martedì 29 marzo 2016

Anteprima Birr@rte

Dopo 4 anni, è giunto il momento di cambiare aria, di rinnovarsi.
Questo sarà il penultimo post, uscirà ancora un post di precisazione con il link diretto al nuovo sito e le ultime indicazioni.
Ma prima di congedarci, abbiamo voluto presentarvi quella che sarà la rubrica di riferimento del nuovo sito. Naturalmente l'impaginazione sarà completamente diversa, questo post è solo per presentarvi la nuova sezione e farvi capire come funziona e quanto diventerà importante.
La sezione è stata creata per avvicinare il mondo dell'Arte al mondo della Birra, della birra casalinga. Invece di creare sezioni specifiche su argomenti scientifici o chimici, di cui internet è già riccamente farcita, abbiamo preferito mettere un pò dell'uomo, dell'intimo segreto che si rivela, attraverso l'Arte.
Sono sicuro che vi piacerà, e capirete la nostra scelta.
Alla base di questa nuova sezione, ci siete voi,  perchè sarete voi gli artefici di questi spazi, con i vostri racconti, le vostre poesie, i vostri disegni, le vostre fotografie, i vostri filmati, i vostri spettacoli, le vostre recensioni, i vostri commenti.
Il successo di questa sezione sarà proporzionale, solo e soltanto dalla vostra partecipazione.
Ci rendiamo conto che questo vi costringerà ha partecipare attivamente, subendo così di meno il nuovo sito e plasmarlo un pò come meglio credete,  e sentirlo un pò più vostro.
Siamo certi nel vostro aiuto, nella vostra partecipazione.



Vogliamo aggiungere soltanto due righe, per spiegare come utilizzare a fondo la sezione e le regole da rispettare.
Abbiamo inserito, per ora due sezioni, la prima "Storie e Viaggi", dove troveranno posto i racconti e le poesie di birra, e la seconda "Canale Video" con il diario filmato delle cotte e di assaggi delle birre.

A breve sarà inserita  una terza sezione dedicata alle foto "Osservazione".
Successivamente saranno inserite altre sezioni, che sveleremo più avanti.
Tutto il materiale scritto va inviato nei formati che preferite, anche se per poi trasferirli sarebbe più idoneo un semplice testo in txt. Sono accettati anche i formati .doc, docx, o ,pages.
In caso di materiale corredato da immagini mandate un file in formato pdf per darci la possibilità di sistemarle come meglio preferite.
Le foto o le immagini mandatele separatamente.
Foto in formato jpeg. La dimensione delle foto di ogni singola immagine non dovrà superare i 4MB. 
In caso video, formati accettati .mov o .avi o .mpeg4, durata max 15 minuti.
La partecipazione alla sezione comporta l'accettazione del regolamento completo che potete visionare QUI
Racconti, poesie, fotografie, immagini e tutto il materiale che verrà inviato, deve essere di proprietà di chi lo invierà.
Non si accetta materiale coperto da copyright, di non proprietà di cui lo invia.
In caso di invio di materiale coperto da copyright non mi ritegno responsabile per la pubblicazione ed eventuali utilizzi, non potendo verificare personalmente la provenienza, e che chi lo ha inviato ne è direttamente responsabile.
In ogni caso si precisa che se qualcuno, potendo vantare diritti sul materiale inviato, sotto qualunque forma, sia qui pubblicato, può scrivermi per chiedere la rimozione delle stesse, rimozione che nel caso verrà immediatamente effettuata.
Mi riservo il diritto, insindacabile, di non pubblicare il materiale che non ritengo idoneo.
Sia per inviare il materiale che per eventuale altre comunicazioni scrivete all'indirizzo di posta unico per tutto staff@signormalto.it

Le Sezioni

Storie e Viaggi
Sezione dedicata alla parola nella forma scritta.
Racconti, poesie, piccoli scritti e riflessioni.

Quanto tempo è passato, ormai, ricordo a stento le mie prime parole scritte su un foglio di carta. 
La forma più grande di comunicazione, dove poter esprimere le sensazioni, le emozioni.
Così può iniziare il Viaggio.
E' sempre più difficile avere dei momenti privati, la vita che ci circonda ci travolge, i ritmi frenetici ci stanno uccidendo, è l’evoluzione, alla fine qualcuno si adatterà e la specie continuare a crescere. 
L’unica speranza di sopravvivenza è continuare a scrivere, a cercare, cercare la Via della Buona Vita.
Qui potete esprimere la vostra natura narrativa e poetica, con racconti aneddoti e poesie sul mondo della birra.

