venerdì 13 aprile 2018

Video BIAP All in One cronaca di una Kölsch 1ª Parte

Cari Amici birraioli casalinghi, continuano la nostra esperienza tramite l'impianto All-in-One, 
Come avete già potuto leggere nel post uscito la scorsa settimana qui http://signormalto.blogspot.it/2018/04/biap-cronaca-di-una-kolsch.html abbiamo fatto un notevole passo in avanti anche se abbiamo macinato ancora troppo fine.
Questo video diviso in due parti è la cronaca dettagliata della cotta.
In questa prima parte potrete seguire le prime fasi: l'allestimento della macchina, il mash e la regolazione del mulino per la modifica della macinatura.
La seconda parte andrà in onda il prossimo sabato.
Buona visione

mercoledì 11 aprile 2018

Signormalto - 1ª Dimostrazione BIAP

Come ogni primavera, si risveglia l'anima del Signormalto, e abbiamo deciso di ripetere le esperienze dello scorso anno con qualche dimostrazione. Le nostre dimostrazioni sono semplicemente un modo di rendere partecipi gli amici che ci verranno a trovare, di come facciamo la birra. Non verrà rilasciato nessun attestato, ma offerta qualche birra e alla fine un simpatico omaggio da sorteggiare tra i presenti.
I laboratori dello scorso anno sono stati il primo sulla tecnica classica All Grain Classico 3 tini e il secondo sul metodo BIAB. Quest'anno il primo incontro sarà dedicato alle macchine All in One metodo BIAP, mentre con il secondo torneremo alle origini con un laboratorio su come iniziare a fare birra con una dimostrazione inerente ai malti preparati elaborati.
L'impianto All in One Easy Grain
La data stabilita per la dimostrazione con impianto automatico All in One è per Domenica 29 Aprile  mentre per la dimostrazione con malti preparati la comunicheremo in un secondo tempo. Le dimostrazione sono aperte a tutti e i due eventi si terranno presso la nostra sede in Pallare Via 4 Novembre 21 con ritrovo alle ore 9,30.
I laboratori sono gratuiti.
Si chiede ai partecipanti di portare qualche birra delle loro produzioni per degustarle insieme. Per il mangiare condivideremo quello che ognuno porterà.
Per la giornata del 29 Aprile, produzione di birra con il metodo BIAP il programma è il seguente:
  • Presentazione della macchina;
  • Allestimento macchina per la cotta;
  • Illustrazione ricetta;
  • Mash, Sparge e Bollitura mosto;
  • Inoculo lievito;
  • Conclusioni.
Per la giornata di dimostrazione per produzione di birra con malti preparati il programma prevede anche un illustrazione generale della birra casalinga e delle metodologie per ottenere birra in casa. 
  • Introduzione alla birra casalinga;
  • L’attrezzatura;
  • Metodologia;
  • Ingredienti;
  • Processo di produzione;
  • Ricette;
  • Conclusioni.
Al termine delle giornate sarà sorteggiato un simpatico omaggio.

venerdì 6 aprile 2018

Video BIAP All in One - Pulizia macchina

Amici birraioli casalinghi e curiosi delle pulizie abbiamo avuto richieste per un video sulle pulizie che si eseguono al termine di una cotta con gli impianti All in One.
Così alla fine della cotta Raven non abbiamo interrotto le riprese ed abbiamo filmato anche quello che succede dopo.
La parte finale è stata scorporata dal video della cotta e proposto qui oggi.
E' quasi un video tutorial passo a passo potrete vedere come puliamo la nostra macchina.
Noi abbiamo usato dapprima il Removil 50 grammi in 10 litri a 55°C per 20 minuti (si può fare anche 30 minuti). Poi essendo un prodotto alcalino passiamo l'acido citrico 50 grammi in 10 litri a 55°C (si può fare anche con acqua non calda) per 20 minuti. E infine passiamo solo l'acqua 10 litri per 10 minuti a 55°C. 
Buona visione.  


