giovedì 9 gennaio 2014

Una tIPA Scura dal gusto amarissimo

Ciao Ragazzi, finalmente riesco a scrivere una cronaca della giornata di questa nuova avventura nel mondo della produzione della birra casalinga, che Vi ricordo ancora una volta, con il metodo australiano BIAB.
Se Vi ricordate si doveva fare una Blanche, birra di grano belga con l'utilizzo di frumento non maltato, il classico grano da farina, tanto per intenderci. Invece poi con Andrea abbiamo deciso di fare una IPA, ma con un carattere un pò cupo, una Dark. Ci sembrava che dopo una weizen, birra di grano tedesco con frumento maltato, avere un'altra birra di grano in maturazione, più o meno nello stesso periodo, fosse eccessivo, e così abbiamo optato, per qualcosa di più semplice e diverso... più diverso di così, che da una birra bianca a una birra scura!
A dire la verità questa non l'abbiamo poi studiata tanto, abbiamo preso gli ingredienti della IPA e ci abbiamo aggiunto un pò di grani scuri, cercando di non eccedere con i malti tostati, per evitare di finire per fare una stout luppolata.
E' stata più ricercata, forse, la scelta del nome e dell'etichetta, che gira che ti rigira a poi preso una strada semplice inserendo la semplice cartina dell'isola di Terranova, da cui la birra a preso il nome, anche se la prima idea era riferita al manto dello splendido cane.
Bando alle ciance e passiamo alla ricetta:

Terranova Dark IPA All Grain BIAB
Minuti Ammostamento: 70
Litri in pentola: 39
Litri in fermentatore: 25
Efficienza: 70%
OG: 1056
ABV: 5,6%
Plato: 13,8
IBU: 90,1
BU/GU: 1,61
EBC:59

Fermentabili
Pale Ale          5500 gr.   78%
Fiocchi d'Orzo 400 gr.     6%
Brown Malt     400 gr.     6%
Crystal 150L    300 gr.     4%
Chocolate         200 gr.     3%
Black Malt        200 gr.    3%
Totale              7000 gr.

Luppoli
Chinook       30 gr.      60 minuti
Cascade       20 gr.      30 minuti
Amarillo     20 gr.       30 minuti
Citra            20 gr.       30 minuti
Cascade       10 gr.      15 minuti
Amarillo     10 gr.       15 minuti
Citra            10 gr.       15 minuti
Cascade         5 gr.      10 minuti
Amarillo       5 gr.       10 minuti
Citra              5 gr.       10 minuti
Citra             50 gr.       DH

Lievito
Safale US-05     23 gr.

Profilo Mash
Protein Rust    50°C     5 minuti
Beta amilasi    63°C   40 minuti
Alpha amilasi  70°C   25 minuti
Mash Out         78°C    0 minuti

Questa volta ho avuto il tempo il giorno prima di preparare tutto, e bisogna dire che si riesce a lavorare molto più sereni.


Questa è una delle poche foto che ho fatto, dove potete vedere il tutto già pronto c'è solo da accendere il gas, anche ad Andrea sembra impossibile non perdere un paio d'ore a preparare il rubinetto della pentola, riempire la pentola di acqua, collegare la pompa.
L'unica cosa che ho lasciato da fare, e so che è un piacere da assaporare al momento è la pesatura e la macinazione dei grani, da fare insieme, cercare la ricetta e fare le ultime discussioni, magari anche togliere 100 gr. da una parte e metterli da una altra parte, magari non serve a niente, ma fa più vera la voglia di farlo insieme.
Quindi mentre accediamo il gas, io spremo il limone e lo verso nella pentola, e poi passiamo a pesare e macinare. A 25°C prelevo un campione di acqua e misuro il pH 5,2.
Stranamente la temperatura sale meno velocemente, mi sarei dovuto accorgere subito di quello che sarebbe successo, ma invece, forse intorbidito dai pensieri dell'ultimo giorno di vacanza, non ci ho pensato più di tanto.
A 50°C gradi spengo e buttiamo i grani. La temperatura scende velocemente e dopo poco ci troviamo a 47°C, mai successo le altre volte, c'è qualcosa che non va, ma non capisco. Riaccendo e per i 5 minuti praticamente non spengo il gas, la temperatura sale molto lentamente. Controllo il gas e apro tutta la valvola, ma non sembra alzarsi tanto. Cmq la temperatura comincia a salire.
A 63°C prelevo un campione di mosto per la misura del pH e butti i fiocchi e diamo una bella mescolata.


