martedì 30 gennaio 2018

Metodo KOMA considerazioni finali

Dopo alcuni mesi ci è ritornato a trovare Joseph Pulga con un riassunto sulle birre prodotto con il suo metodo Koma.

Eccoci ancora qua a distanza di circa 4 mesi dall’imbottigliamento delle cotte col metodo Koma per un breve resoconto dei vari assaggi, ovviamente parlando di kit, tutti noi sappiamo del potenziale qualitativo massimo raggiungibile da questo metodo.
Vi ricordo che qui potrete trovare la spiegazione del metodo koma. (http://signormalto.blogspot.it/2017/09/metodo-koma-cura-di-joseph-pulga.html#comment-form )

In sintesi le birre assaggiate sono:

Kit Milestone Crusader classico, lievito da kit (Og 1042 – Fg 1011) Colore Dorato, abbastanza limpida, poca schiuma dovuta forse alla scelta del priming (4,5 gr/lt), nessuna sedimentazione sul fondo della bottiglia. Al naso leggero sentore di malto. In bocca poco corpo come giusto che sia con i kit, si percepisce il gusto del malto e solo nel finale una leggera nota amaricante, gasatura fine e delicata; 

Kit Milestone Crusader classico a cui ho aggiunto Wasser Hell col metodo Koma, zucchero e soprattutto il lievito BRY-97 (Og 1055 – Fg 1014) Colore carico, quasi un arancio pronunciato, bella limpida, schiuma leggermente superiore alla prima pur avendo utilizzato il medesimo priming, sul fondo alcune “incrostazioni” da lievito senza avere il classico anello. La delusione delle tre: risulta piatta senza profilo aromatico…anzi il poco amaro si percepisce ed è accompagnato però dal fastidioso (a mio parere) sentore di burro al palato. Secca e poco rinfrescante. BOCCIATA!!!

50 % mosto della prima birra + 50 % mosto della seconda birra, al travaso dopo 8gg aggiunta di Koma con Cara Clair + Koma con Oat + infusione 15 minuti di Columbus, lievito un mix non quantificabile dei due utilizzati in precedenza (Og 1047 – Fg 1012) Colore giallo pallido, schiuma bianca poco persistente che svanisce abbastanza velocemente, buona gasatura vista la scelta del priming di 5.5 gr/lt. Al naso il Columbus spicca ed in bocca si conferma: leggermente maltata con un sorprendente finale agrumato e piccante dato dal luppolo stesso che pervade non invadente in bocca. Credevo fosse la peggiore delle tre ed invece ha sorpreso le aspettative!
Alla prossima
8Gazza

sabato 27 gennaio 2018

Video Birra - All Grain Oro Heavy American IPA Extreme

Dopo alcuni video dedicati al Brew Monk e in attesa di fare qualche cotta di prova, ritorniamo alla solita programmazione del nostro canale YouTube.
Non potevamo non replicare la Extreme Pale Ale, una birra davvero particolare che rispetto ai 120 IBU ci ha regalato sapori intensi ma piacevoli. Una birra particolarmente fruttata e ricca di aromi aggrumati. 
Per questa cotta ci ha tenuto compagnia Alby del MyAle Home Brewer, anzi ha dato una mano ad Andrea ad iniziare la cotta in attesa che li raggiungessi.
Questo video fa parte delle ultime tre cotte della stagione 2017-2018 con il metodo all grain classico. Sabato prossimo vedrete la Italian Grape Ale fatta con la nostra uva fragola bianca e tra due settimane la Porter.
Successivamente speriamo di riuscire a postare qualche video con le prime cotte eseguite con il Brew Monk. 
Buona Visione.