Racconti

Frontiera - Premessa                                                 by Beccaby
Frontiera - Prologo                                                    by Beccaby
Frontiera - Ep. 1 Una pessima giornata per iniziare by Beccaby 
Frontiera - Ep. 2 L'unica speranza                            by Beccaby

Cuoco per passione                                                   by Joseph Pulga

Poesia & Prosa




Canale Video
Sezione dedicata alle riprese filmate.
Filmati.

Molto spesso un filmato vale più di 1000 parole.
Da sempre i film ci catturano, ci immedesimiamo con gli ambienti e con le persone, arrivando oltre la parola, fino a essere veramente all'interno.
Così è molto più semplice raggiungere tutti e poter condividere ogni momento.
Luogo ideale per poter far confluire i nostri video sulla birrificazione e correlati.
Qui saranno ospitati tutti i video, potrete inviare film su degustazioni, cotte, manifestazioni, eventi.

Cotte & Degustazioni

Canale Youtube
# Video 1 Presentazione












* La legge sul diritto d’autore L. 633/41 e il codice civile prevedono delle regole ben precise per quello che riguarda l’immagine altrui.
L’art. 10 c.c.  “qualora l’immagine di una persona o dei genitori, del coniuge o dei figli sia esposta, o pubblicata fuori dei casi in cui l’esposizione o la pubblicazione è dalla legge consentita, ovvero con pregiudizio al decoro o alla reputazione della persona stessa o dei detti congiunti, l’autorità giudiziaria, su richiesta dell’interessato, può disporre che cessi l’abuso, salvo il risarcimento dei danni”.
La norma dell’art. 96 sulla legge del diritto d'autore dispone che “il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa” salvo le disposizioni dell’art. 97 che chiarisce “non occorre il consenso della persona ritrattata quando la riproduzione dell’immagine è giustificata dalla notorietà o dall’ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o culturali o quando la riproduzione è collegata ad avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico svoltisi in pubblico. 
Il ritratto non può tuttavia essere esposto, o messo in commercio, quando l’esposizione o messa in commercio rechi pregiudizio all’onore, alla reputazione o anche al decoro della persona ritrattata.”




mercoledì 23 marzo 2016

Una Chiacchierata con ..... Andrea Rogora Speciale BIAB

Dopo il grande successo del primo incontro, ci è tornato a trovare Andrea Rogora, per proseguire questa serie di incontri monotematici. Questa volta, insieme ad Andrea, parleremo della tecnica nata in Australia denominata B.I.A.B. Brew In A Bag.
Per i pochi e i nuovi lettori, che non hanno avuto la possibilità di leggere la chiacchierata di Ottobre, oltre ad invitarli a leggerla, ricordiamo chi è Andrea; conosciuto come moderatore del forum di AreaBirra.it con il nickname Rico Kaboom, ma ai più sconosciuto nel suo ruolo di Mastro Birraio del Birrificio The Wall di Venegono Inferiore in provincia di Varese, ha 34 anni e come hobby oltre alla birrificazione casalinga è appassionato di moto, in particolare le cafe racer, e ha come coinquilini 4 furetti.

Ciao Rico Ti do nuovamente il benvenuto nel nostro salotto virtuale e Ti ringraziamo per averci concesso la possibilità di un approfondimento sulla tecnica BIAB, di cui sei uno dei “padri fondatori italiani”. 
Come nasce il BIAB?
R: La tecnica BIAB l’ho appresa cercando informazioni su forum esteri, in particolare questa tecnica l’ho scoperta su un forum Australiano (Aussiehomebrewer.com). Sinceramente non sono a conoscenza di chi sia stato l’inventore di questa tecnica, ma diciamo che sfrutta un pò la filosofia dello Spiedel Braumeister.