La birra ha già una bella colorazione scura sembra cioccolata calda, certamente molto meno densa. ph 5,6, va bene decidiamo di non aggiungere niente, utilizzando l'acqua d bottiglia con un pH iniziale più basso, secondo me, non necessità di nessuna aggiunta oltre al limone iniziale.
Arrivati a 63°C spengo e nuovamente mi ritrovo con la temperatura che scende velocemente, "Belin ma cosa c'ha oggi sto gas??", mi piazzo accanto al fornellone e riaccendo, beh ragazzi per mantenere la temperatura intorno ai 63°C non ho più spento, anche se non al massimo ma il gas è rimasto acceso, praticamente per tutti i 40 minuti e la temperatura non è salita più di 63,4°C.


Primo piano del rubinetto, con il tubo che va alla pompa, splendido il colore marrone scuro.


Particolare della pompa solar project, per ora con un collegamento, non degno di questo nome.



Dopo la sosta beta amilasi, apro il gas ma stenta a salire, le rampe sono più lunghe e decidiamo di accorciare il temo della alpha amilasi e portarla da 25 minuti a 20.  Stesso discorso di prima, a 70°C spengo e la temperatura comincia a scendere, insisto a dirvelo perchè le altre 5 cotte, prima di scendere ci metteva qualche minuto,  avrei dovuto capire e invece niente....buonanotte.
Sentore che sta succedendo qualcosa che mi sfugge, decido di accorciare ulteriormente la sosta e dopo 15 minuti faccio la prova della tintura dello iodio che è OK, alzo il gas, anche questa volta rimasto acceso, e per arrivare a 78°C è una fatica.
Dopo una quindicina di minuti arriviamo alla temperatura di mash out, e questa volta per non perdere tempo, non spengo, tiriamo su semplicemente la sacca e cominciamo a strizzare, questa volta con doppio paio di guanti, molto meglio. Solita tecnica di Andrea e in tutto siamo a 37 litri preboil, 0,28 Lt/Kg di assorbimento dei grani, ogni volta rosichiamo qualcosa e pensare che siamo partiti da 1 Lt/Kg. , densità preboil 1042 e il colore è splendido.
Dopo un ora la situazione prende la piega che dovevamo immaginare, l'acqua è a 98°C e non sale più, non bolle o almeno non bolle come al solito ma c'è un leggero movimento in superficie, e per paura di finire e stare un'altra ora ad aspettare che bolla, decido di buttare la prima gittata di luppoli da amaro.....nescioooooo!!!! Ma possibile che non mi è venuto in mente che il gas in fondo alla bombola, non aveva più il potere calorico che ci serviva...arinescioooo!!!!
Dopo mezz'ora comincio a svegliarmi "ma è possibile che non bolla come al solito, ma starà mica per finire la bombola....din (il neurone si è svegliato!!!).
Misuro la quantità di acqua.... identico a mezz'ora fa, 37 litri circa aaaaahhhhhh!!!!! "se andiamo avanti così ci vuole 4 ore per arrivare alla densità desiderata!!! dobbiamo cambiare la bombola".
Se penso che avevamo anche la bombola di scorta pronta, mi girano talmente tanto che finisco per decollare, in meno di un minuto togliamo la bombola vecchia, che ha ancora gas, ma dal potere calorico decisamente insufficiente, e come accendo quella nuova l'acqua comincia a bollire alla grande come al solito, come piace a me, con quei movimenti violenti, simili al magna quanto fuoriesce dalla caldera dei vulcani. Qui cominciano i problemi di calcolo, nel casino abbiamo perso il conto esatto di quanto tempo il luppolo da amaro e rimasto nel mosto a 98°C gradi e più che altro pensiamo a quanto dovrà bollire per ottenere la densità finale stabilità. 
Ulteriore errore, ad inizio della bollitura vera e propria, butto i luppoli a trenta minuti, senza aspettare di calcolare quanto avrebbe ancora dovuto bollire, alla fine il calcolo e che dopo i 40 minuti inutili di falsa bollitura, deve bollire ancora 74 minuti!!!! 
Decidiamo di far bollire 20 minuti e poi continuare con le altre gittate a 15 e 10 minuti, senza misurare la quantità di mosto, "vedremo poi alla fine cosa abbiamo".
In totale alla fine il luppolo da amaro, il Chinook, è rimasto in "ammollo" per quasi un ora e mezzo!!! ne ha mollati un bel pò di alfa acidi e i luppoli a 30 minuti per un ora,  insomma troppo, visto che poi c'è n'e già un bel pò di luppoli per bilanciare i malti tostati......
Spegniamo e raffreddiamo velocemente l'acqua è davvero fredda e in meno di venti minuti siamo a 21°C, con movimenti lenti ma sicuri Andrea crea un bel mulinello per concentrare tutte le farine e le proteine nel centro della pentola. Di solito aspettiamo una decina di minuti e quando il mosto smette di roteare e pronto. Da quando usiamo bene questa tecnica, unita ad una apertura lieve del rubinetto per evitare di creare delle correnti che smuovano il fondo, non utilizziamo più le alghe "irish moss"  per schiarire il mosto, che esce limpido come acqua.