martedì 23 gennaio 2018

Brew Monk prima di iniziare

Brew Monk
Siamo ormai agli sgoccioli, il tempo per iniziare a produrre con il nostro nuovo impianto All-in-One Brew Monk è ormai giunto. 
Prima però bisogna essere sicuri che la macchina sia esente da eventuali residui di lavorazione, così abbiamo eseguito un ciclo di pulizia.
Il libretto delle istruzioni è piuttosto chiaro su questo passo da effettuare prima di iniziare a birrificare:
2.4 Prima di utilizzare Brew Monk 
Consigliamo di risciacquare la macchina con 5-10 litri d’acqua. Pulire il cilindro per malto, i vagli di litraggio e il tubo di troppo pieno, nonché il filtro bazooka. Per risciacquare la macchina, utilizzare il metodo manuale. 
Assicurarsi che entrambe le valvole a sfera e la valvola blu sul tubo di circolazione siano chiuse. 
Collegare il dispositivo e versare 5-10 litri d’acqua. 
Accendere l’alimentazione. 
I componenti
Il display indica la temperatura. 
Premere il pulsante Manual per selezionare la modalità manuale. 
Usare i tasti TEMP, POWER e TIMER insieme a “+” e “-” per impostare rispettivamente la temperatura a 55 °C, la potenza (POWER) a 2000 W e il tempo per il risciacquo a 5 min. 
Aggiungere l’agente pulente (PBW® Five Star). Premere Start. 
Aprire la valvola a sfera blu e accendere la pompa. (assicurarsi di installare il tubo curvo)
Quando il programma è completato, spegnere la pompa ed eliminare l’acqua calda utilizzando la valvola a sfera. 
L’acqua calda può essere usata per pulire il filtro bazooka, il cilindro per malto e i vagli di litraggio nel lavello. 
Ora Brew Monk è pronto per essere utilizzato.
Il Brew Monk in azione
Come al solito abbiamo apportato qualche modifica, allungando i tempi di lavaggio fino a 30 minuti e invece di un solo ciclo, abbiamo aggiunto altri due cicli, uno da 20 minuti con acido citrico (in specifico il succo di 2 limoni) e l'altro finale da 10 minuti con sola acqua.
Dopo aver sistemato il Brew Monk sul nostro supporto abbiamo inserito al suo interno tutti i componenti della macchina a parte il cestello e abbiamo aggiunto 10 litri di acqua.
Per la pulizia abbiamo utilizzato il PBW. Sul quantitativo non eravamo sicuri. Le dosi riportate sul barattolo ci sembravano eccessive per un semplice risciacquo. Da etichetta: 7-14gr litro e in caso di lavaggi intensivi 21gr litro. Alla fine abbiamo deciso di mettere 50 gr di PBW in 10 litri di acqua, rimanendo sui 5gr litro.
Mosaico Brew Monk
Una volta versato l'acqua, acceso la macchina, impostato il controller a 55°C e abbiamo versato i grani bianchi del PBW e lasciato agire per 30 minuti.
Dopo la prima fase con PBW abbiamo scaricato la soluzione in un catino e abbiamo pulito il cestello nel lavandino, e all'interno della pentola abbiamo versato altri 10 litri questa volta con il succo di due limoni accorciando però i tempi e facendo girare la macchina per 20 minuti.
Al termine come per la prima fase abbiamo scaricato la "limonata" e utilizzata per pulire nuovamente il cestello.
Per il lavaggio finale abbiamo versato 10 litri di acqua all'interno della pentola e fatto girare la macchina per 10 minuti sempre a 55°C.
Terminato abbiamo asciugato tutto bene con un canovaccio.
Ad una ispezione accurata dei liquidi e delle parti lavate non abbiamo riscontrato residui o oli. Unica cosa che abbiamo trovato, un pezzo di plastica adesiva all'interno del 4 del livello 45 litri. Come sapete questi fogli in acciaio inox sono ricoperti di plastica bianca per evitare di rigarli e rovinare i fogli di acciaio inox. Probabilmente una volta assemblata la macchina e tolta la plastica quel pezzettino è rimasto all'interno del 4. Nulla di irreparabile ma sarebbe potuto finire nel mosto durante le prime cotte.
Ora che il Brew Monk è bello pulito, siamo pronti per iniziare questa nuova avventura.
Ma questa è un'altra storia.



venerdì 19 gennaio 2018

Brew Monk 1° Accensione il Video

Terzo video di questa saga iniziale del Brew Monk. Dopo l'unboxing della macchina e la presentazione del controller, questa volta trattiamo la 1ª accensione.  
Pima di far girare la nuova macchina è necessario dargli un pulita. Le lavorazioni durante la fabbricazione potrebbero aver lasciato dei residui nella macchina, come sfridi di lavorazione o oli.
Così abbiamo pensato di far vedere come pulire il Brew Monk prima di iniziare a fare birra!
Abbiamo eseguito tre lavaggi consequenziali cambiando sempre l'acqua. Il primo lavaggio a 55°C con 50 grammi di PBW in 10 litri di acqua per 30 minuti. Per il secondo abbiamo utilizzato succo di limone, per la precisione 2, al posto di 50 grammi di acido citrico in altri 10 litri di acqua pulita a 55°C questa volta per 20 minuti. Ed in infine il risciacquo finale con sola acqua sempre 10 litri di acqua pulita a 55°C per 10 minuti.
I materiali che hanno trovato posto sul fondo della pentola sono stati lavati all'interno. Solo il cestello e il coperchio sono stati lavati separatamente utilizzando le soluzioni al termine di ognuna delle tre fasi. 
Ora non ci rimane che passare all'azione e cominciare ad utilizzare il Brew Monk per fare birra.
Dopo questo video per le prossime tre o quattro settimane verranno proposti le ultime cotte brassate con il sistema all grain classico, le ultime della stagione, visto che per il resto della stagione contiamo di produrre con il Brew Monk di cui posteremo i video in seguito.
Buona Visione


