Una Chiacchierata con..... Fabio Stilo

Un nuovo Amico ci è venuto a trovare,  questa volta incontriamo Fabio Stilo, alias BiloGe, ideatore creatore e realizzatore del software Brewonline.net. 
Nato il 3 Agosto 1981 a Genova, dove vive, ha studiato come perito industriale specializzazione informatica, presso l’ITIS E. Majorana del capoluogo ligure, dove ha imparato la professione che tuttora svolge, sviluppatore software. Sposato, una bimba, Milena,  di 1 anno e 3 mesi al quale dedica ogni minuto del suo tempo libero.

Ciao Fabio, Ti do il benvenuto nel nostro salotto virtuale, raccontaci qualcosa di Te, fatti conoscere dai nostri lettori
F: Ciao Enrico, grazie per l’invito a questa chiacchierata per il tuo blog. Che vuoi che ti dica, alcuni nel web, forse mi conosceranno, per un progetto precedente al hobby birraio e cioè il BeverlyClub.net, lo scooter-club online che raccoglie ormai dal 2006 migliaia di possessori di Piaggio Beverly in Italia e non solo. Ma il tempo passa e le cose cambiano, e qualche anno fa, ho abbandonato i grandi viaggi sulle due ruote, per qualcosa di più tranquillo. Anche per via di un incidente molto stupido che però mi è costato parecchio in termini fisici. Come già detto, sono un programmatore e quando esco dal mio ufficio non ho interesse a rimettere mani su un pc anche a casa, anzi mi dedico a tutt’altro. I lavori manuali e artigianali sono i miei preferiti, faccio modelli di navi in legno, e da ormai 5 anni produco birra “casalinga”

Quando hai iniziato a fare birra?
F: La mia prima cotta risale al 22 Agosto 2011. Ho studiato sul libro di Bertinotti-Faraggi praticamente sul pullman durante il mio viaggio di nozze in Messico. Da allora non mi sono più fermato. E’ più corretto dire “Non ci siamo più fermati”, perché in effetti, Quezzi Beer, il nostro birrificio casalingo, è un gruppo di amici che partecipa alla produzione, ma soprattutto al consumo della nostra birra. I bracci destri, senza i quali non farei nulla, sono il mio amico Tod, e mia moglie Eleonora, che ci concede gli spazi (ihihih). Poche settimane fa abbiamo raggiunto il traguardo della 50° cotta per una produzione totale, a botte di cotte da 20 litri, di circa 950 litri.

Quali sono le motivazioni che Ti hanno spinto ad appassionarTi al mondo della birra?
F: Ho scoperto l’homebrewing per caso mentre curiosavo in libreria, così ho iniziato come tutti dai kit luppolati. La grande spinta me l’ha data un corso di degustazione birraia condotto da Massimo Versaci del birrificio Maltus Faber e Massimo Faraggi. Lì ho conosciuto loro e alcuni birrai delle nostre zone e ho scoperto stili di birra che nemmeno potevo immaginare.

Qual’è la tecnica che utilizzi per produrre le Tue birre?
F: Come ho definito prima, la nostra è una produzione “casalinga”, vivendo in un palazzo, gli spazi ci limitano in alcune fasi della cottura, e quindi il metodo che abbiamo messo a punto negli anni, è un E+G con partial mash. Sostanzialmente dopo un attento studio del libro “Progettare grandi birre”, che consiglio a TUTTI, abbiamo progettato le nostre cotte, inserendo il massimo quantitativo di malto base che possiamo accogliere nella nostra pentola, ed integrando con estratto di ottima qualità il mancante. Facendo così possiamo preparare birre con una grande quantità di grani caratterizzanti, senza però avere la necessità di un impianto troppo ingombrante da mantenere in casa. Il resto della produzione poi si trasferisce in cantina. 

Quali sono gli stili di birra che preferisci?
F: Allora, partiamo dal punto di partenza che per me, se una birra non ha corpo e gradazione alcoolica un po’ elevata, non è birra. Questo non è un discorso da alcoolizzato, ma è una questione di gusto. A me piace la birra che ha un suo carattere e che mi colpisce come può colpire un bel piatto in cucina. Stili quali Triple, Imperial Stout, Barley wine, sono le mie preferite. Certo, durante un pasto consumo volentieri anche una Weiss o una Stout, ma diciamo che se il ristorante ha solo lager o pils, ordino acqua naturale. Da un po’ ho bandito le birre industriali.