martedì 3 aprile 2018

BIAP - Cronaca di una Kölsch

Tutto pronto per la cotta
Cari Amici birraioli casalinghi dopo le due cotte quella pilota e quella di prova, abbiamo approntato una nuova cotta con il nostro impianto All in One metodo BIAP "Brew In A Pipe" birrificare in un tubo.
Le difficoltà della cotta precedente ci ha permesso di comprendere alcuni punti importanti. Prima di tutto abbiamo calcolato esattamente la quantità di acqua che non viene a contatto con il cestello, il  cosiddetto "dead space" di 10 litri. Questa acqua durante la fase iniziale di mescolamento non contribuisce a miscelarsi con l'acqua rimanendo separata. E' stato così necessario calcolare anche questi litri nel computo totale, sottraendoli dallo sparge. Tutto molto semplice ma non proprio intuitivo se non ci pensi. 
L'altro problema era stato la macinazione fine. Anche questa volta, visto che sono un testardo, ho voluto (io Andrea non c'entra) mantenere al macinazione fine, per l'efficenza molto alta che porta. Ma questo ha creato nuovamente un po' di farine nel mosto, ma per lo sparge è andata tutto bene.
Il controflusso inserito
Per questa cotta volevamo utilizzare per il raffreddamento il controflusso. La fase di pulizia e sanificazione è andato tutto bene, ma quando è stata ora di utilizzarla, il mosto non ne a voluto sapere di uscire. Pensiamo che questo sia dovuto alla densità del mosto e il posizionamento in verticale a fianco della macchina a creato per la pompa uno sforzo superiore alla sua potenza. 
Siamo così stati costretti a ripiegare sulla fedele è sempre funzionante serpentina di rame, che non ci ha deluso neanche sta volta, fedele compagnia di decine e decine di cotte.  
Questa volta per diminuire i tempi di raffreddamento abbiamo attaccato la pompa durante le fasi di raffreddamento e questo a permesso di abbattere il tempo di attesa. L'unico dubbio era il fatto che ossigenasse il mosto da caldo, ma posizionando il beccuccio contro la parete della pentola questo effetto si riduce drasticamente. Come soluzione potrebbe essere utile utilizzare un pezzo di tubo di silicone e inserirlo nel mosto. Sicuramente lo adotteremo per la prossima cotta, come è probabile che viste le difficoltà con il controflusso saremo costretti ad acquistare una serpentina più grande più adatta ad un volume superiore di mosto. Resta da decidere cosa fare del controflusso utilizzato praticamente mai se si esclude la pulizia e la sanificazione. Se qualcuno lo vuole si faccia avanti!
Filtro ingresso pompa
Nel post della cotta pilota aveva parlato del fatto che il nostro impianto non prevedeva l'utilizzo di un filtro in ingresso alla pompa, potendo creare problematiche a livello di intasamento del condotto della pompa e della pompa se fossero finiti all'interno farine, fiocchi o grani.
Così siamo riusciti a trovare il filtro che abbiamo posizionato all'interno del foro sul fondo della pentola. Il filtro entra senza sforzare e nonostante un leggero gioco non si è sfilato durante a cotta. Un pensiero in meno.
Per il calcolo dell'acqua questa volta abbiamo aggiunto al calcolo i 10 litri del "dead space" al rapporto di 3,7 litri per chilo di grani portando il totale a 38 litri e così facendo scendere lo sparge da 26 litri a 16. Il totale rimane invariato 54 Litri così da ottenere 7 litri per chilo di grani, contro il classico 6 litri per chilo di grani.
Spero di essere stato chiaro è così difficile cercare di trascrivere un pensiero, se avete bisogno di chiarimenti scriveteci all'indirizzo signormalto@gmail.com cercheremo di rispondervi il più presto possibile.
La ricetta è stata scelta tra le birre già programmate per il metodo classico ed è stata quindi modificato per l'impianto.
Vediamola insieme:

Köll Kölsch BIAP
lt mash :38
lt sparge:16
Litri in pentola :38
OG preboil:1042
Min bollitura:60
Litri in fermentatore :41
Efficienza :84 %
OG :1048
ABV :4.8 %
Plato :12
IBU :21.5
BU/GU :0.45
EBC : 1

Malti e Fermentabili
Pilsner 7000 gr 90 %
Vienna 500 gr 6 %
Fiocchi di Orzo 300 gr 4 %
Totale 7800 gr

Luppoli
Target (AA 11) 15 gr 60 min Pellet
Hallertauer Mittelfrueh (AA 4.4) 40 gr 30 min Pellet
Hallertauer Hersbrucker (AA 3.2) 30 gr 20 min Pellet
Strisslespalt (AA 2.4) 20 gr 10 min Pellet
Totale105 gr

Lieviti
SafAle German AleK-97 23 gr

Profilo Mash
Protein Rest 50 °C 15 min
Beta-amilasi 63 °C 50 min
Alpha-amilasi 72 °C 15 min
Mash Out 78 °C 15 min