lunedì 15 gennaio 2018

Porter - Raven il ritorno della birra scura

L'acqua della Fonte di Micé
Sembrano passati secoli dall'ultima birra scura che abbiamo fatto, la mia gola è da un po' che aspetta di essere accontentata, è arrivato il momento. Domenica abbiamo brassato la Raven. La ricetta deriva, in parte, da una vecchia stout, la Babd brassata in BIAB nel 2015, a cui abbiamo  aggiunto il Brown come malto caratterizzante e il frumento torrefatto, inizialmente per provare a sostituire i fiocchi, ma poi come complemento. I luppoli sono stati modificati completamente inserendo il Target che luppolo da amaro classico inglese e il Saaz di origine ceca. 
Vediamo la ricetta:

Raven English Porter - ALL Grain
lt mash :18
lt sparge:21
Litri in pentola :18
OG preboil:1040
Min bollitura:60
Litri in fermentatore :22.5
OG :1062
ABV :6.3 %
Plato :15.5
IBU :31.0
BU/GU :0.49
EBC : 63

Malti e Fermentabili
Maris Otter 4300 gr 68 %
Special B 700 gr 11 %
Wheat Torrified 600 gr 10 %
Brown Malt 400 gr 6 %
Chocolate 200 gr 3 %
Roasted 100 gr 2 %
Totale 6300 gr

Luppoli
Target (AA 11) 30 gr 60 min Pellet
Saaz (AA 4) 10 gr 10 min Pellet
Totale 40 gr

Lieviti
New world strong ale M42 20 gr

Profilo Mash
Beta-amilasi 68 °C 45 min
Alpha-amilasi 72 °C 15 min
Mash Out 78 °C 15 min

Fermentazione 18°C
Priming 4 gr/lt

Mash
Oltre agli ingredienti abbiamo modificato il mash accorciando i tempi di mash e il metodo di introduzione dei grani tostati.
Il Maris Otter, il Brown e il frumento torrefatto sono stati inseriti a 68 gradi, mentre lo Special B, il Chocolate e il Roadsted sono stati inseriti durante il mash out.
In fase di progettazione della birra avevamo pensato ad un cold stepping (infusione a freddo), inserendo i grani tostati alla sera in acqua temperatura ambiente e poi filtrati ed inseriti alla fine della bollitura, non solo per evitare quel gusto un po' allappante ma anche per avere meno grani da trattare per lo sparge. 
La preparazione è la solita di sempre, anche se questa volta abbiamo dovuto concentrare i preparativi il sabato pomeriggio.
La mattinata di domenica è iniziata presto, acceso il fornello inserito il succo di mezzo limone nelle due pentole e arrivati a 68°C gradi unito i primi grani.
Sparge
Mentre attendevo il passare del tempo di mash ho preparato il fermentatore e i luppoli.
Dopo la sosta a 68°C per 45 minuti e a 72°C per 15 minuti ho effettuato la prova con la tintura di iodio con esito positivo. Ho riacceso e arrivato a 78°C ho inserito i malti tostati.
Dopo i 15 minuti di mash out ho eseguito lo sparge ancora con il nostro metodo con mestolo e colino, in attesa di mettere in opera la doccietta.
Terminato lo sparge ho il solito problema di sollevare la pentola di boil sul fornello e come sempre mi affido un po' alla fortuna chiedendo aiuto a qualcuno visto che Andrea sarebbe arrivato più tardi e sono partito per la fase di bollitura. Schiumato le proteine in eccesso e una volta iniziato a bollire inserito l'hop spider e gettato il Target. A 10 minuti ho inserito il Saaz insieme alla serpentina di raffreddamento.
Al momento giusto è arrivato Andrea, mi ha dato una mano nella parte finale, raffreddamento, whirpool (come lo la fa lui non lo fa nessuno!),  trasferimento del mosto nel fermentatore con inoculo. 
Per il lievito abbiamo utilizzato il Mangrove Jack's M42.
L'M42 è un lievito che enfatizza gli aromi di malto e luppolo, tirando fuori note speziate di  nocciola.
Le ultime fasi
Al termine abbiamo ottenuto 23 litri circa a 1062 di densità iniziale. Nelle ultime settimane abbiamo fatto alcune prove per il progetto di un nuova birra utilizzando proprio questo lievito, denotando una ottima capacità di compattarsi sul fondo e chiarificare il prodotto finale. Per quello che riguarda gli aromi, per ora, abbiamo solo assaggiato una birra prima di essere imbottigliata, sicuramente non ha coperto gli aromi erbacei che erano insiti in questo nuovo progetto, lasciando intatto i gusti di malto e luppolo. Potremmo dare un giudizio definitivo tra qualche mese, intanto attendiamo che porti al termine questa Porter. 
L'inoculo è stato effettuato a 19°C.
La Porter è partita di buon ora il lunedì per la sua fase tumultuosa facendo salire la temperatura di un paio di gradi. Ora attendiamo che i nostri amici lieviti facciamo il loro lavoro. Non effettueremo il travaso tra 7 giorni visto che la ricetta non prevede il DH (luppolatura a freddo) e quindi travaseremo per l'imbottigliamento tra una 15a di giorni.
Questa probabilmente sarà, per ora, l'ultima cotta in all grain classico con il sistema delle tre pentole, almeno per questa stagione. Da qui in poi cominceremo ad utilizzare il sistema Brew Monk, per capire come montare nella giusta sequenza il cestello, ad utilizzare al meglio e sfruttando tutte le opzioni del controller. Per riuscire a fare una birra decente ci vorrà un pò di tempo. Per l'utilizzo,  faremo a modo nostro seguendo solo in parte le istruzioni che i più esperti conoscono, ma d'altronde ci conoscete, siamo un po' eretici e un po' ignorati.
Inizieremo con qualche cotta di prova per prendere la confidenza per poter poi cominciare a condividere questa nuova esperienza. Ci vorranno un paio di mesi e almeno 4 - 5 cotte prima di cominciare a prenderci la mano. Ma questa è un'altra storia.
   

