono eterni ma magari no, ma se vi cade un HopBox per terra non controllate l’HopBox, controllate il pavimento.

Ti ringrazio Francesco, è stato un vero piacere fare due chiacchiere con Te, e poter parlare di impianti.
Spero che quando avrai qualche novità, che vorrai proporre ai nostri lettori, ci verrai a trovare nuovamente illustrandoci le novità.
A presto.
F: Complimenti a Te per questo bel blog che divulga "Il verbo della birra fatta in casa"
Un abbraccio a Te e a tutti i tuoi lettori e un saluto particolare agli utenti del forum Mr.Malt.
Ciao




lunedì 16 novembre 2015

Come riutilizzare il lievito esausto del fermentatore ....non solo birra!

Da tempo, parecchi lettori, mi hanno chiesto cosa fare con il lievito che rimane sul fondo del fermentatore, e visto che non riusciamo ha riprendere l'attività brassicola, ho pensato di scrivere questo post, su come fare.
Fin dall'inizio della nostra attività brassciola, quel fondo sul fermentatore ha sempre destato in noi l'amletico dubbio "Ma è lievito perchè buttarlo?". Le prime volte non facevamo altro che essere dispiaciuti di tanto spreco, ma alla fine finiva nel lavandino.


Poi decidemmo che comunque lo si poteva utilizzare per far fermentare una nuova birra, anche se bisognava utilizzarlo nel minor tempo dopo aver svuotato il fermentatore dalla birra precedente. Imbottigliare la vecchia e brassare la nuova nello stesso giorno, può essere impegnativo, soprattutto se si è soli.
Così cominciai ad informarmi su come recuperarlo, per poterlo riutilizzare successivamente e provammo un paio di volte "a lavarlo", con buoni risultati, potete trovare la cronaca in un post diviso in due parti http://signormalto.blogspot.it/2014/06/lavaggio-lievito-london-ale-1028-e.html  e  http://signormalto.blogspot.it/2014/06/lavaggio-lievito-fase-finale-e.html
Sinceramente è un lavoro impegnativo, prima di iniziare dovete essere consci di quello che fate, il rischio di infettare la futura birra è reale, tutto deve essere ben pulito e sanificato e le fasi del lavoro devono essere ben pianificate, potrete così ottenere lievito gratis, e birre dalle stesse caratteristiche,  stessi aromi anche per le nuove. 
C'è da aprire una parentesi, il fatto che dopo ogni cotta, il lievito possa modificarsi, penso sia normale, anche se non è il caso di affrontare qui un discorso chimico, per noi HB è difficile mantenere costante un processo relativamente semplice come rifare la stessa birra, potete capire mantenere intatte le caratteristiche di un lievito.


Solo dopo oltre un anno, decidemmo di recuperarlo per produrre la nostra amata pizza e farci il pane. Inizialmente lo utilizzavamo lo stesso giorno del travaso o del imbottigliamento, ma poi diventava impegnativo, capitava spesso di avere altri impegni e non riusciamo ad utilizzarlo subito. Così dopo un pò di prove, abbiamo creato una specie di pasta lievitante, da utilizzare quando necessario.
Il processo è semplice ma ha bisogno di un pò di attenzione.
Prima di tutto è importante decidere quando raccogliere il lievito, cioè dopo il primo travaso o il secondo. Essendo una raccolta per far lievitare della farina, la purità del lievito non ci interessa più di tanto, non ci interessa mantenere delle caratteristiche di aroma e gusto ma semplicemente far lievitare la nostra pasta.
Chi fa All Grain Classico tre tini, ha meno problemi, perchè il lievito del primo travaso non è "inquinato" dalle farine e dai residui, mentre chi, come noi, fa BIAB, sul fondo del fermentatore nel primo travaso, è ricco di residui. C'è un ulteriore complicazione, chi esegue la luppolatura a freddo o DH nel secondo travaso, e il luppolo lo utilizza libero, ci si ritroverà, dopo il travaso per l'imbottigliamento, sopra al lievito, uno strato di luppolo, che rende difficile la raccolta, e quasi impossibile da utilizzare.