Hai una birra che hai creato ha cui sei molto legato?
F: Ogni nostra birra ha un suo perché e una sua storia. Quella che forse ci distingue di più è forse la QB Mc Allan, una Wee Heavy affumicata in tipico stile scozzese. Dopo diverse cotte, quest’anno siamo riusciti ad ottenerla come la stavamo cercando, con il giusto grado di affumicatura.

Regala una ricetta ai nostri lettori:
F: Dai sfatiamo il mito che i genovesi sono tirchi, e specifichiamo che siamo solo un pochino parsimoniosi  . Vi propongo la nostra QB Chestnut. Come dice il nome stesso, è una birra alla castagna, frutto tipico della nostra Liguria. E’ una birra che, essendo ricca di profumi e sapori forti, tipici del miele di castagno, o la ami o la odi. Noi l’amiamo come aperitivo o con un bel dolce. Provare per credere.

Chestnut Belgian Dubbel E+G
Minuti ammostamento : 60
Litri in pentola : 15
Litri in fermentatore : 20
Efficienza : 90 %
OG : 1074
ABV : 7.3 %
Plato : 18
IBU : 35.2
BU/GU : 0.4
EBC : 27

Malti e Fermentabili
Maris Otter 2000 gr 39 %
Muntons LME - Extra Light 1500 gr 29 %
Miele di Castagno 1000 gr 20 %
Crystal 150L 500 gr 10 %
Zucchero 50 gr 1 %
Chocolate 50 gr 1 %
Totale 5100 gr

Luppoli
Cascade (AA 5.5) 56 gr 60 min
Cascade (AA 5.5) 14 gr 45 min
Totale 70 gr 60 Min

Lieviti
SafBrew Specialty Ale S-33

Note
400 gr Castagne Mordbide insieme al luppolo da 15 min e nel primo fermentatore

Cosa pensi della Tecnica BIAB?
F: Ti dico la verità, conosco solo a grandi linee la tecnica, e il più autorevole esperto che conosco sei tu. Detto questo, lo trovo un ottimo compromesso spazio-qualità-quantità. So che sul tuo blog tratti molto l’argomento, ma purtroppo posso contribuire poco nello specifico.

Quando hai deciso di creare il progetto di Brewonline.net?
F: E’ nato nel 2012.Anche se la sua vera data di lancio è il 28 Dicembre, in realtà è un progetto che si è evoluto nel tempo da prima di quel giorno ad oggi.

Normalmente gli appassionati più incalliti decidono di aprire siti  o blog, perchè Tu hai deciso di creare un soft on line?
F: Vista la mia precedente esperienza come amministratore del club, ho deciso di chiudere definitivamente con i forum. Nonostante si facciano conoscenze importanti, portano comunque con se un sacco di problemi, di carattere intrapersonale, e a volte anche legale. Quando ho iniziato il nuovo progetto, ho scelto di procedere da solo, nonostante abbia ricevuto molte offerte di aiuto di ogni tipo. A parte i consigli degli utenti, ci sono solo 2 amici che mi hanno aiutato realmente, uno è Antonio De Feo per quel che riguarda la parte matematica iniziale, l’altro è un mio collega-compagno di scuola, con il quale ci scambiamo idee per i rispettivi progetti extralavoro. Colgo l’occasione per ringraziarli entrambi nuovamente. 

Quali sono le maggiori difficoltà che hai incontrato prima nel creare e poi nel pubblicare Brewonline?
F: Purtroppo devo dirlo: l’ignoranza. Quel che voglio dire è che spesso ricevo domande che mi lasciano a bocca aperta. O ancor peggio è quando giungono comunicazioni del tipo: 
“ho problemi con i risultati del programma, se faccio i conti a mano vengono giusti”. Ora, voglio dire, non ho la pretesa di far passare il programma come perfetto, ci sono sicuramente dei problemi, ma da li a dire che un calcolo a mano con la matita, è più corretto di quello fatto dal computer, se permetti ho qualche dubbio sulla tua formula. Come in ogni ambito, c’è molta gente che si lancia nelle cose senza nemmeno sapere un minimo di teoria che sta dietro, e nonostante questo vogliono anche insegnare.