venerdì 12 gennaio 2018

Brew Monk Controller il Video

Dopo il video di presentazione con lo spacchettamento e un veloce assemblaggio dell'impianto,  torniamo per offrirsi un breve video più specifico, questa volta parliamo del controller.
Il video non è un tutorial, visto che stiamo iniziando a scoprire le sue funzionalità, ma semplicemente una  dimostrazione dell'utilizzo dei tasti e di come impostare in modalità manuale e in automatico.
Nel video c'è un errore nella programmazione nella modalità automatica. Durante la fase delle gittate dei luppoli, è stato inserito il tempo in base alle nozioni che abbiamo sempre avuto, cioè il tempo che manca alla fine della bollitura, invece nell'impianto bisogna ragionare in crescendo, quindi per la gittata da 60 min, il timer deve segnare 0 minuti e così via, la gittata a 5 minuti, il timer dovrà segnare 55 minuti, se si tratta di bollitura di 60 minuti. 
Spero ci perdonerete, ma ci siamo accorti solamente durante il montaggio del video. Comunque rimaniamo a disposizioni per eventuali chiarimenti.
Sabato prossimo uscirà un video concernente la pulizia del primo utilizzo, per eliminare eventuali residui della fabbricazione, oli, sfridi etc. Se sarà possibile faremo una cotta con sola acqua per registrare i primi parametri, anche se il mosto è ben altra cosa,  per avere qualche indicazione sui tempi e sulla potenza della resistenza.
Buona visione


martedì 9 gennaio 2018

Brew Monk Controller

Dopo l'articolo di presentazione del Brew Monk, abbiamo deciso di scrivere un post seguito da un video esplicativo su come impostare il controller.
Vediamo velocemente le funzioni principali, estratto da manuale della macchina. All'interno della confezione esiste un manuale dove però non è presente la lingua italiana.
Qui trovate il manuale in italiano. 
Modalità Manuale
Impostazione della modalità manuale 
Accendere l’interruttore di alimentazione, quindi premere il tasto MANUAL
TEMP serve per impostare la temperatura 
POWER per impostare la potenza
TIMER per impostare il tempo di ogni fase. 
Questi tre parametri devono essere impostati prima che la macchina venga avviata; possono essere impostati in qualsiasi ordine. Utilizzare “- “ e “+” per impostare il livello desiderato. 
Premere il pulsante START quando tutte e tre le impostazioni sono state inserite per avviare la sessione manuale. Nell’angolo superiore sinistro appare una “H” lampeggiante che segnala che la macchina si sta riscaldando. 
La temperatura di ebollizione impostata è di 100 °C , il timer non si innesca nel caso in cui la temperatura non indica 100 °C. In questo caso chiudere con il coperchio per 1-2 min. per raggiungere la temperatura di 100 °C sul display. 
Quando si preme il pulsante MANUAL/PAUSE durante il riscaldamento il display ritorna alla pagina di modifica. È possibile modificare i parametri TEMPPOWER e TIMER, quindi premere nuovamente il pulsante MANUAL/PAUSE per confermare. La macchina lavorerà secondo le nuove impostazioni.
Tenendo premuto TEMP per 5 secondi e rilasciarlo per passare dai gradi centigradi ai gradi Fahrenheit.
Funzione di memoria in modalità manuale per la prima fase di ammostamento 
Tenere premuto per 5 secondi il pulsante MANUAL/PAUSE nella pagina di modifica e rilasciarlo. In questo modo è possibile memorizzare le ultime impostazioni. Un segnale acustico viene emesso una volta memorizzate con successo. 
Premere il pulsante START dopo tale operazione per far eseguire alla macchina i dati inseriti. 
Premere il pulsante STOP per arrestare la macchina e visualizzare sul display la BLANK PAGE
Per ripristinare le impostazioni di fabbrica tenere premuto per 5 secondi il pulsante AUTO/PAUSE nella BLANK PAGE, un segnale acustico (suono debole) indica che le impostazioni di fabbrica sono state reimpostate con successo.