Qui potete vedere, oltre che la trasparenza, anche quanto è aperto il rubinetto, con il volume massimo di mosto nella pentola.
Intanto prendo un campione per misurare la densità finale, è nonostante tutto, siamo riusciti a ottenere quello che avevamo prefissato 1056, ma che fatica.
Non ho il coraggio, ma devo assaggiare, la prima botta è la solita gran quantità di zuccheri, il classico gusto dolciastro di orzo, poi man mano che il mosto prosegue in bocca, un esplosione di amaro allucinante, penso che se è amara adesso con tutto lo zucchero da trasformare, chissà quanto la birra è pronta, sarà amara come il fernet!!!, ma alla fine, non mi dispiace sentire un lieve profumo di caffè che sale nel naso. Beh poteva andare peggio.


Come al solito ho preparato il lievito US-05 due buste, normalmente quando comincio a raffreddare il mosto, reidrato il lievito, in mezz'ora quaranta minuti è pronto per essere inoculato,  e una volta terminato di riempire il fermentatore diamo ancora una energica mescolata e versiamo il lievito. Temperatura di inoculo 20,3°C.
Non ve lo dico più, ultima volta, ma siccome la cella climatica non è ancora pronta......,  portiamo il "morto" come lo chiama mia moglie, in casa e lo sistemiamo come al solito in cucina. Sono le 16,30,  pensando a tutto il casino che abbiamo avuto, preparare il più possibile il giorno prima, aiuta a non passare tutta la giornata attaccato al fornellone, poteva essere tutto finito alle 15... tutto proprio no, "papa io mi fermo a casa, ci pensi tu e la mamma a dare una pulita a tutto?" " Ma figurati non Ti preoccupare...." come al solito.
Questa volta il lievito ci ha messo qualche ora in più, anche se come al solito prima di andare a dormire ci ha dato la sua buonanotte con la sua solita voce profonda e borbottante "blop blop blop!!!"
Le prossime tappe sono il travaso tra sabato e domenica, con l'aggiunta di luppolatura a freddo di circa 50 grammi di Citra, e poi, se tutto fila liscio sabato 18 imbottigliamento e per domenica un nuova cotta semplice semplice, bionda bionda, mono malto poca amara e ricca di profumi e aromi, e se riesco ad attivare la cella climatica, a bassa fermentazione. Vedremo.
A presto.



mercoledì 8 gennaio 2014

Etichettatura Stout

Ciao a tutti, prima di raccontarvi la nostra nuova avventura della Dark IPA, Vi volevo rendere partecipi di un fatto successo qualche giorno prima, l'etichettatura della Stout Morrigan e l'assaggio a un mese circa, un pò meno, dall'imbottigliamento.
L'etichetta, è stata applicata come sempre, stampata su normali fogli da stampante laser, e poi faticosamente ritagliata a mano, e poi incollata con la classica colla stick.
Le etichette, sono belle e danno un tocco alla bottiglia, ma impongono anche l'utilizzo di un tempo che, con il fatto che mi ritrovo solo a fare tutto il lavoro, comincia a pesare.
Non so per quanto tempo ancora avrò a disposizioni etichette gratis, purtroppo recenti sviluppi, mi costringeranno a cambiare.....editore, sempre che lo trovi.
L'etichetta la conoscete è quella che trovate nel post delle etichette e ricette, e ultimamente ho terminato quella per la weizen e iniziato la bozza per la Dark IPA.