Illustraci quali sono gli strumenti fondamentali per creare un impianto BIAB e gli accessori per utilizzare questa tecnica?
R: Se si produce già birra col metodo E+G è molto semplice passare al BIAB, basta aggiungere una grain bag all'impianto ed il gioco è fatto.
Faccio comunque un breve elenco:
- Una pentola con coperchio (con una pentola da 33 litri si riescono a produrre massimo 20 litri di prodotto finito).
- Un sistema di riscaldamento (gas, resistenze elettriche, legna..).
- Un mulino per macinare i grani.
- Un attrezzo per mescolare mestolo, paletta, cucchiaio.
- Una Grain Bag che aderisca il più possibile alle pareti della pentola.
- Un termometro per misurare la temperatura dell'impasto durante il mash.
- Un pHmetro o cartine tornasole di precisione (non indispensabili ma vivamente consigliati).
- Un sistema di raffreddamento (serpentina in rame, scambiatore a piastre, lavandino pieno d'acqua...).
- In caso di riscaldamento con fiamma diretta, se eseguite ammostamenti multistep o accendete la fiamma per mantenere la temperatura di set-point, vi servirà anche un attrezzo che non faccia appoggiare direttamente la vostra grain bag al fondo della pentola in modo da evitare bruciature che comprometterebbero la vostra cotta; esempi di falso fondo sono uno scolapasta in inox rovesciato, un doppiofondo forato o una griglia.

Per tutti quelli a cui piace complicarsi la vita, quali sono gli accessori non necessari ma che comunque possono aiutare?
R: Sicuramente se si volesse automatizzare il processo e gestire al meglio gli step di temperatura si potrebbe acquistare anche una pompa di ricircolo (è vivamente consigliata una pompa a trascinamento magnetico) che uniformerebbe le temperature da abbinare ad un fondo/rete filtrante (che impedisce alla sacca di essere aspirata dal rubinetto).

E’ possibile creare un impianto automatico?
R: Creare in casa un impianto automatico al 100% è possibile grazie anche a progetti come Ardbir o beercontrol ma bisogna saper “smanettare” con elettricità, idraulica ed elettronica.
Comunque automatizzare alcuni processi è alla portata di tutti.

Quali sono i pro e i contro della tecnica BIAB?
R: PRO:
- Durata delle cotte inferiore alle 5 ore compresa pulizia
- Costi ridotti di attrezzatura
- Prodotto finito identico ad uno prodotto in alla grain “classico”
- Minor spazio occupato dall’attrezzatura
CONTRO:
- Un piccolo problema potrebbe essere l’efficienza su birre ad alta OG
- Mosto con qualche farina in più (che secondo la mia esperienza si deposita tranquillamente in fermentatore).

Il BIAB utilizza tutta l’acqua necessaria fin dall’inizio, qual è il modo migliore per calcolare la quantità necessaria?
R: Penso che l’unico modo per calcolare l’acqua necessaria da inserire ad inizio cotta sia quello di sommare questi dati:
- I litri finali che vogliamo ottenere nel fermentatore
- I litri che evaporeranno in bollitura 
- I litri che verranno assorbiti dai grani
- I litri lasciati a fine cotta a fondo pentola o assorbiti dai luppoli "trub"
Ovviamente ogni impianto ha la sua evaporazione e le sue dinamiche, strizzando in maniera diversa cambierà anche l’assorbimento dei grani, perciò alla prima cotta bisognerà segnarsi più dati possibili in modo da poter centrare l’obiettivo nelle cotte successive.

E' noto ai più che il BIAB permette una macinatura più fine dei grani, per aumentare l’efficenza, ma per alcuni è semplicemente un modo per sopperire ad un efficenza bassa, qual è il Tuo pensiero?
R: A mio parere bisogna saper lavorare con la propria attrezzatura e capire fino a che punto ci si può spingere, ogni HB si costruisce l’impianto in base alle proprie esigenze e disponibilità perciò è difficile dare un parere obiettivo.
In linea di massima è sempre meglio evitare di sfarinare troppo.

Per la macinatura dei grani hai qualche consiglio da suggerire?
R: Per le mie cotte mantenevo una macinatura leggermente più fine rispetto ad una cotta in all grain tradizionale comunque mantenendo le glumelle del chicco integre. 
Piuttosto che sfarinare troppo è sempre meglio aggiungere qualche manciata in più di grani.
Secondo me l’importante non è l’efficienza ma il prodotto finito.