Fermentazione 20°C
Priming : 5 gr

Come vedete questa volta abbiamo lasciato il dato dell'efficienza proprio per ribadire il concetto che la macinatura fine porta sempre un efficenza alta. Questo non vuol dire che tutto sia filato liscio, l'efficenza alta ci ha portato comunque un mosto inquinato da farine.
La ricetta è semplice e classica, la kölsch lo stile germanico ad alta fermentazione.
Mash
Nei giorni precedenti la cotta abbiamo provveduto a prelevare l'acqua alla fonte e a macinare i grani, ancora con la distanza di 0,8 mm tra i rulli, e preparare tutto il necessario. Per evitare di ritrovarsi ancora farine e così da poter brassare una birra perfettamente limpida, dalla prossima cotta porteremo la distanza tra i rulli ad 1 mm. Così oltre a creare meno farine avremo un miglioramento della circolazione del mosto all''interno del cestello ed evitare l'abbassamento del livello del mosto nella "deadspace" in modo da evitare di far salire  eccessivamente il livello del mosto all'interno del cestello.
Questa volta al contrario della volta precedente siamo riusciti a tenere il tappo bianco anche se con il quantitativo di acqua elevato abbiamo fatto fatica ad inserire, una volta mescolato bene i grani, il disco superiore, perchè essendo il livello così alto abbiamo dovuto tirare un po' su il tubo del troppo pieno. Nel video, che andrà in onda la prima parte tra due sabati, potrete vedere le difficoltà di Andrea nell'inserimento del disco superiore e alla fine ci ha dovuto mettere le mani dentro, dopo aver tirato su il tubo del troppo pieno lo ha dovuto tenere di sotto per svitare il tappo bianco inserire il disco rimettere il tappo bianco. Mi raccomando non lo fatelo a casa rischiate di ustionarvi.
Rispetto alle due volte precedenti non abbiamo inserito il tubo in silicone alla fine del beccuccio della pompa per evitare di inclinare il disco superiore e questa volta infatti non è accaduto. Pensiamo di avere risolto anche questa.
Una cosa che invece non abbiamo montato bene è stato il tubo del troppo pieno. Il quantitativo di 7,5 chili di grani non è stato sufficiente per appoggiare il disco superiore perchè bloccato dal raccordo che unisce le due parti del tubo. I tubi per la configurazione con più grani prevede il tubo corto sotto e il tubo più lungo sopra. Al contrario noi abbiamo sempre montato prima il tubo lungo e poi quello corto. Un errore di facile risoluzione. 
In attesa del termine del mash
Qualcuno ci ha scritto per informarci che montiamo i dischi del cestello al contrario. Innanzi tutto li ringraziamo perchè vuol dire che c'è attenzione nei nostri confronti e c'è spirito di condivisione attiva, e de quello che ci sta più a cuore, ma nel libretto delle istruzioni del nostro impianto e riportato la figura con la parte concava verso il basso in basso e verso l'alto in alto. Qui nessuno a sbagliato, abbiamo potuto visione il manuale di una macchina simile ma di marca diversa ed in effetti sul libretto dell'altro impianto sono montati al contrario dal nostro. Non riusciamo a capire perchè su macchine praticamente uguali alcuni particolari siano diversi, forse proprio per diversificale, che poi alla fine a pensarci bene non cambia molto. Qualcuno ha accennato l'idea che alcune macchine dotate di filtro in ingresso pompa, il posizionano del disco inferiore non vada ad interferire sul il filtro. Avendolo provato in questa cotta possiamo dire che tra la punta del filtro e la base del cestello ci sono ancora un paio di centimetri. Questo almeno nel 50 Litri.
Per le fasi di mash abbiamo aggiunto una fase di protein rest, d'obbligo con il Pilsner, di 15 minuti anche se con la fase di miscelazione accurata, saremo saliti ad oltre 20 minuti. Per il resto, essendo una birra piuttosto secca sosta di beta amilasi a 63°C per 50 minuti e le solite fasi di alfa amilasi a 72°C  per 15 minuti e il mash out a 78°C per 15 minuti.
Sparge
Per evitare gli sbalzi termici delle due cotte precedenti abbiamo ridotto ancora la potenza della resistenza a 1000W. In parte la cosa sembrerebbe risolta, anche se durante le rampe sono accaduti rialzi improvvisi inspiegabili, ma la potenza così bassa porta ad allungamento eccessivamente dei tempi tra un sosta e l'altra vanificando il tempo delle soste. Questa cosa è ancora da sistemare, ma siamo tentati la prossima volta di cambiare direzione è alzare la potenza 1800W per ridurre i tempi di salita, ma nel contempo abbasseremo le temperature di mash di 1°C per vedere di non superare le temperature in ricetta e vedere se si riesce a gestore l'inerzia termica.
Questo è la difficoltà più grande dei questi impianti, l'elettricità da questo lato va un po' più domata del gas. Il bello di questi impianti è che durante il mash si è liberi di preparare le fasi successive con una relativa calma. Sanificazione dei fermentatori e del materiale che verrà a contatto con il mosto. Pesatura dei luppoli. Preparazione della zona per gli interventi di pulizia, insomma con calma si può gestire al meglio tutto il resto.
Particolare della doccietta
Il crescente successo di questi impianti è dovuto principalmente, oltre che nel tentativo di stabilizzare le ricette, al fatto che si può fare tranquillamente birra all grain in casa senza avere a disposizione spazi infiniti per il posizionamento di pentole e altre strutture atte alla birrificazione.