Come vedete tutte in fila come soldati in attesa di essere aperte e bevute!


Con circa 23 litri queste sono le bottiglie che sono uscite, un discreto numero.
Passiamo all'assaggio.
La birra è apparsa subito un pò liscia, pochissimo carbonata, come avevamo deciso, ma adesso al gusto mi sembra un pò troppo poco, forse perchè siamo abituati a bere birre un pò "troppo gasate", e questa ci sembra un pò troppo poco. D'altronde chi mi conosce sa che questo sono io, da un estremo all'altro.
La birra appena versata, non ha sviluppato quella schiuma abbondante che ci si aspetterebbe da una Stout, ma una schiuma molto densa, stile cappuccio, ma non alimentata da bolle che vengono dalla birra stessa, ma semplicemente d'aria che si è inglobata al momento del versamento.


Al gusto la birra risulta subito un pò evanescente, poco ricca di tutto, come dicevo prima, liscia in tutti i sensi, sa di tutto e di niente.
Dopo i primi assaggi, si comincia a sentire i gusti di liquirizia e caffè in modo significativo. Mi da l'impressione che la Stout si sia ossidata all'aria e abbia sprigionato i suoi sapori, soltanto dopo qualche minuto. Anche la schiuma sembra prendere vigore. Favoloso il retrogusto di nocciola che alla fine ci ha fatto esclamare "beh per essere la nostra prima Stout, non è male".


Probabilmente è ancora molto presto per dare un giudizio, d'altronde non è passato neanche un mese dall'imbottigliamento, ricordo ancora la vecchia stout da kit che facemmo, che ci andarono oltre 5 mesi per assaporare completamente la pienezza dei sapori.
Rimaniamo un pò ancora interdetti sulla schiuma, si pannosa, ma troppo poca, anche se persistente fino alla fine, come potete vedere anche dalla foto, ma c'è qualcosa che ci sfugge.... ma siamo sicuri di averlo versato, nel fermentatore, lo zucchero per il priming????

Ora Vi lascio purtroppo è un periodo che ho poco tempo, lasciatemi qualche giorno per la cronaca della DARK IPA e Vi farò un racconto dettagliato, questa volta con poche foto però.
A presto.


venerdì 27 dicembre 2013

Un Regalo Inaspettato

Come sempre il Natale, a me, mi intristisce un pò. Bisogna essere per forza felici, scambiare auguri anche a persone che non sopporti o che nn meritano attenzioni.
Puoi bisogna preparare i soliti complementi cristiani e non. Il presepe e l'albero, sono ormai ricordi lontani, legati ad una tradizione che vive i momenti migliori durante la nostra infanzia, e per chi c'è l'ha, l'infanzia dei nostri figli. Puoi crescendo il natale diventa esclusivamente una festa conformità, che nulla a che ha vedere con le meschinità della religione, e per chi può momento di spese, a volte anche folli.
Come ormai si ripete da anni, il mio Natale finisce per essere il solito maglione o pigiama, i calzini o le mutande, il più delle volte larghe.
Quest'anno invece sono stato omaggiato di un dono prezioso, come preziose sono le persone che me lo hanno regalato, anzi me l'hanno regalata.
Una bottiglia.
Una Bottiglia di birra, ma non una bottiglia di birra qualunque, ma un incredibile bottiglia dell'inizio del secolo scorso. Qualcuno, forse avrebbe preferito una magnum dei giorni nostri, magari di qualche piccolo birrificio famoso, da gustare in salta pace davanti ad un caminetto, per chi c'è l'ha,  ho da gustare con qualche Amico.
Invece no, questa bottiglia viene direttamente dalla Germania, precisamente da Monaco del inizio del 1900.


Questa bottiglia mi è stata donata da una Famiglia Speciale, in particolare da Mary.
La bottiglia era di suo nonno, ed era un ricordo affettivo, ma probabilmente colpita dalla nostra passione per la birra, ha deciso di farcela custodire, pensando che fosse il posto migliore per conservarne la sua eredità.
E di questo le siamo grati.
Ho cercato di informarmi, ma ho trovato un sacco di informazione sulla fabbrica che la produsse, nata intorno al 1400, e giunta ancora fino a noi dopo molti secoli.
Fino ad oggi non avevo mai pensato, forse perchè siamo abituati a svuotarle, anche se comunque anche noi stiamo conservando delle 33 cl. delle nostre produzioni, che esistessero delle bottiglie di birra così vecchie, ma è probabile che ci sia anche un collezionismo di bottiglie d'epoca, non sarebbe male averne qualcun'altra.
Chissà l'inizio di una nuova avventura.