Modalità Automatica
Impostazione modalità automatica
Accendere il dispositivo, quindi premere il pulsante AUTO
Nell’angolo superiore sinistro del display viene visualizzato S1, inserire le tre impostazioni - TEMP, TIMER e POWER (come nella modalità manuale utilizzando “+” e “-”). 
Dopo aver impostato la prima fase, premere nuovamente il pulsante AUTO, quindi inserire le impostazioni per la seconda fase. Le fasi dalla terza alla nona sono impostate come la prima e la seconda fase. Per ciascuna fase (da 3 a 9) premere il pulsante AUTO per confermare e passare alla fase successiva. 
Una volta che la temperatura TEMP è impostata a 100 °C, la macchina passa automaticamente dalla fase di Mashing alla fase di Boiling. 
Impostazione del promemoria di aggiunta luppolo nel processo di ebollizione: dopo aver impostato i parametri TEMP, TIMER e POWER per l’ebollizione, premere AUTO
Impostare il tempo per l’aggiunta del luppolo 1 utilizzando “+” e “-”. Premere il pulsante TIMER per impostare il promemoria di aggiunta luppolo per le fasi seconda, terza, ecc.. Ad esempio: 60 minuti di ebollizione e dopo 10 minuti la prima aggiunta di luppolo, il TIMER di aggiunta luppolo dovrebbe essere di 50 minuti. 
Una volta inserite le fasi necessarie (fino a 9), premere il pulsante START per confermare le impostazioni delle fasi di cui sopra. Il processo di birrificazione ha inizio. 
Nell’angolo superiore sinistro del display lampeggia la fase in corso. 
Se 9 fasi sono troppe per la ricetta che si intende seguire, impostare tutte le temperature al di sotto dell’ebollizione premendo il pulsante TEMP dopo l’ultima fase. Il programma supporta solo un’impostazione di ebollizione per ciascuna ricetta.
È possibile regolare la potenza di ebollizione durante il funzionamento in qualsiasi momento.
In Action!
Inserire/modificare la funzione memoria per la modalità automatica
Nella BLANK PAGE, premere simultaneamente i pulsanti POWER e TIMER per 5 secondi. Sul display viene visualizzato l’elenco delle ricette. Premere “-” o “+” per scegliere la ricetta necessaria (R0S1, R1S1, ...). La memoria delle ricette può contenere fino a 10 programmi. 
Premere il pulsante START per confermare la ricetta selezionata, sul display viene visualizzata la BLANK PAGE, quindi premere il pulsante AUTO/PAUSE per inserire la ricetta selezionata nella pagina di modifica. Per avviare immediatamente il programma selezionato è possibile premere il pulsante START o il pulsante AUTO/PAUSE per modificare/controllare il programma passo dopo passo.

Queste le istruzioni principali del controller riportate sul manuale della macchina. 
E' meno complicato di quanto sembri, un po' di esperienza e tutto diventerà semplice e di routine. A tal proposito abbiamo pensato di girare un piccolo video esplicativo che vi dovrebbe rendere le operazioni di compilazione più semplici. Speriamo di riuscire già questo sabato a metterlo online.

venerdì 5 gennaio 2018

Unboxing Brew Monk il video

Dopo i 4 video tutorial di come creare un ricetta, vi presentiamo il primo di una serie di video dedicati al Brew Monk l'impianto All-in-One per fare birra.
Il primo video, che potrete vedere adesso, riguarda lo spacchettamento della confezione dove all'interno si trova la macchina. Una breve riepilogo sui componenti, il dispiegamento di tutte le parti e una parte dedicata al montaggio. Nel video non si fa riferimento al controller perchè abbiamo dedicato un secondo video incentrato sul controller con la spiegazione del display digitale e la sua programmazione sia in manuale che in automatico. 
Un ulteriore video riguarda la prima accensione. Come fare prima di iniziare a produrre birra con l'impianto, quindi il video tratterà la pulizia da fare prima di azionare la macchina la prima volta.
Ora non vi rimane che dare un'occhiata a questo primo video e iniziare così ad entrare nel mondo degli impianti All-in-One.
Buona Visione