Per noi che facciamo quasi sempre DH libero con il formato pellets, dobbiamo scendere ad un compromesso utilizzando il lievito raccolto dal fermentatore dopo il primo travaso. A volte abbiamo utilizzato il lievito del secondo travaso senza DH, bisogna dire che il lievito è molto più pulito e, soprattutto per il pane, si sente anche quando si mangia. Per la pizza invece è meno marcata la differenza perchè comunque vengono aggiunti altri ingredienti che coprono molto l'aroma apportato dal lievito. 
Una altra cosa che è bene ricordare e che nel lievito del primo travaso c'è anche una componente di residui di luppolo che tendono ad amaricare la pasta e non è difficile poi ritrovarsela un pò amara. 
Quindi se si puoi, meglio il lievito del secondo travaso.
Fatta questa precisazione, andiamo con il procedimento.
Di solito raccogliamo 5 cucchiai abbondanti, naturalmente il lievito più compatto è più semplice da raccogliere, come il secco S-04, ne raccogliamo intorno ai 50 grammi, invece con lieviti meno compatti è più difficile raccogliere la quantità esatta, visto che il lievito è più liquido mescolato al mosto, e quindi la concentrazione sarà più bassa, meglio raccoglierne almeno 100 grammi.
Sul quantitativo di raccolta non c'è un limite, noi facciamo così perchè abbiamo un contenitore ermetico da chilo, ma se avete la possibilità di tenerlo in più contenitori, potete raccoglierlo anche tutto e vi garantisco che c'è ne tanto!
Il lievito estratto lo sistemiamo in una terrina e poi aggiungiamo acqua fino a scioglierlo bene, naturalmente con quello meno fluido servirà molta meno acqua, qui prendiamo il caso del lievito più denso, mescoliamo bene fino a renderlo quasi completamente fluido, un fluido più cremoso dell'acqua.


A questo punto aggiungiamo piano piano farina, noi utilizziamo il tipo Manitoba, una farina più "forte" adatta per la creazione della pasta madre, ma utile anche per l'impasto per pizza, aggiungiamo fino a creare un panetto piuttosto duro, il punto di pasta deve essere poco prima che la pasta si spacci durante il mescolamento.


Vi consiglio una volta che il panetto diventa più solido, di terminare di impastarlo su una tavola di legno o di marmo, per dare ancora più forza. Una volta pronto, lo riponete in una ciotola capiente e lo coprite bene con pellicola trasparente per evitare che prenda aria e si secchi in superficie, che è la cosa che non deve accadere, e lo lasciate lievitare a temperatura ambiente per un paio di ore. 
Dopo la prima lievitazione, a causa della grande proporzione tra lievito e farina, la pasta diventerà molto più morbida e appiccicosa, è il momento giusto per riporla dentro un contenitore ermetico e posizionarla in frigo. Il contenitore ermetico serve soprattutto per evitare che il lievito si contamini con muffe e funghi, di cui il nostro frigo ne è ricco, dispiacerebbe dopo tanta fatica doverlo buttare. Come accorgersene se dovesse essere contaminato.... ve ne accorgerete! 


Per mantenere un buon ceppo di lieviti si consiglia di non lavare il contenitore, ed aggiungere la pasta tutte le volte nello stesso.
In queste condizioni la pasta lievitante può stare in frigo, dai 7 a 10 giorni, mantenendo le sue caratteristiche, poi inevitabilmente i lieviti cominceranno ad indebolirsi e la forza lievitante scendere.
Se non si utilizza in questo lasso di tempo consiglio, per mantenerlo in "forza", di "rinfrescarlo". Procedimento: tirare fuori dal frigo il contenitore, estrarre la nostra pasta lievitante, metterla all'interno di una terrina, aggiungere un paio di cucchiai di acqua a temperatura ambiente e cominciare a sciogliere la pasta. Una volta miscelato bene l'acqua alla pasta lievitante, aggiungere farina finché si ricrea il panetto e riporlo nel contenitore all'interno del frigo.
Questo processo può essere ripetuto diverse volte, naturalmente ogni volta che si rinfresca, la pasta lievitante aumenta di volume e puoi capitare, se non avete amici a cui cedere parte del panetto, di ritrovarsi con un quantitativo eccessivo che non riusciremo più a far stare nel nostro contenitore, o avete altri contenitori o sarete costretti a buttarne una parte. Se ne utilizzate una parte, diciamo 200 - 250 grammi alla settimana, non avrete problemi. 
Naturalmente lo potete reintegrare con altro lievito, estratto dopo una nuova birra, rimpastandolo insieme alla pasta lievitante che avete da parte. Vi consiglio di creare un nuovo panetto, come vi ho illustrato sopra e poi dopo la fase di lievitazione a temperatura ambiente, impastate il panetto nuovo e la pasta lievitante che avete nel barattolo, avendo cura di tirare fuori il panetto in frigo, un paio di ore prima. 
Ma il metodo migliore per rinfrescare la vostra pasta lievitante, se non avete a disposizione del lievito esausto, perchè per qualche motivo non avete fatto la birra, e quello che di utilizzare un pezzo di pasta nuova avanzata dall'impasto.