Vorrei scoprire qualcosa di più, di questa bottiglia, qualcuno mi aiuta??
  



Mühle la Weizen, la nostra birra di Grano Tedesca

Dopo i bagordi di Natale, ancora un pò storditi dai vapori alcolici, che hanno fluito nelle nostre gole, e nei nostri pur miseri cervelli, ci apprestiamo a raccontarVi l'ennesina avventura nel mondo dello Homebrewing.  
Mühle, la Weizen tedesca prodotta con il grano maltato e il Pils tedesco.
Una premessa, anche questa volta non siamo riusciti ad organizzarci il giorno prima, per la mega cena a base di pizza e fiumi di birra, la nostra cena di Natale, che ha visto la presenza di Amici in contemporanea vecchi e giovani uniti dalla bontà di una buona pizza cotta nel nostro piccolo forno a legna e la presenza di un numero imprecisato di bottiglie di birra, che hanno innaffiato mozzarelle, stracchino, carciofini, funghi, olive, capperi, origano, basilico e anche qualche buona foccacia al rosmarino con bordi rinforzati di mozzarella.
Così la mattina è cominciata come sempre dopo una serata di bagordi, al quanto barcolante, con l'intenso desiderio di fermare la giostra. Ma non c'è tempo di riprendersi bisogna brassare!
L'ultima è stato tutto molto più semplice, visto che "il campo di battaglia" era completamente sistemato, questa volta invece, nonostante già la sera prima, a ospiti allontanati, una prima pulizia per liberare le zone critiche, non è stato sufficiente.
Tra le altre cose, come era già successo durante la prima cotta, il giorno prima Andrea aveva ricevuto la piacevole convocazione ad un colloquio di lavoro, terminato positivamente, questa volta con un contratto degno di questo nome e per i prossimi 6 mesi è a posto.
Così mi sono dovuto sobbarcare tutta la parte iniziare di preparazione, praticamente di tutto. Ho iniziato con calma verso le 10 (prima è stato impossibile varcare la porta di casa!) con la pulizia della zona è il piazzamento del nostro impianto con i relativi pezzi:



La pentola, dove mi sono un pò perso per mettere il rubinetto, perdo sempre un sacco di tempo a volerlo mettere dritto, ma poi mi metto l'anima in pace, e lo metto come viene, il fornellone con la bombola collegata, la pompa per il riciclo del mosto che rimane sempre in movimento e in filtrazione delle trebbie, il mulino sul secchio, e sotto si vede il fondo e la bacinella che utilizziamo per la ulteriore strizzamento della sacca. La cosa che ho notato che sarà utile mettere, è una piccola scatola di alimentazione, dove, per ora, collegare la pompa a 12V e successivamente il rims (sonda e resistenza), che è in fase di ordine.






Qui potete vedere la tramoggia con una parte dei grani in fase di macina






Particolare del secchio con i grani macinati, si vede anche la pompa che non è stata ancora fissata in qualche modo, in attesa di creazione un blocco con il rims.





Successivamente è arrivato Andrea finalmente, con un bel sorriso "Come è andato il colloquio?" "Bene, comincio il 7", indubbiamente la giornata era partita meglio di quanto pensavo.
Abbiamo così cominciato a versare l'acqua, questa volta ci siamo attrezzati con acqua minerale, una acqua più "dolce" dovrebbe andare meglio.


Ecco qui le 5 confezioni di acqua naturale, abbiamo usato come al solito 39 litri.
Svuotate nella pentola, ho aggiunto un paio di limoni spremuti come la solito, non riflettendo che essendo una acqua più dolce è soprattutto con un pH più basso, sono stati troppi, perchè il pH si è abbassato troppo.


Non so in che modo abbia influenzato la cotta, certamente, durante il resto dell'ammostamento non abbiamo aggiunto altro.
Versato l'acqua e il limone abbiamo aggiunto il fondo buccherellato, legato con uno spago alimentare alla maniglia della pentola.
Il fondo risulta un pò deformato, non capiamo perchè durante l'ultima cotta, si sia un pò contorno, probabile la fiamma più alta, e visto che il fondo appoggia con 4 bulloni in acciaio inox, sul fondo della pentola, abbia subito un riscaldamento troppo rapido che a portato alla torsione dell'alluminio.