Quanto ritieni importante il pH dell’acqua prima e durante le fasi del mash?
R: Il PH dell'acqua a mio parere è sempre importante, a maggior ragione lo è ancora di più quando si lavora in BIAB o in casi dove si lavora con rapporti lt/kg molto alti.
Se si è troppo distanti dal PH ottimale gli enzimi lavorano molto più lentamente.

In generale vige la regola che per ottenere una buona estrazione, bisogna mantenere un pH consono alla temperatura e alle fasi di mash, ma è possibile ottenere un buon risultato anche senza tenerne conto semplicemente allungando i tempi di mash?
R: Il PH sia nel BIAB che nell’All Grain tradizionale è fondamentale, secondo me non ha senso allungare i tempi di mash non avendo la consapevolezza di cosa si sta facendo.

Quale importanza riveste l’utilizzo del tipo di grani per il pH?
R: Il pH dell’impasto viene influenzato sia al tipo di grani utilizzato (più i grani sono caramellati/tostati più hanno la capacità di abbassare il PH) ma anche dalla composizione di sali dell’acqua perciò se si ha un’acqua molto dura è necessario aggiungere più acido (il più gettonato per abbassare il PH è il lattico) per centrare il PH rispetto ad un’acqua dolce.

Pensi che durante le fasi di mash sia importante mantenere i grani in movimento attraverso l’utilizzo di pale motorizzate e il mosto tramite pompe?
R: Secondo me per un BIAB “base” basta mescolare di tanto in tanto (ogni 5 minuti) l’impasto.
Mentre se si ha la possibilità di automatizzare l’impianto un buon compromesso per “mescolare” e monitorare la temperatura è quello di ricircolare il mosto tramite una pompa a trascinamento magnetico ovviamente inserendo una sonda di temperatura all’uscita della pentola. Le pale abbinate alla sacca a mio parere non vanno molto d’accordo, il rischio è che si impiglino nel tessuto o che la grain bag si torca su se stessa.

Non eseguendo lo sparge nel BIAB, la fase di mash out può essere saltata o ritieni che una temperatura più alta può aiutare nella fase finale di estrazione e strizzatura della sacca?
R: Per quanto riguarda la mia personale esperienza settando bene l'impianto e riuscendo ad ottenere buone efficienze anche con OG elevate non ho mai ritenuto necessario portare l'impasto a temperature di mash-out, sia perché la grain bag risultava troppo calda per essere strizzata sia perché al momento dell'estrazione della grain bag veniva acceso immediatamente il fornello per portare il mosto a bollitura raggiungendo in breve tempo la temperatura di inattivazione degli enzimi.

Secondo la Tua esperienza, la presenza di farine nel mosto può alterare le caratteristiche organolettiche del prodotto finale?
R: Secondo la mia esperienza una piccola percentuale di farine non altera il prodotto finito. Nelle mie cotte (da 20 litri) al travaso nel fermentatore trovavo sempre un paio di cm fra proteine coagulate e farine passate dalla grain bag.

E’ possibile produrre un mosto più pulito, riducendo la sfarinatura dei grani?
R: Se si ottiene un mosto torbido a fine fermentazione non darei la colpa alle farine passate dalla grain bag, ma piuttosto alle proteine residue.
Il mio consiglio è quello di utilizzare irish moss o simili (protafloc), con questi prodotti e lavorando bene in fase di mash ottenevo sempre birre molto limpide.
Ovviamente in tutti i casi un buon crash cooling prima del travaso nel fermentatore secondario e prima del travaso per l'imbottigliamento fanno molto.

Cosa pensi della tecnica, un pò discussa, del “non raffreddamento o No Chill”?
R: Sinceramente è interessante come tecnica, ma purtroppo non avendola mai provata non posso dare dei pareri positivi o negativi.
Secondo me in Italia ha poco senso, in Australia ci sono grossi problemi di siccità e l’acqua spesso viene razionata, perciò secondo me hanno studiato questa tecnica per ovviare a questo problema.

L’utilizzo del “No Chill”, deve per forza attirare l’attenzione sull’utilizzo delle gittate da aroma del luppolo, quali sono i parametri da rispettare, per evitare di ritrovarsi con una birra eccessivamente amara? 
R: Per quanto riguarda questo aspetto ci sono software come Brewmate che calcolano le IBU nel caso dell'utilizzo del metodo No-Chill.
Ovviamente lasciando il mosto ad alta temperatura per più tempo bisogna diminuire la quantità di luppolo d’amaro e spostare le gittate da aroma verso il basso. 