Dopo aver verificato la trasformazione di tutti gli amidi e aver terminato il mash, siamo passati alla fase di sparge, che grazie all'utilizzo della doccietta che abbiamo approntato nell'ultimo periodo ci ha notevolmente facilitato il compito. Alla fine è diventato la cosa più semplice da fare e che funziona meglio.
Come potete vedere dalla foto qui a fianco, anche durante lo sparge abbiamo mantenuto in posizione il tappo bianco per evitare, con il sistema che adottano, che acqua finisca nel tubo del troppo pieno invece di passare tra le trebbie. 
Una cosa che dobbiamo ancora stabilire è se il tappo di plastica bianco sia idoneo ad essere utilizzato a lungo a simili temperature. Potrebbe essere intelligente farsi fare un tappo in acciaio inox per evitare ogni dubio di cessioni di sostanze indesiderate.
Terminato lo sparge abbiamo lasciato scolare bene il cestello. Al contrario della volta precedente non abbiamo atteso di terminare per dare il consenso al controller di salire per la bollitura, ma abbiamo dato in consenso subito. Primo abbiamo risparmiato tempo, secondo abbiamo evitato di farci fracassare le p... dal cicalino, vi garantisco non poco! Dopo una decina di minuti e ormai vicino alla bollitura Andrea ha spostato il cestello sopra la bacinella forata poggiata sul secchio che utilizziamo per la macinazione dei grani per poter recuperare al massimo il mosto rimasto tra le trebbie. Il mosto recuperato e stato aggiunto in bollitura a piccole dosi per evitare di abbassare la temperatura. 
Questa volta la bollitura è stata impostata a 61 minuti per poter verificare se era possibile impostare la prima gettata di luppolo a 60 minuti. Chi ci segue sa che la volta scorsa con la bollitura a 60 minuti non avevamo potuto impostare la prima gettata di luppolo a 60 minuti ma a 59. Non avevamo dubbi che era per il fatto che il controller non può gestire due dati contemporaneamente, ma abbiamo preferito verificarlo. 
Inoculo
Questa volta abbiamo avuto un evaporazione minore rispetto alle volte precedenti. Una massa di oltre 45 litri crea sicuramente un impedimento ad una bollitura vigorosa e alla fine abbiamo avuto un evaporazione di 4 litri un litro in meno delle due cotte precedenti.
Per migliorare la bollitura un banale accorgimento può aiutare, l'inserimento di un camino. Qualcuno potrà pensare che sia complicato o che debba spendere un sacco di soldi, niente di più falso. Se ricordate quando ci è venuto trovare Alessandro Simonetta per la dimostrazione della cotta eseguita con il Braumeister ci aveva fatto vedere come aveva risolto il problema. Semplicemente utilizzando una bastardina in acciaio inox acquistata in un grande magazzino e poi forata al centro per ottenere un buco di 10 cm di diametro.
Terminata al bollitura e le gettate di luppolo abbiamo iniziato la fase di raffreddamento. Questa volta volevamo utilizzare il controflusso di 12 metri per raffreddamento di mosti di 50 litri. Nonostante non avessimo avuto problemi con la pulizia e sanificazione con acqua e additivi non c'è stato verso di far passare il mosto, molto più denso dell'acqua. Sarà stata la posizione, la potenza della pompa o la densità del mosto, sta di fatto che alla fine abbiamo smontato tutto e inserito la cara vecchia serpentina.
Particolare del lievito in superficie
Terminato il raffreddamento e raggiunti i 18°C gradi abbiamo usato la pompa stessa per travasare il mosto nei fermentatori e inoculare il lievito K-97 direttamente sulla schiuma.
Il K-97 e un lievito tedesco secco della Fermentis ad alta fermentazione. Lo abbiamo già utilizzato  e abbiamo visto che tende a lavorare più molto soprattutto nella parte alta del fermentatore rendendo inizialmente il mosto molto torbido con una bassa deposizione del lievito esausto sul fondo. D'obbligo una lagerizzazione di un paio di giorni o più ad una temperatura bassa sui 4°C. Questo non potrà che giovare alla limpidezza del prodotto finale. 
Alla fine abbiamo raccolto 41 litri di mosto in due fermentatori con una densità finale di 1048 raggiungendo la notevole efficenza del 84% ma con un mosto un po' "sporco".
I fermentatori sono stati posizionanti nella cella riscaldante a 18°C. La fermentazione è partita la mattina seguente prima lentamente per poi divenire tumultuosa per un paio di giorni raggiungendo la temperatura di quasi 20°C per poi tornare dal 3 giorno a 18°C.
Dopo una settimana abbiamo effettuato un travaso. Inizialmente non dovevamo travasare ma poi la schiuma molto alta è densa si è seccata leggermente sulla superficie e abbiamo preferito toglierla.
Dopo qualche giorno cominceremo a verificare la densità e solo quando avremo raggiunto la stabilità passeremo sistemare i fermentatori fuori dalla cella prima di imbottigliare per un paio di giorno nel tentativo di far depositare il più possibile il lievito sul fondo e chiarificare la birra.
Ora ci attende un tour de force questa fine di Marzo che ci vedrà in visita a Querceta (LU) nella sede di Birramia per imparare a conoscerci e per presentarveli.
Della visita sarà fatto un video che andrà in onda a fine mese.
Per il mese di Aprile avremo una dimostrazione Domenica 29 Aprile aperta a tutti coloro che vorranno partecipare, con il nostro impianto per una giornata dedicata al metodo BIAP sull'utilizzo degli impianti All in One. La ricetta proposta sarà la nostra Oro Original per non smentire la tradizione dei nostri laboratori. Ad inizio mese brasseremmo una scura ma questa è un'altra storia.