Successivamente abbiamo poi calzato la sacca.


Una volta a posto la sacca, che inizialmente tende sempre a salire a galla, abbiamo preparato la pompa con insieme il termometro, nel miglior modo possibile, visto che risulta essere non ancora in condizioni ottimali, visto che anche questa volta, il tubo è scappato, durante la fase di mash out, addirittura rischiando di ustionare Andrea, che si è ritrovato la maglietta colpita dal getto a 78°C, subendo anche una leggera bruciatura!!!

Non siamo ancora riusciti a darci un posto definitivo, anche perchè siamo in attesa del rims, così avendo una sonda incorporata, avremo meno stress nel controllo della temperatura, allora sarà possibile forare il coperchio e far passare solo il tubo in uscita dal rims.
Qui potete vedere il sistema ingegnoso eseguito da Andrea, per evitare che come l'ultima volta si slegasse, beh questa volta almeno non si è tolto, ma purtroppo , come Vi dicevo prima in fase di slegamento dello spago alimentare il getto ha preso una direzione non voluta....


Qui in posizione nella pentola.
Finito la parte preliminare abbiamo acceso il gas e cominciato a far salire la temperatura che risultava un pò bassa, 5°C, e in attesa di arrivare a 50°C per il primo step di temperatura, Andrea si è occupato di prendere gli appunti a computer, io ho sistemato il banchetto con il necessario per la cotta.


In tanto il tempo passava e ci siamo ritrovati a cominciare ad avvertire i morsi della fame, ormai erano le due passate.
Complice il fatto che la moglie era assente, e la cosa migliore è stata dare fondo ai rimasugli della gogliardica cena.



Io mi sono magnato alcuni pezzi di pizza avanzati, non si sa bene neanche da chi???? e Andrea si è rimpinzato di affettati  e mozzarella riscaldati sulla misera ma efficace stufa a legna. 
Naturalmente sul bere non ci sono stati problemi, nonostante lo stato, avendo ancora in corpo le birre della sera prima, ci siamo fatti una bottiglia di una bitter da kit fatta con il miele di castagna.



La cronaca della preparazione è finita, passiamo alle cose serie.
La ricetta iniziale che avevamo studiato, e che è stata rispettata quasi alla lettera uniche variazioni, il luppolo invece di 40 gr. ne abbiamo messi 50 e il tempo di bollitura da 60 a 90min.

Mühle Weizen ALL Grain BIAB

Minuti ammostamento :70
Litri in pentola :39
Litri in fermentatore :25
Efficienza :70 %
OG :1056
ABV :5.5 %
Plato :13.6
IBU :14.1
GU/BU :0.3
EBC : 12

Fermentabili
Wheat Malt        3800 gr  58 %
Pils                    2500 gr  38 %
Flaked Barley       300 gr    5 %

Totale                6600 gr

Luppoli
Hallertauer Hersbrucker 50 gr 60 min


Lievito
Safbrew WB-06 23 gr.



Profilo Mash
Protein Rest      50 °C  10 min
Beta-amilasi      63 °C  50 min
Alpha-amilasi     70 °C  10 min
Mash Out          78 °C    0 min


Alla fine abbiamo rispettato bene la ricetta, a parte il fatto che ci siamo ritrovati, alla fine del mash 1,5 litri in più di mosto, siamo così passati da un assorbimento grani/litro da 4,6 a 2,2, e sinceramente non c'è lo aspettavamo e non abbiamo neanche capito cosa sia successo. Questo ci ha costretto a una maggiore durata della bollitura che è stata allungata di altri 30 minuti per mantenere la densità che ci eravamo prefissi, 1056.
Continuiamo la cronaca.
Non ricordo bene, in venti minuti mi sembra,  siamo arrivati a 25°C, per misurare il pH dell'acqua con il limone. Alla Bottiglia il pH era 7, adesso era 4,3 !!!!! "Belin, se è basso!", non avevo considerato che oltre ad avere un pH iniziale molto più basso rispetto a 7,7 del pH della fonte, la concentrazione di calcio è molto più bassa nelle bottiglie, così ha fatto meno effetto tampone sul pH.
A 32 minuti dall'accensione siamo a 50°C, e buttiamo i grani macinati, senza i fiocchi d'orzo che butteremo in betamilasi a 63°C.