La formazione eccessiva di deposito naturale sul fondo della bottiglia, può essere causato, in parte, dalla presenza di una parte di farine che non si depositano durante la fase di fermentazione?
R: Secondo me no, come già detto un buon crash cooling prima di tutti i travasi aiuta a pulire molto la birra, inoltre per esperienza le farine eventualmente passate in fermentatore si depositano sul fondo del ancora prima del lievito (visto che sono di dimensioni più grosse), perciò escluderei la presenza di farine nel deposito che si forma in bottiglia.

Siamo quasi alla fine Rico, cosa diresti a chi è indeciso sulla possibilità di birrificare in BIAB e non la ritiene una tecnica adatta per ottenere qualsiasi tipo di birra e dalle ottime caratteristiche? 
R: A mio parere a parità di automazione dell’impianto si possono ottenere birre identiche al metodo all grain tradizionale.
Col BIAB però si ha un vantaggio in termini di spazio, attrezzatura, tempo ed energia.
Provare per credere.

Quali consigli Ti senti di dare a chi volesse iniziare ad utilizzare o provare la tecnica BIAB?
R: A chi produce in E+G consiglio di provare pechè il passo è molto breve e secondo me il salto di qualità è elevato.
Mentre per chi già produce in all grain “classico” una prova è d’obblogo visto il risparmio in termini di tempistiche ed energia.
Invece per chi si è appena approcciato all’homebrewing coi kit cosa aspettate ad informarvi per produrre in all grain BIAB?

Pensi che con il passare del tempo la tecnica BIAB, possa in futuro diventare l’unico metodo valido per creare la birra in casa?
R: Non credo, il mondo degli HB è in piena evoluzione e ognuno fa di testa sua, ed è giusto che sia così, al contrario non sarebbero nati il BIAB, il no chill ed i sistemi RIMS ed HERMS.
In questi anni di Homebrewing ne ho viste di tutti i colori e ogni giorno se ne inventa una nuova.

Siamo arrivati alla fine, è stata una bella galoppata, abbiamo cercato di rispondere alle curiosità di tutti e alle diffidenze che molti ancora hanno per questa tecnica. 
Ti ringrazio moltissimo per aver ancora regalato a me e a tutti i lettori, un pò del Tuo tempo, per far comprendere il grande e longevo futuro del BIAB, utilizzato sempre di più, per la semplicità della tecnica, per i bassi costi e per il risparmio del tempo necessario alla produzione della birra.
Spero che passerai ancora a trovarci, magari per parlarci dei compiti e del ruolo di un Mastro Birraio.
R: Grazie a voi per avermi dato spazio sul vostro blog, spero che questo articolo possa aiutare molti Homebrewer ad approcciarsi alla tecnica BIAB.

venerdì 18 marzo 2016

Signormalto Nuovi video sul canale

Continuiamo a inserire novi video sul nostro canale youtube.

Quindi dopo il video di presentazione:

https://www.youtube.com/watch?v=ti7Y3q15Xn8

Il video sulla nostra attrezzatura:

https://www.youtube.com/watch?v=cUFpKShfybw

I due video della Apa
La prima parte di mash:

https://www.youtube.com/watch?v=MTnkDyLJ9e4

e la seconda parte sparge + boil

https://www.youtube.com/watch?v=QstXPQ-t8AY



Abbiamo inserito due nuovi video sulla l'ultima cotta la Stout brassata domenica.
Prima parte per il mash:

https://youtu.be/Q6V1K0n8Nms

e la seconda parte sullo fly sparge e il boil:

https://youtu.be/KZzd6Kd0coc

Andate a vedere le nostre nuove avventure, e sostenetici con i pollici alzati e per chi ancora non lo ha fatto si iscriva.



domenica 13 marzo 2016

Stuot in All Grain

Ciao a tutti, continuiamo con le nostre cotte in AG Classico, questa volta abbiamo brassato una Stout.  Un periodo molto intenso, siamo impegnati su più fronti, oltre alle cotte con cadenza bisettimanale, e la creazione del canale video, continua il lavoro per il nuovo sito e la parte di narrativa della sezione birr@rte, dovremmo riuscire ad essere on line, anche se non è tutto ancora apposto, per la fine del mese.
Nell'ultima settimana abbiamo provveduto a travasare la ORO VI, e abbiamo etichettato la Fifty Anniversary. E' veramente venuto un gran bel lavoro, più impegnativo del solito, ma doveroso per la birra di commemorazione della 50ª cotta.





