sabato 24 marzo 2018

Video Birra - Degustazione All Grain American Oro IPA Heavy

Cari birraioli casalinghi e simpatizzanti, dopo le cotte di prova con l'impianto BIAP All in One torniamo con assaggio di una delle nostre ultime birre fare con il metodo All Grain Classico della stagione.
Con la degustazione di oggi andremo a sentire com'è venuta il rifacimento della Joe Alba, la Extreme Pale Ale da 120 IBU. La ricetta è stata leggermente modificata, potete vederla qui https://signormalto.blogspot.it/2017/12/american-ipa-heavy-il-ritorno-della.html 
Della cronaca è stato girato un video che potete trovare qui  https://youtu.be/uqvsJWe3PaY
Alla fine la birra è rimasta meno fruttata della sua cugina, per la minore temperatura di fermentazione e quindi molto più amara. Notevole l'apporto aromatico, il gusto di malto e il profumo che sprigiona.
Il prossimo sabato andrà in onda il filmato dell'incontro che avremo a Querceta in provincia di Lucca dove visiteremo Birramia per scoprire quello che si cela dietro al suo marchio. Visiteremo magazzini, laboratori e uffici, un giro a 360°. 
Bene non Vi resta con gustare insieme a noi questa splendida birra ambrata.
Buona visione.


lunedì 19 marzo 2018

Una Chiacchierata con .....Gianluca Jean Luc Rossi

Dopo qualche mese ritorna la rubrica “Una chiacchierata con…”. 
Per rafforzare il connubio tra Signor Malto e Birramia abbiamo pensato di invitare Gianluca Rossi alias Jean Luc Patron di Birramia, anni 60, nato a Viareggio, sposato, mastro birraio, tecnico ed inventore, per una chiacchierata a 360° sul mondo imprenditoriale della birra artigianale italiana e per cominciare a presentarVi in prima persona chi è Birramia e conoscere meglio colui che ne è stato il fondatore. Questa è l’iniziativa che ci porterà Venerdì ad un incontro in prima persona con lui e con i suoi collaboratori presso la sede di Birramia a Querceta (LU) per presentarvi la professionalità e la passione che Birramia mette a disposizione di tutti noi, ricercando, curando i materiali e gli ingredienti per dare il meglio che offre il mercato. Di questo incontro sarà fatto un video che verrà pubblicato Sabato 31 Marzo sul nostro canale video YouTube.