La pompa non mi evita di dare una bella mescolata e i 10 minuti di protein rest me li passo a mescolare in continuazione. Il colore è strano non abbiamo mai avuto una colorazione così, sembra latte, anche il profumo è diverso.
Dopo i 10 minuti prendiamo un campione di mosto per misurare il pH e intanto accendiamo il gas.

Sembra veramente latte, magari non di mucca, ma di riso, ci assomiglia molto. Inserisco lo strumento e misuro 5,4. Perfetto! Si è regolato da solo, quindi vuole dire che se è alta si abbassa, se è basso si alza, insomma si regola di conseguenza alle condizioni del mosto e temperatura, forse allora, per noi birrai casalinghi, la correzione del pH non è così importante, quasi superfluo.

                                    
Come potete vedere dalla foto, sono in posizione di controllo della temperatura, con un occhio guardo il termometro, e appena la temperatura scende alzo il gas, che come l'altra volta è sempre rimasto accesso, naturalmente ad intensità diverse a secondo delle necessità e funziona alla grande, certo che bisogna starci dietro, e non puoi fare altro.




A 65°C buttiamo i 300 gr. di fiocchi d'orzo e diamo una bella mescolata, tenendo sempre d'occhio la pompa traditrice!!! 




Nel frattempo, mentre io tengo d'occhio la fiamma, Andrea prende qualche appunto e prepara il luppolo. Inizialmente la dose era di 40 gr. ma poi, pensando che era oltre un anno che il sacchetto era aperto, in freezer, abbiamo optato per aggiungere altri 10 grammi per il semplice fatto che gli alfa acidi del luppolo, nonostante conservati in freezer, perdono le loro proprietà.


Passati i 50 minuti a 63°C, sempre abbastanza costanti, oscillazione con la tecnica del controllo gas 0,4°C, alziamo la fiamma e andiamo a 70°C per 10 minuti, che passano in un baleno. Intanto ci prepariamo per "l'alza bandiera".
Il piattino con la tintura di iodio è pronto, e dopo dieci minuti facciamo la prova, ok conversione avvenuta.


Alziamo ancora la fiamma per il mash out a 78°C, prepariamo la corda e la bacinella nel secchio. Appena arrivati a 78°C alziamo, ma non spegniamo la fiamma, così comincia già la rampa per la bollitura e non perdiamo tempo.


                                

Tiro su la sacca piano piano 


                                 

Comincio a ruotare la sacca su se stessa per l'inizio dello strizzaggio


                                      

                      Fase finale continua ad uscire una grande quantità di mosto


                                 

Certo che a 78°C mi sto ustionando le dita, l'espressione è eloquente, ma come vedete esce ancora molto mosto.
Dopo qualche minuto, passo la sacca ad Andrea, che con la sua tecnica estrae ancora un litro e mezzo circa forse due. 






Funziona alla grande, forse fin troppo, e qualche tannino ci va di sicuro dentro..... i grani dentro sono quasi completamente asciutti. 
Particolare della quantità di mosto ancora recuperato. 















La sacca già permette una ottima strizzata sopra la pentola, ruotandola su se stessa, preme in maniera sufficiente e uniforme, per ottenere un ottimo strizzamento, ma non basta mai, e alla fine si cerca di recuperare il più possibile. 


Finito, togliamo il fondo, la pompa, e prelevo un campione di mosto per misurare la densità preboil e con il mestolone misurò la quantità di mosto.

La densità è di 1039 e la quantità di mosto presente è tra i 37 e 38!!! Belin! 

Come potete vedere dal becher, il colore si è trasformato, da un bianco latte ad un giallo dorato, neanche tanto torbido, il gusto è veramente dolciastro, il più dolce che abbiamo mai fatto. Così presi di sprovvista della quantità superiore di mosto, e con la paura di ritrovarsi con una densità bassa e una birra eccessivamente diluita, decidiamo di far bollire 30 minuti di più, inserendo anche il luppolo, a 90 minuti visto che il mosto era molto dolce. Faccio girare un attimo Brewonline e mi esce un proporzione BU/GU 0,3, in stile e decidiamo di procedere. 