Labottiglia che vedete è quella di rappresentanza che farà bella mostra di se sullo scaffale insieme alle altre 49 in formato 33 cl.
Infine abbiamo imbottigliato la ORO VI, utilizzando il metodo del sacchettino filtrante per filtrare il luppolo in pellets utilizzato per il DH, semplice ma efficace.


Per la carbonazione, abbiamo come per tutte le birre della serie ORO, tenuto i 6 grammi per litro. La densità finale è arrivata a 1010 portando così, per l'ennesima volta la gradazione a 6°. Totale litri imbottigliati 22.


Ma veniamo a questa nuova cotta. Finalmente dopo oltre un anno di assenza di ricette "nere", ritorna una stout. La ricetta non è nuova, è un evoluzione della prima Stout che avevamo brassato in BIAB, la Morrigan. 
Così abbiamo pensato di riproporla, in AG classico, ecco la ricetta:

Atir Stout ALL Grain
Minuti ammostamento :75
Litri in pentola :22
Litri in fermentatore :25
Litri sparge: 22
Efficienza :75 %
OG :1064
ABV :6.2 %
Plato :15.7
IBU :50.4
BU/GU :0.79
EBC : 104

Malti e Fermentabili
Maris Otter 5000 gr 68 %
Crystal 150L  1450 gr 20 %
Chocolate 300 gr 4 %
Fiocchi di Orzo 250 gr 3 %
Black Malt 200 gr 3 %
Roasted 125 gr 2 %
Totale 7325 gr

Luppoli
Target (AA 12.1) 50 gr 60 min
Styrian Goldings (AA 5.4) 20 gr 5 min
Totale 70 gr

Spezie
Bacche di Ginepro 15 gr 15 min

Lieviti
SafAle S-04 11.5 gr

Profilo Mash
Beta-amilasi 66 °C 45 min
Alpha-amilasi 72 °C 15 min
Mash Out 78 °C 15 min

Bollitura 60 min
Fermentazione 20°

La ricetta presenta una particolarità, rispetto al BIAB, questa volta è stata fatta sulla quantità di acqua necessaria, sia per il mash, sia per lo sparge. Abbiamo cercato di ottenere il rapporto 3 - 1 sia in mash che in sparge, con conseguente aumento della quantità di grani. 
Rispetto alla Morrigan, abbiamo deciso di mantenere, più o meno, il quantitativo del malto base,  Maris Otter, ed inserire più Crystal, triplicandone il quantitativo. Per i malti tostati abbiamo alzato leggermente il Chocolate e diminuito il Roaster, dimezzandone il quantitativo. Una sola novità, l'inserimento delle bacche di ginepro, 15 grammi che saranno inseriti a 15 minuti dalla fine della bollitura. Le bacche saranno pestate prima di essere inseriti nel mosto.
Per i luppoli utilizzeremo soprattutto il Target per l'amaro e l'inserimento dello Styrian a 5 minuti per l'aroma, con quel suo aroma erbaceo e floreale tipo delle birre inglesi. 