Nella foto potete vedere, sopra la pasta lievitante del barattolo e sotto un pezzo da 100 grammi della pasta per pizza appena preparata, che successivamente saranno mescolati, per far si che i lieviti all'interno della "vecchia" pasta lievitante si possano cibare dei nuovi zuccheri presenti nella pasta nuova.
Ricetta, ricetta, ricetta..... mi sembra di sentirvi, calma, facciamo un esempio di impasto così potrete capire meglio, facciamo  l'esempio di pasta da pizza utilizzando una macchina del pane. 
La macchina che abbiamo è semplice e l'avevamo pagata davvero poco in uno dei tanti discount sparsi per l'Italia, e per una trentina di euro, non c'è la siamo fatta scappare.

Ricetta per la pasta da pizza, 8 pizze da 220 grammi
600 ml di acqua tiepida
3 cucchiaini di zucchero 
2 cucchiaini rasi di sale
1 cucchiaino di malto d'orzo

1 cucchiaio di olio EVO (facoltativo)
650 grammi di farina tipo 00
350 grammi di Manitoba
250 grammi di pasta lievitante

e se avete fretta, ma solo se non avete tempo da dedicarci, 1 cucchiaino raso di lievito secco.


L'utilizzo di ulteriore lievito, può essere utile se non avete tempo, magari arrivate tardi, nel primo pomeriggio e avete voglia di farvi una pizza in serata. 
Infatti l'utilizzo della sola pasta lievitante e un pò limitante, perchè necessità di più tempo per agire, normalmente ci vogliono almeno 12 ore, tra inizio dell'impasto e la cottura.
Per la lievitazione è necessaria un pò di esperienza per gestirla al meglio, che però alla fine vi permetterà di creare pizze più consone ai vostri desideri e dei vostri amici, più croccanti, o più morbide, più sottili, o più spesse, insomma per tutti i gusti. 
L'utilizzo della macchina del pane è semplicemente una scorciatoia, mi sono accorto che così ho più tempo per me,  e posso fare altri lavori, per esempio preparare il pomodoro tagliare la mozzarella,  grigliare le verdure,  nelle due ore che la macchina impasta e lievita.
Nel caso non possediate una macchina del pane, e siate costretti a impastare a mano, cominciate mettendo tutta l'acqua in una terrina, noi utilizziamo una bastardina in acciaio, poi sciogliete lo zucchero e il malto d'orzo, con calma sciogliete la pasta lievitante il più possibile, il glutine tende a formare dei filamenti che non si sciolgono facilmente, va bene lo stesso se non sono proprio tutti sciolti, a questo punto iniziate ad aggiungere la farina setacciata, se possibile, se non avete  tempo prima di aggiungere la farina, sciogliete il cucchiaino di lievito secco, oppure 1 grammo di lievito di birra (a volte lo aggiungo lo stesso, specialmente se la pasta lievitante e un pò datata) e cominciate a mescolare. Quando l'impasto raggiunge la consistenza di un semolino molto denso, aggiungete il sale, mescolate bene prima di aggiungere l'olio, se avete deciso di usarlo, e poi l'altra farina. 
Quando la pasta si stacca dai bordi la rovesciate sulla tavola di legno e aggiungete la restante farina piegando e ripiegando la pasta. Può capitare che la consistenza sia diversa, basta una maggiore umidità nell'aria che vi rimarrà più molla, potete aggiungere un pò di farina in più, ricordate comunque che il punto di pasta e quando toccate l'impasto e non vi rimane appiccicato il dito, e la pasta rientra e poi torna su, come un materasso in memory.     
Per il pane la ricetta è leggermente diversa, prima di tutto il programma utilizzato non deve solo impastare ma poi anche cuocere il pane. Noi normalmente prima di iniziare la fase di cottura estraiamo la pasta dalla macchina che mettiamo in pausa e lasciamo la pasta a lievitare un paio di ore in più prima di riposizionare la pasta nella macchina e poi riattivare la macchina.
Ricetta per pane da 750 grammi.
200ml di acqua tiepida
2 cucchiaini di zucchero
1 cucchiaino raso di sale
1 cucchiaino di malto d'orzo
1 cucchiaio di olio EVO (facoltativo)
200 grammi di farina integrale
200 grammi di farina Manitoba  
200 grammi di pasta lievitante
1 cucchiaino raso di lievito secco o in alternativa un grammo di lievito di birra fresco.
Ma torniamo alla nostra amata pizza, per la fase di impasto e lievitazione nella macchina ci vogliono da programma 1h e 50 m, ma io la lascio ancora una mezz'oretta al caldo, o almeno finché la pasta non tocca l'oblò.