Il software ha già acquisito un buon livello di evoluzione, hai intenzione di implementazioni le funzioni, dacci qualche anteprima?
F: Ad oggi Brewonline conta quasi 3900 iscritti con circa 7700 ricette inserite, credo che sia un buon risultato, e un buon segnale per andare avanti ed ampliare. Di recente ho messo online una nuova grafica, più colorata e fresca. Ho tradotto e pubblicato il sistema e l’app, in Inglese, Francese, Tedesco e Spagnolo. Anche se a rilento, gli utenti esteri stanno aumentando. Una delle cose importanti su cui punto è la sezione dei Tutorial, dove spiego passo-passo ogni funzione. Da li è venuto fuori che molti utenti non conoscevano la differenza tra Ricetta e Cotta, e quindi utilizzavano il sistema al 30% delle sue possibilità. Come ho detto qualche giorno fa sulla nostra pagina facebook https://www.facebook.com/Brewonline , sono partito con nuove implementazioni. Giusto per fare qualche esempio, nuove sezioni riguardanti il priming e la fermentazione, calcoli dei volumi di acqua, e altro. Non voglio entrare nello specifico, perché ho poco tempo per sviluppare e quindi non posso promettere cose che poi magari realizzerò tra qualche mese.

Hai intenzione di inserire anche funzioni più specifiche per il metodo BIAB?
F: Si, sicuramente comincerò a lavorare in questo senso, visto che molti utenti me l’hanno chiesto, anche grazie al tuo aiuto. Partiamo con i calcoli dell’acqua e valori preboil, per poi andare avanti. Vediamo dove riesco ad arrivare.

Quali sono i progetti per il futuro, hai intenzione di regalarci una versione 3.0?
F: Queste nuove modifiche non daranno vita ad una nuova versione, possiamo magari chiamarla 2.5, giusto per distinguerla. Per il momento, non so come potrebbe cambiare il sistema per giungere ad una versione 3.0

Tu che lo hai realizzato elencaci i pro e contro di Brewonline?
F: La caratteristica principale del sistema è il multipiattaforma. Essendo online è utilizzabile da qualsiasi sistema fisso o mobile, basta utilizzare un browser. L’app android aggiunge un comodo mezzo anche ai dispositivi mobili più piccoli. Colgo l’occasione per specificare che su iPhone e iPad è utilizzabile dal browser, non esiste un app, e probabilmente non esisterà mai. Ci sono altri 2 pro a mio avviso: 1. È semplice da utilizzare. Ho scelto infatti di semplificare le cose a chi è agli inizi, per esempio non proponendo tutte le scale di calcoli di IBU, proprio perché data la poca conoscenza della teoria, un neofita si potrebbe domandare “ma quale devo guardare?”.
2. è Gratis, e non è poco al giorno d’oggi. BrewOnline si sostiene SOLO con i banner posti a fondo pagina o nell’app. 
Mi domandi i contro, come posso dire io quali sono? Sinceramente non lo so. Alcuni mi hanno chiesto “una versione offline” ma che senso ha? Il mio progetto fa della sua portabilità il punto forte, e vado a toglierla? Per me non è una buona idea.

Quanto pensi che Brewonline possa aver aiutato gli HB?
F: Spero tanto! A vedere dai risultati e dai commenti di chi mi scrive, credo molto. In totale speriamo abbastanza per farlo cresce ancora 

Quali solo le differenze principali tra il Tuo soft e gli altri sia gratuiti che a pagamento?
F: Ce ne sono sicuramente tante: è in italiano, ha un’assistenza diretta con chi lo ha creato, è aggiornato quasi quotidianamente, come già detto è usabile da qualsiasi dispositivo. E via così.

Pensi che in futuro Brewonline si evolverà da diventare uno strumento per i professionisti?
F: No non è il mio scopo. BrewOnline è uno strumento amatoriale e resterà tale. Sarà sempre di più un programma per chi gioca a fare il professionista.