Come l'ultima volta, utilizzeremo la pentola da 50 litri per il mash e la 100 per la bollitura. 
Anche per questa cotta abbiamo fatto la ripresa video, abbiamo bisogno di macinare chilometri, per prendere dimestichezza e spontaneità durante le fasi delle riprese. Utilizzeremo ancora la musica come sottofondo sotto le immagini video, ma stiamo pensando di registrare l'audio in un secondo tempo per le prossime cotte, si cresce, anche qui, piano piano.
Ma veniamo alla cronaca. Domenica mattina mi sono recato in garage di prima mattina, tutto era già pronto mi è bastato sistemare il telefono sopra la frigo e cominciare a girare qualche secondo di presentazione della cotta. Quando parte la registrazione si è sempre rapiti da una strana malattia, l'insicurezza. Si apre bocca ma poi non esce niente, e solo con il tempo tutto questo passerà.
Ho cominciato accendendo il fornellone e ho successivamente sistemato il doppio fondo e la sacca. Questa volta il limone lo messo solo nell'acqua di sparge, visto che i grani tostati tendono già da loro acidificare il mosto. Nonostante la bassa temperatura in mezz'ora sono arrivato a 66°C temperatura scelta per la prima fase di mash. Ho versato i grani macinati, e piano piano li ho miscelati. Si fa fatica a uniformare bene la temperatura con un volume così basso di acqua, ma soprattutto avendo i grani intrappolati nella sacca che riduce ulteriormente il volume interno di acqua. Per ora è così non avendo a disposizione un filtro in grado di filtrare bene le trebbie, ci teniamo la sacca, poi la prossima stagione vedremo di organizzarci, sempre se decideremo di continuare con AG Classico 3 tini. In questo caso il sistema di filtraggio non sarà l'unica modifica, bisogna creare un impianto degno di questo nome.


La cosa meravigliosa dei grani tostati è il colore del mosto, ma soprattutto l'inteso aroma che si sprigiona, una via di mezzo tra un buon caffè e un ottima cioccolata.
La sosta a 66°C di beta amilasi, è durata 45 minuti, dove, come sempre a 30 minuti, mescoliamo per uniformare la temperatura. Purtroppo abbiamo notato che il sistema AG Classico, la temperatura scende di più che con il BIAB dovuto al fatto della minore presenza di acqua, un'altra cosa da tenere a mente per il futuro.
Nell'attesa abbiamo preparato i luppoli e le bacche di ginepro.


Terminati i 45 minuti siamo saliti, prima, a 72°C per la sosta di alfa amilasi, sosta di 15 minuti, e dopo aver superato la prova della tintura di iodio, a 78°C, per il mash out, altri 15 minuti.
Intanto è pronta l'acqua di sparge, a 78°C. La proporzione questa volta è stata quella che ci eravamo prefissati, 6 litri per chilo di grani divisi equamente tra mash e sparge.


Ecco il mosto pronto per la fase di sparge, si intravedono le trebbie.
Naturalmente abbiamo provveduto a rifiltrare i primi 2 litri, che fin da subito sono risultati limpidi.


La fase di sparge è durata 20 minuti, versando sulle trebbie i 22 litri che ci eravamo prefissati. La tecnica è sempre la stessa, (la potrete visionare sul video che posteremo nei prossimi giorni sul nostro canale Youtube, cercate Signormalto) mestolone sotto, il colino sopra e con una brocca di vetro versiamo un litro per volta.
Terminata la fase di sparge non ci rimane che attendere lo svuotamento del mosto dalle trebbie.


Inebriante il profumo che sprigiona il mosto. Una volta fuoriuscito tutto il mosto abbiamo tirato su la pentola e acceso il fornellone per procedere alla fase di bollitura.


E' impressionante come sono secche, sembra impossibile che pochi minuti prima erano inzuppate di mosto.
Nella concitazione ci siamo dimenticati di prendere la densità, e siamo andati in bollitura con 36 litri, abbiamo lasciato 8 litri dentro gli oltre 7 chili di grani.
Appena iniziato a bollire abbiamo inserito il luppolo, il Target ,50 grammi per l'amaro.


Successivamente abbiamo preparato le bacche di ginepro, che vanno pestate poco prima di essere inserite nel mosto per non perdere l'aroma  resinoso inconfondibile, caratteristico di queste bacche, 15 grammi negli ultimi 15 minuti, insieme alla serpentina.


L'ultima gittata di luppolo, lo Styrian Goldings lo abbiamo inserito negli ultimi 5 minuti per dare un pò di aroma erbaceo fruttato delle birre inglesi.
Terminata la bollitura, abbiamo proceduto al raffreddamento e successivamente abbiamo eseguito il whirpool per concentrare tutti i residui di eventuali farine e i luppoli liberi.


E' incredibile la brillantezza del mosto, sembra petrolio!
Atteso una decina di minuti, non ci rimane che aprire il rubinetto, e raccogliere questo prezioso nettare nero nel fermentatore.


Prelevato un campione di mosto e verificato la densità finale che si è attestata su 1064, un ottimo risultato ancora una volta, la macinazione fine ci a permesso di avere un ottima estrazione.