martedì 2 gennaio 2018

Brew Monk presentazione

Cari Amici birraioli casalinghi con il nuovo anno abbiamo un importante novità da presentarvi, il Brew Monk impianto All-in-One per la produzione di birra casalinga.
Il Logo
La scelta di acquistare un impianto all grain è nata dalla necessità di condividere una nuova esperienza con voi lettori. Molti ci hanno chiesto da tempo, la possibilità di recensire la macchina e poi condividere le esperienze brassicole. 
La scelta del Brew Monk è stata dettata dalla disponibilità.
Quando abbiamo deciso di acquistare un impianto All Grain, abbiamo fatto delle ricerche anche all'estero per capire perchè macchine apparentemente uguali avessero diversità di prezzo. 
La ricerca si è protratta per oltre un anno, un po' per indecisione, un po' per disponibilità finanziaria e alla fine quando abbiamo deciso di acquistarla, ci siamo accorti che nel frattempo erano diventate introvabili. 
Dopo aver contattato diversi fornitori, abbiamo trovato il Brew Monk che soddisfaceva tutti i nostri requisiti. E' stato semplicemente un caso al posto giusto nel momento giusto!
Non conosciamo gli altri impianti ma pensiamo che il produttore principale è uno e le macchine vengono poi marchiate dall'importatore.
Bre Monk 45
L'unica scelta ponderata che abbiamo fatto è stata quella di scegliere la versione da 45 litri rispetto alla versione da 30 litri. E' stata un idea di Andrea, ritenendola più valida anche per brassare birre da OG alte, quindi per avere maggiore flessibilità. 
L'acquisto è nato dall'idea di rendere le ricette ripetibili. Non sarà facile perchè in gioco entrano anche altri fattori, come la fermentazione, ma sicuramente ci darà una mano.
Con l'impianto è così possibile controllare e monitorare il mash grazie ai comandi programmabili del controller elettronico e ripeterlo tutte le volte a seconda della ricetta scelta.
L'impianto è composto da una caldaia con all'interno un cestello integrato per l'inserimento dei grani macinati con vagli o filtri inox regolabili in altezza per quantità diverse, fino a 12 kg, per la filtrazione.
La potenza della resistenza è di 3000 watt, 500 watt più della versione da 30 L che dovrebbe permettere un bollitura efficace. Va da se che quando accenderemo l'impianto dovremmo spegnere tutto!

Le sue caratteristiche principali sono:
Impostazioni sul controller
  1. Capacità: 45 litri di mosto finito con caldaia da 52 litri
  2. Dimensioni della pentola: altezza 69 cm - larghezza 35.0 cm
  3. Potenza regolabile da 100 a 3000 W con incrementi di 100 W
  4. Range di temperatura da 25-100°C suddivisione 0.1°C
  5. Cestello inox per il malto con capacità fino a 12 kg con vagli inox regolabili e manico rimovibile per il sollevamento
  6. Tubo inox integrato esterno per la circolazione del mosto dalla pompa con valvola inox per la regolazione del flusso
  7. Pompa magnetica integrata azionabile separatamente 
  8. Controller digitale programmabile con 9 impostazione di mash e 9 gittate di luppoli
  9. Funzione allarme/promemoria e sostituzione manuale
  10. Memoria fino a 9 ricette ripetibili
  11. Schermo a cristalli liquidi
  12. Filtro bazooka inox
  13. Rubinetto inox a sfera ½” rimovibile con ugello
  14. Coperchio in vetro con foro per monitorare il mash
Della macchina è stato fatto un video di presentazione dove facciamo vedere i componenti dell'impianto e il montaggio. Un secondo video sarà fatto successivamente per mostrare il funzionamento del controller.
Non abbiamo idea di quando cominceremo a produrre con il Brew Monk, sicuramente dopo una prova a "vuoto" più per pulire le parti da eventuali tracce di fabbrica con acqua e qualche detergente dedicato tipo il PBW, programmeremo una serie di cotte.
Cominceremo a fare qualche cotta pilota per prendere i parametri del nuovo impianto e gestire bene il controller, anche se da un prima occhiata sembra molto semplice.
I grani e i luppoli sono già pronti per un paio di cotte di prova e vedremo di condividerle con Voi con articoli e video, ma questa è un'altra storia.

sabato 30 dicembre 2017

Video Tutorial Come creare una ricetta con il metodo Australiano BIAB

Quarto e ultimo episodio della sagra "Come creare una ricetta". Dopo i kit, le E+G e il metodo tradizionale All Grain questa volta tocca al metodo australiano BIAB.
Tutto molto semplice una decina di minuti con indicazioni precise e passo a passo. Il software utilizzato è il programma online Brewonline.net.
Essendo un programma utilizzabile tramite browser e non dovendo installare niente, non da problemi di gestione. Rimane un soft estremamente semplice ed intuitivo. Per i più esperti potrà sembrare incompleto, ma per chi cerca uno strumento facile è la scelta più azzeccata. 
Buona Visione.


