martedì 5 giugno 2018

Brew Monk VS Easy Grain

foto 1 - Easy Grain
I lettori più attenti e affezionati hanno notato che dopo un iniziale produzione della nostra birra casalinga con impianto All in One Brew Monk siamo passati all'Easy Grain.
Sono iniziati così le mail tormentone: "Perchè avete cambiato? E' meglio il Brew Monk o l'Easy Grain? Quali sono le differenze che avete notato?" etc...
Così abbiamo deciso per venire incontro a tutti e di scrivere un primo post riassuntivo su questi 6 mesi di utilizzo di impianti All in One, incentrato sulle due macchine. 
foto 2 - Brew Monk 
Prima di tutto vogliamo spiegare i motivi che ci hanno condotto, dopo alcune cotte di prova, a virare sull'Easy Grain. Semplicemente un opportunità di provare anche l'Easy Grain e poter così condividere con Voi le esperienze e farvi un idea su, per chi è intenzionato, cosa scegliere mettendo a disposizione video e articoli sulle due macchine.
Come potete vedere dalle immagini (foto 1-2) le macchine sono identiche, se ci fa un eccezione per l'Easy Grain che ha in più un filtro (foto 3) in ingresso del circuito della pompa, filtro che non c'è sul Brew Monk.
Per il resto le macchine sono identiche, prodotte dallo stesso progetto e forse anche nella stessa fabbrica. Semplicemente vengono poi diversificate a seconda dell'importante europeo con il logo dell'azienda.
Foto 3 - Filtro
Oltre esteriormente, anche internamente le macchine sono identiche, con il sensore e il foro del circuito della pompa nella stessa posizione e la forma del fondo dove alloggiano le due resistenze, 1800W + 700W per il modello da 30L e 1800W + 1200W per quello da 50L.
Quello che fa supporre che vengano costruite dalla stessa azienda è il fatto che entrambe portano un errore sulla quantità di acqua. All'interno della pentola ci sono delle tacche che indicano il litraggio.
In entrambi i casi le macchine, più o meno, hanno un scarto di 2 L in meno. Cioè quando versate per esempio 40 litri la tacca segna circa 38 litri (foto 4).
Anche la pompa (foto 5) e la scheda del controller (foto 6) sono identici.
Foto 4 - Errore del litraggio
Le eventuali diversità, come la reale temperatura raggiunta dalla pentola durante le fasi di brassatura, dipendono probabilmente da regolazioni dai componenti utilizzati che possono variare a secondo del momento di produzione, ma il progetto è lo stesso.
Noi abbiamo avuto più difficoltà con il Brew Monk, probabilmente la nostra macchina è stata assemblata durante un fine turno, perchè presentava delle problematiche che non abbiamo riscontrato sull'Easy Grain. In primis il mal posizionamento del cavo del sensore all'interno della scheda e l'assemblaggio dell'auto aggancio dove va sistemato il beccuccio della pompa.
Invece entrambe le macchine presentano una serie di difetti che sono più dovuti alla poca cura della fabbricazione e successivamente nell'assemblaggio. 
Foto 5 La pompa
La cosa che salta subito agli occhi e lo spessore dell'acciaio inox che compongono la pentola e il cestello. Sia la pentola che il cestello, soprattutto il cestello, rischiano di deformarsi. La pentola di per se essendo poi fermata sul fondo si presta ad un deformazione nella sola zona alta dove viene appoggiato il coperchio, mentre il cestello si ovalizza molto più facilmente. 
Mentre se per la pentola non è un problema così grave visto che basta una leggera pressione per riportarlo in posizione più o meno rotonda, al contrario per il cestello è impossibile riportarlo nella posizione originaria.
Foto 6- Scheda del controller
Questo causa alcuni problemi che poi influiscono sul risultato finale. Su tutto il fatto di non poter più infilare bene i dischi filtranti all'interno o di non farli aderire al cestello facendo passare nella zona del troppo pieno i grani macinati.
In più c'è da aggiungere che i dischi sono veramente fatti male. Sono deformati: quello inferiore non aderisce bene sul bordo che lo trattiene sul fondo del cestello (anche se la pressione di un quantitativo sufficientemente pesante dovrebbe premerlo sul bordo visto lo spessore) mentre il superiore tende a far passare i grani macinati. In più sono anche tagliati male e in alcuni punti presentano, invece di un raggio un taglio dritto che certo non può accoppiarsi con la rotondità del cestello (foto 7). Possiamo dire che è una combinazione tra cestello e dischi.
Foto 7 - Spazio tra disco e cestello
Per il processo di birrificazione, (foto 8) si può essere o non essere d'accordo con il sistema, ma funziona bene. A tutti gli effetti è un sistema RIMS tanto in voga qualche anno fa ed utilizzato ancora da tanti birraioli casalinghi.
Per l'assistenza Birramia ritira le macchine, le ripara internamente all'azienda senza spedirle al produttore, e le rispedisce al cliente, totalmente a suo carico se l'intervento è in garanzia. Birramia dispone anche di ricambi compreso il controller. La garanzia per entrambe le macchine è di 2 anni.
Foto 8 - Sparge
Per concludere possiamo certamente affermare che le macchine sono uguali, non presentano differenze apprezzabili.
Se dovete decidere cosa acquistare, orientatevi sul prezzo e sull'assistenza.
A fine stagione quando avremo una visione ancora più ampia uscirà un articolo inerente al confronto di questa tecnica denominata BIAP (Brew In A Pipe) con tutte le altre BIAB-AG-E+G e Kit per vedere di fare il punto di confronto tra queste macchine sempre più presenti nelle nostre case e gli altri metodi.


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