Prima di arrivare in bollitura, però, sono molte le proteine che affiorano in superficie, distratti dalle operazioni, riusciamo ad schiumarne solo poca, perchè come parte la bollitura, finiscono divorate delle bolle


Le proteine che si coagulano in superficie

   

Sparite quando comincia a bollire

Buttiamo il luppolo e cominciamo a sistemare le cose usate per fare un minimo di ordine per la sanificazione del fermentatore e degli accessori. 
A 15 minuti dalla fine buttiamo la serpentina e ci prepariamo per il raffreddamento. 



Spegniamo e apriamo il rubinetto, e con l'acqua intorno ai 2-3°C, in meno di 20 minuti raffreddiamo a 22°C. Estraiamo la serpentina, il luppolo lo avevamo tolto subito appena spento, e si fa un bel mulinello per cercare, oltre che di ossigenare il mosto, anche di convogliare le farine e le proteine al centro della pentola. 


Nel giro di una decina di minuti, la rotazione di ferma e il mosto è quasi trasparente, rimaniamo allibiti, sapendo che le birre di grano sono torbide, non è che ci abbiamo dato troppo forte!!!! 

Al contrario dell'ultima volta con l'APA, questa volta decidiamo di non tirare giù troppo thrub (fondo) ma di interrompere appena vediamo che nel flusso si presentano le farine, e il rubinetto questa volta è appena aperto per evitare di creare una corrente troppo forte all'interno e così avere una birra meno ricca di impurità. 

 

Come potete vedere il rubinetto e appena aperto



E la birra risulta molto più limpida di quanto ci aspettavamo, anche se si può notare la leggera torbidità classica delle birre di grano 


 

Qui potete apprezzare il colore dorato, da come era all'inizio ci aspettavamo un birra più "bianca". 
La durata del travaso nel fermentatore, è stata molto più lunga del solito, ma alla fine abbiamo lasciato più di tre litri e mezzo sul fondo della pentola, che è risultato molto denso e con uno strato di farine notevole, forse la macinatura è eccessivamente fine, mi devo decidere di provare ad allagare un pò i rulli. 
A travaso terminato, e nonostante l'ossigenazione, dovuta alla caduta per gravità, Andrea dà ancora una bella ed energica mescolata, e io inoculo le due bustine di lievito WB-06, precedentemente idratate con il solito sistema di preparazione di circa trenta minuti di preparazione, prima dell'utilizzo, con l'acqua bollita e poi raffreddata a 25°C con l'inserimento di una punta di zucchero, una bella mescolata energica ai bicchieri per sciogliere completamente il lievito e favorisce l'ossigenazione del composto. 
Temperatura 20,8°C, chiudiamo il fermentatore e lo portiamo su (si, proprio così, la cella climatica non è ancora pronta!), dobbiamo anche attraversare un tratto scoperto e fuori piove a dirotto, e invece di preoccuparci di ripararci, ci laviamo completamente, e con mille difficoltà cerchiamo di coprire il fermentatore, scimmiati fino in fondo!!! 
La birra dopo quattro ore a cominciato a gorgogliare, complice anche la temperatura in cucina che dopo cena è salita a 24°C, nonostante tutte le attenzioni, prima di andare a letto anche il fermentatore presenta tale temperatura. Per fortuna che di notte scende intorno a 18-19°C così ha evitato di salire ulteriormente attestandosi intorno i 23°C - 24°C, non proprio la temperatura ideale, ma comunque accettabile. 
Come sempre Andrea una volta che mette piede a casa, non c'è modo di farlo scendere per la parte più rognosa, la pulizia. Per fortuna con il sopraggiungere della moglie, la sua presenza passa in secondo piano. 
Insomma ho iniziato un pò tardi questa cotta, come Vi ho detto, ma alle 8 ero seduto davanti ad un buon piatto di Tortiglioni al sugo di pomodoro, nostrano, con olive taggiasce e capperi, ja adoré!
Ora aspettiamo la fine dell'anno per fare il primo travaso, penso che travaserò il 30, e poi per il 5, se siamo apposto con la densità, che dovrebbe attestarsi intorno a 1014 o meno, perchè alla befana ci aspetta un'altra splendida cotta. 
Pensavamo di fare un'altra birra di grano, una Blanche, birra di grano belga con frumento non maltato, ma Andrea a storto il naso, "Due birre di grano di seguito no!", ed è probabile che ci butteremo su una Dark IPA, staremo a vedere. 

Per ora è tutto un saluto è alla prossima. 

Buona birra a Tutti.

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