giovedì 28 dicembre 2017

Italian Grape Ale il ritorno delle Foglie Secche

Anche questo Natale è passato. Come ogni anno la vigilia facciamo la nostra birra....di Natale. 
Questa volta è toccato ad una Italian Grape Ale. 
Dall'esperienza positiva dello scorso anno con la IGA senza glutine fatta con estratto di Sorgo, ci è rimasta la voglia di provare a farla con i normali grani, contenenti glutine, aggiungendo una dose massiccia di mosto d'uva. 
Come per la precedente abbiamo utilizzato uva fragola bianca argentina del nostro orto. Un uva fragola molto caratterizzante dal profumo e gusto inconfondibile.
Il mosto di Uva Fragola Bianca congelato
Abbiamo cercato di utilizzare l'uva il giorno della raccolta, ma per i tanti impegni di quel periodo siamo stati costretti a raccoglierla ad ottobre e una volta estratto il succo congelarlo in attesa di utilizzarlo. 
Qui potete vedere i 6 barattoli da 500 gr. che abbiamo ritenuto il quantitativo giusto per la nostra IGA.
Il succo o mosto è stato estratto tramite un estrattore a freddo da 80 giri/min. 
Potete andarvi a rileggere il post sulla preparazione:
Come sempre la preparazione della cotta è iniziata un paio di giorni prima con la sistemazione di pentole, tavoli e attrezzatura varia. Anche questa volta non abbiamo potuto utilizzare  l'acqua della nostra fonte, le estreme temperature hanno congelato l'acqua. Siamo stati cosi costretti ad utilizzare l'acqua di un'altra fonte, come l'altra volta, con i limiti di una acqua di cui non conosciamo le caratteristiche.
Nonostante la precedente esperienza con il Sorgo, la ricetta è stata fatta di sana pianta, non avendo un parametro di riferimento abbiamo cercato di creare qualcosa che sapesse più di uva che di malto, e per questo abbiamo aggiunto una qualità importante di mosto d'uva. L'uva fragola rispetto ad altre uve è piuttosto invadente coprendo quasi tutti gli altri gusti ed aromi, ma la scelta è stata proprio questa. 
L'uva è stata utilizzata come una normale spezia, unita al mosto a 15 minuti dalla fine della bollitura.
Vediamo la ricetta insieme.  
Le Foglie Secche Italian Grape Ale All Grain
lt mash :18.0
lt sparge:18.0
Litri in pentola :17
OG preboil:1040
Min bollitura: 60
Litri in fermentatore :20
OG :1066
ABV :6.6 %
Plato :16.2
IBU :24.0
BU/GU :0.36
EBC : 4

Malti e Fermentabili
Pilsner 4000 gr 73 %
Wheat Malt 1000 gr 18 %
Biscuit 300 gr 5 %
Fiocchi di Orzo 200 gr 4 %
Totale 5500 gr

Luppoli
Hallertauer Mittelfrueh (AA 4.4) 30 gr 60 min Pellet
Hallertauer Hersbrucker (AA 3.6) 30 gr 30 min Pellet
Strisslespalt (AA 2.4) 20 gr 20 min Pellet
Totale 80 gr

Spezie ed Aromi
Mosto d'uva fragola bianca 3000gr a 15 min

Lieviti
SafbrewS-04 11,5 gr

Profilo Mash
Protein Rest 50 °C 15 min
Beta-amilasi 63 °C 45 min
Alpha-amilasi 72 °C 15 min
Mash Out 78 °C 15 min