E uno spettacolo quando alzate il coperchio, ho sempre amato la sofficità della pasta lievitata, sarà che è stato il mio primo mestiere per tanti anni in gioventù, vuoi per il profumo che sprigiona, ma soprattutto perchè so già cosa diventerà!
A questo punto verso la pasta sulla tavola e la piego un pò di volte per aumentare la forza della pasta, per qualche minuto, e creo un palla.

  
Poi la copro con la bastardina, per evitare che si secchi e crei la crosta, che causerebbero la formazione di pezzetti di pasta secca che durante la fase di stesura, romperebbero la pasta. Se non avete la bastardina cercate di coprila in modo di non farla venire a contatto con l'aria.


Lascio lievitare una prima volta per un ora e poi ripeto la fase di piegatura per due volte. Dopo la seconda volta faccio le palle da 220 grammi.


Come potete vedere a lato la pasta avanzata che poi impasteremo con la pasta lievitante nel barattolo. Naturalmente copro le palle per 30 minuti prima di iniziare a stenderle.


Nei 30 minuti che attendo che la pasta si snervi un pò, mi dedico alla pasta lievitante impastandola con quella avanzata.


Per migliorare la miscelazione utilizzo anche un pò di farina, alla fine rimetto l'impasto così ottenuto nel barattolo e lo posiziono nel frigo.


Siamo alla fase finale dopo i 30 minuti si comincia a stendere le palle e metterle nelle teglie. Io preferisco quelle di alluminio, rispetto a quelle di acciaio, cuociono più uniformemente, non bruciano sotto e rimangono più morbide.


Per stenderle uso il mattarello, è l'ideale per preparare la pasta da mettere nelle teglie.


Ecco fatto questa è la base per creare la nostra deliziosa pizza. L'utilizzo di pasta cotta come piatto su cui poi mettere gli ingredienti, nasce nella Roma Antica, e poi con il passare del tempo ha raggiunto la fama che ha oggi.
Il bello di questo pezzo di acqua e farina lievitata è la versatilità di creare quello che si vuole, il limite è solo la nostra fantasia, questa volta l'abbiamo preparata semplice, pomodoro, origano, olive e mozzarella.


Eccole qui in attesa dell'ultima fase di lievitazione, ancora un ora abbondante e poi saremo pronti a gustare il risultato di tanta fatica. In questa ultima fase è importante che l'ambiente sia caldo, sui 22°C, per accelerare la fase di metabolismo dei lieviti, prima di infornarle.
Per la cottura dipende da forno a forno, innanzitutto si accede il forno al massimo, oltre i 250°C (più caldo è più cuoce velocemente e più rimane, contemporaneamente, morbida dentro e croccante fuori, il top).
Quando si arriva in temperatura, si mettono due pizze una in mezzo e l'altra sul fondo, 4 minuti e si invertono e dopo altri 4 minuti sono pronte per essere gustate.


Il massimo una fumante pizza innaffiata da un ottima birra.... la nostra! Sicuramente il nostro piatto preferito. Ora tocca a voi.
Termina così un'altra avventura nel mondo della birra, senza fare birra....non solo birra!