Durante la fase di riempimento del fermentatore abbiamo versato il lievito, il secco S-04 della Fermentis. Un ottimo lievito fruttato, adatto soprattutto per le birre inglesi, ma utilizzato da molti per il suo profilo aromatico in molti tipi di birre, ma soprattutto perché tende a compattarsi molto, sul fondo del fermentatore, una volta terminata la trasformazione degli zuccheri, rendendo la birra molto pulita.


Siamo alla fine, una bella mescolata, per miscelare bene il lievito, che nel frattempo si è reidratato nel mosto e si può portare il fermentatore in cantina in camera riscaldante.


Posizionato il fermentatore e riempito il gorgogliatore, non resta che chiudere le porte ed attendere che parta la fase di fermentazione.


Anche questa avventura è terminata, un'altra avventura in AG Classico, e dopo la terza cotta cominciamo a  prenderci la mano e ha trovare il nostro modo di agire.
Nelle prossime settimane, procederemo ad un rallentamento delle attività brassicole, dedicandoci completamente al sito, per cercare di terminare la fase della pubblicazione, se no non si riesce a terminarlo, visto i pochi momenti di tempo libero. Non sarà un punto di arrivo, ma semplicemente un punto di partenza per nuovo mondo, un mondo da condividere  con tutti voi.
In settimana monteremo il video che posteremo sul nostro canale, dove potrete vedere con i vostri occhi, tutte le fasi della cotta. Ma questa è un'altra avventura.

giovedì 10 marzo 2016

Signormalto Canale Video

Cari Amici Lettori, il mese di marzo sarà il mese decisivo per la nostra crescita, per la condivisione delle nostre esperienze on line. 
Il primo mattone di questa nuova casa è il nostro canale video sulla piattaforma Youtube, video sharing,  dove posteremo tutte le nostre cronache di birra, e ospiterà anche qualche degustazioni delle nostre birre, per portarvele virtualmente in casa. 


Con il canale video saremo ancora più presenti, condivideremo con voi le nostre esperienze, le nostre emozioni, e vedrete con i vostri occhi le nostre cotte e le metodologie utilizzate. Il nostro canale sarà indirizzato principalmente verso chi inizia, i neofiti che vogliono farsi un idea più precisa di come fare birra in casa. Speriamo anche che gli HomeBrewer più esperti potranno apprezzare la passione che ci guida, l'amore che mettiamo in ogni birra.
Il canale sarà inserito nella nuova sezione Birr@rte, che pubblicheremo a giorni, che comprenderà anche la sezione narrativa e successivamente a nuovo sito aperto, anche una sezione fotografica e altre rubriche che scoprirete.


Un opportunità, che spero saprete cogliere, è che il canale video sarà anche il mezzo per la sezione eventi. Chi vorrà partecipare potrà inviare materiale video delle manifestazioni a cui parteciperà, feste, degustazioni, corsi, e trasformarsi in reporter, magari con qualche breve intervista a espositori o personaggi del mondo della birra artigianale italiana, e esprimere qualche opinione sotto forma di commento sull'organizzazione, sulla qualità delle birre, e tutto quello che ruota intorno alla manifestazione.
Vi devo dire che inizialmente, come era accaduto per i primi post per il blog, c'è stata un pò di titubanza.  Abbiamo fatto diversi video di prova, ma non riuscivamo a trovare la quadra. 
All'inizio le inquadrature erano troppo lontane, scenicamente belle, ma poco utili. Per avvicinare le immagini alla fine abbiamo optato per utilizzare un smartphone, sicuramente qualitativamente più scarso ma molto più versatile, almeno per queste nostre prime esperienze. 


L'altro problema è stato l'audio, troppo lontano, rimbombante e a tratti incomprensibile, così abbiamo deciso, provvisoriamente per le sole cotte, di inserire semplicemente delle musiche di sottofondo. 
Se per i video abbiamo parzialmente risolto con l'utilizzo di un mezzo più versatile e a costo zero, per l'audio invece dovremo attrezzarci con un microfono esterno.
Non mi sembra che mettervi il link e ora tocca a voi date un occhiata e mi raccomando ISCRIVETEVI AL CANALE per non perdere neanche una puntata delle nostre avventure e votate il pollice alzato per darci coraggio a proseguire sul nostro cammino, e passate parola ;)