Fermentazione 18°C

Priming : 6 gr

Le tre gettate dei Luppoli 
Come vedete una birra molto delicata, non invasiva con altri aromi, dove i malti sono di contorno, come del resto i luppoli ricercati per evitare di dare aromi che stonassero con il mosto. 
La mattinata è iniziata presto, in garage, nostro locale adibito alla birrificazione, faceva molto freddo il termometro segnava 2 gradi ma sembrava di stare in un congelatore. L'acqua di mash inserita nella pentola da 100 litri il giorno prima, aveva un leggero velo di ghiaccio in superficie come quella di sparge.
Per una volta siamo risusciti a birrificare insieme, Andrea è arrivato molto presto. Abbiamo acceso il gas e siamo saliti per il protein rest. Sosta necessaria per l'utilizzo del Pilsener malto ricco di proteine e per il frumento anche se maltato. Siamo saliti un po' di più del solito per evitare che i grani gelati abbassassero tanto la temperatura. Giunti a 55°C abbiamo spento e versato i grani che hanno portato la temperatura a 50°C. Una bella mescolata e poi abbiamo coperto per 15 minuti. 
Di li in poi si sono susseguite le altre soste, una di beta amilasi di 45 minuti a 63°C e la solita sosta a 72°C per 15 minuti, per terminare con il mash out a 78°C sempre di 15 minuti.
Lo sparge è stato eseguito ancora con il vecchio metodo del colino, ma spero di avere il tempo di mettere in opera la doccietta autocostruita al più presto.
Il mosto è rimasto bello limpido e dei 18 litri del mash più i 18 litri dello sparge a inizio bollitura ne sono rimasti 28 litri. Il quantitativo minore è dovuto al fatto che abbiamo messo un po' di acqua in meno per poi aggiungere successivamente i 3 litri di mosto d'uva. 
Mosto in bollitura
Tutto è andato bene, abbiamo schiumato le proteine in eccesso man mano che la temperatura saliva e arrivati in bollitura abbiamo iniziato con il luppolo.
A 15 minuti abbiamo unito il mosto d'uva. Abbiamo notato subito che il mosto si è intorbidito all'istante e con il passare dei minuti ci sono creati numerosi grumi.Successivamente si è creata una schiuma verde e grigia che abbiamo deciso di schiumare.
L'aroma che si è sprigionato era incredibile, il classico aroma di uva fragola così intenso che quasi non si sentivano altri aromi.
Coaguli in vista durate il raffreddamento
Terminata la bollitura abbiamo raffreddato il mosto. Con le temperature che abbiamo in 20 minuti siamo arrivati a 23 gradi. Whirlpool e 15 minuti di attesa prima di aprire il rubinetto.
Il mosto non era limpido, sembrava quasi una birra fatta in BIAB. Questo era già successo con la precedente versione senza glutine, quella torbicità classica di alcune birre alla frutta. 
Per il lievito abbiamo cambiato all'ultimo momento. Il cambiamento in parte decretato dal fatto che pensavamo di avere alcuni lieviti omaggiati da Birramia durante la manifestazione di Torino, ma al momento dell'utilizzo ci siamo accorti di averli probabilmente  persi durante le fasi del rientro e dobbiamo averli appoggiati da qualche parte e li son rimasti. Ma abbiamo anche pensato che S-04 è un lievito ad alta fermentazione di stampo inglese che con la sua capacità di fermentare velocemente e formare un sedimento molto compatto alla fine della fermentazione, aiutando a migliorare la limpidezza della birra, ci avrebbe dato una mano.
La fase finale
Arrivati a 18 litri abbiamo notato un rallentamento nel flusso, dovuto ai coaguli che stavano tappando progressivamente i due miniflitri bazooka. A 20 litri il flusso si è arrestato, a nulla sono valsi i tentativi di raschiare leggermente i filtri, erano talmente spessi i coaguli che non c'era verso di far uscire più niente. Abbiamo così deciso di chiedere il fermentare e portarlo in cantina.
Alla misura della densità abbiamo raggiunto un 1066 troppo, sicuramente innalzato dal mosto d'uva.
Non abbiamo resistito nell'assaggiare il campione che è risultato dolce e fresco, con una leggera nota di pane. Di luppoli nemmeno l'ombra di un aroma. 
La fermentazione è partita dopo poche ore nonostante la temperatura non fosse così alta da giustificare una reazione così immediata. La mattina seguente ho scoperto che nella notte si era creata un vera e propria fermentazione tumultuosa con la classica uscita di schiuma dal gorgogliatore, che ci ha costretti ad un primo cambio di gorgogliatore. La temperatura all'interno della cella riscaldante era di 19°C  mentre sul fermentatore segnava 21°C. E' molto probabile che la gran quantità di zuccheri del mosto d'uva abbiamo scatenato una reazione nei nostri lieviti che hanno lavorato alla grande innalzando la temperatura del mosto scatenando questa reazione tumultuosa della fermentazione. 
Il Brew Monk
Il vigore del mosto non si è calmato neanche il martedì e siamo stati costretti a cambiare nuovamente il gorgogliatore nuovamente tappato.
Dall'esperienza derivata dalla produzione di questa birra, abbiamo già stabilito delle modifiche da eseguire per la seconda versione: meno mosto d'uva; meno malti; l'aggiunta del Saaz come luppolo aromatico. Riteniamo invece azzeccata il tipo di malti.
La scelta di diminuire il quantitativo del mosto d'uva deriva dal fatto che versando il mosto congelato o quasi all'interno di un mosto in bollitura si sono creati troppi coaguli costringendoci a lasciarci indietro 5 litri di thrub, un esagerazione per i nostri standard produttivi.
La giornata è stata allietata anche dall'apertura del regalo di Natale che ci siamo regalati un impianto All-In-One da 50 litri. Abbiamo girato un video di spacchettamento che verrà pubblicato con l'anno nuovo. Ci dedicheremo al nuovo giocattolo con l'anno nuovo, facendo alcune prove prima di birrificare, ma questa sarà un'altra storia.

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