Cosa consiglieresti a chi inizia a produrre e a usare BrewOnline?
F: Voglio dare due consigli ai neofiti: Studiate, informatevi per bene prima di iniziare, tramite libri e corsi. Non prendete tutte le vostre conoscenze dai forum, perché non sono frequentati solo da persone abili. Consiglio a tutti “La tua birra fatta in casa” e “Progettare grandi birre” come Bibbie. Dopo di che cominciate a gradi da cose semplici per progredire. Bere e conoscere prodotti di chi sa fare le cose per bene, è fondamentale per essere certi di quel che si sta per fare. Ad esempio, prima di produrre una IPA, assaggiate qualche birra artigianale dei vostri luoghi. Ancor meglio se riuscite a visitare il birrificio produttore e a parlare con chi davvero la crea. Il secondo consiglio è quello di non soffermarsi troppo sui singoli numeri ottenuti, ma pensare di più al risultato e al perché di eventuali effetti negativi ottenuti. Se la vostra birra da IBU 50 la sentite dolce, non venite a chiedere a me o altri se la formula per calcolare quel valore è corretta, ma pensate alla qualità di luppolo utilizzato, al resto della cotta e di come l’avete prodotta. Sono solo numeri, come dico sempre Stime, e quel che poi beviamo è quel che conta davvero. Se il prodotto è una schifezza, che importanza ha se i numeri sono giusti?

Prima di salutarci volevo farTi qualche domanda sulla birra artigianale ligure in particolare  nel Genovese.
Secondo la Tua esperienza qual’è il livello degli HB Genovesi?
F: Non credo di essere all’altezza di un commento simile, mi limiterò solo a fare un’osservazione. A Genova e Liguria ci sono pochi birrifici che si contanto sulle punte delle dita, ce ne sono di ottimi degni di nota, e altri meno. L’Italia culturalmente è legata al vino e difficilmente si potrà pensare di raggiungere una popolarità pari, facciamo almeno in modo, per quel che possiamo, che chi decide di bere birra, la beva di qualità. 

Perchè in Liguria, rispetto ad altre regione, la birra artigianale stenta a decollare?
F: Secondo me i motivi sono molti, sicuramente la politica del lavoro non aiuta. Oggi intraprendere una qualsiasi attività imprenditoriale è complicato, ma soprattutto costoso, figuriamoci produrre birra che è comunque alcool. Credo che ci sia anche un problema di spazi, la nostra regione non ha molti spazi ampi dove poter avere in maniera semplice un capannone da adibire a sala produzione più magazzino, cosa che invece è più facile per esempio in Piemonte o Lombardia. 

Anche il numero di birrifici in liguria è stabile, secondo te da cosa è causato?
F: Come appena detto, credo che sia un discorso economico prima di tutto, partire con un’attività oggi è veramente dura e sicuramente è scoraggiante.

Infine lancia un appello per far conoscere Brewonline.net?
F: Qualsiasi sia il vostro livello in produzione di birra, provare il sistema, sicuramente ci saranno delle funzioni che vi stupiranno piacevolmente.

Ti ringrazio Fabio, è stato un vero piacere fare due chiacchiere con Te, e spero che quando avrai qualche novità ci verrai a trovare di nuovo, illustrandoci le novità del Tuo software.
Grazie.





Commenti

  1. Bell'intervista Enrico!

    Poi dobbiamo sentirci per fare cotta insieme. Ho visto i post precedenti, vedo che hai provato il BIAB mash concentrato! Come sai lo uso anche io con grande soddisfazione. Ormai ho tre cotte alle spalle e mi trovo benissimo. Quando vuoi sentiamoci, ora vedo che sei molto preso tra pentole da 50, 100 .... con comodo, ma mi farebbe piacere!

    PS Anche io come Fabio faccio mash+estratti, tra l'altro con le stesse identiche quantità. 2,5 kg di grani + estratti per arrivare a 20 litri. Funziona così bene che per ora fare vero e proprio all grain proprio non mi va. Alla fine 20 litri sono più che suffcienti per me, e almeno faccio tante birre diverse

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    1. Molto volentieri stiano organizzando per il giorno 12 aprile una cotta di avanzi e dovremmo avere anche i nuovi doppiofondi che ci permetteranno di pescare più a fondo rimaniamo in contatto

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