Jean Luc
Caro Jean Luc, benvenuto nel nostro umile blog, a nome di tutti i lettori e affezionati. Cominciamo con qualche domanda di carattere generale e raccontaci qualcosa di Te presentati ai nostri lettori.
J: Vivo a Querceta, sono nato a Viareggio e ho vissuto a Massarosa. Mi sono risposato l'anno scorso dopo 20 anni di convivenza e ho una figlia biologa che attualmente lavora in Inghilterra. Mia moglie Mimma e sua figlia Samara sono invece mie collaboratrici e socie in azienda. 
Ho iniziato a lavorare nel periodo estivo come garzone del macellaio all'età di 12 anni. Da allora ho fatto diverse cose: ho lavorato alla radio, ho fatto il postino, riparavo televisioni, mi sono sempre dato da fare, finché non ho fondato la mia prima azienda nel 1983. Ho sempre cercato la qualità in quello che facevo, infatti in origine facevo attrezzature che andavano a bordo degli yacht e vi effettuavo anche riparazioni. Da ditta individuale è diventata Snc fino a trasformarsi in una Srl. Ho lavorato sempre nell'ambito della tecnologia, fino al punto che la grande passione che avevo maturato per l'homebrewing mi ha portato a lasciare quello che avevo fatto fino a quel momento per tuffarmi nel mondo della birra artigianale. Per la tecnologia però avrò sempre una grande passione, che è quella che mi spinge a testare ogni attrezzatura, a perfezionarla e molte volte a progettarne di nuove in prima persona. Ci sono dei prodotti realizzati interamente da noi, oppure progettati da noi e fatti assemblare da ditte di fiducia, dal più semplice termostato alla progettazione del tino di ammostamento e della Easy, la prima macchina All-In-One di produzione interamente Italiana e costruita in Toscana.

Quando hai pensato di creare una struttura commerciale che potesse portare in Italia, gli ingredienti, gli strumenti e gli accessori necessari per poter fare birra?
J:Nel 1999, quando ancora avevo il negozio di elettronica a Massarosa. Avevamo allestito un piccolo spazio dedicato alla birra fatta in casa che, nel giro di un anno, si è trasformato nella nostra attività principale con la creazione di uno dei primi siti per homebrewers e microbirrifici.

Cosa Ti ha spinto ad investire in Italia, in particolare in Toscana, dove non abbiamo una tradizione birraria, ma piuttosto una terra ricca di vigne e di vino?
J:Per valorizzare il territorio in cui sono nato.

Malti Luppolati Birramia
Raccontaci un pò di storia della Tua azienda, ripercorri insieme a noi le tappe fondamentali di questa Tua avventura.
J:Siamo attivi online dal 2000 con il primo sito “giallo” di questo settore. La costante ricerca della qualità ci porta, nel 2006, a stringere una diretta collaborazione con White Labs, della quale Birramia diventa l'unico importatore ufficialmente riconosciuto in Italia. 
Nel 2007 creiamo i primi Kit All Grain e Kit Partial Mash, che non sono solo una novità per le pagine di Birramia.it, ma per tutta l'Italia, dando il via ad un fenomeno oggi largamente diffuso.
Ogni giorno importiamo prodotti e materie prime da oltre dieci paesi del mondo, così da offrire a ogni cliente una scelta ampia e sempre nuova. Il nostro concept però rimane prevalentemente “Made in Italy”, in quanto vive di tradizione, di attenzione ai dettagli, di qualità assoluta; per questo nel 2008 abbiamo lanciato la linea di Beermalt®, il primo estratto di malto interamente italiano, mentre nel 2013 atterrano le nuovissime linee di malti luppolati Mitica e Cosmica, i primi e tutt'ora gli unici kit italiani “all inclusive”, cioè che contengono al loro interno oltre all'estratto di malto e al lievito, anche luppolo, erbe, spezie e/o altri ingredienti specifici per ogni stile.
Nel 2014, grazie a un mio progetto, nasce “Easy”, la prima macchina a marchio Birramia per la produzione della birra con metodo All Grain All-in-One interamente prodotta in Toscana. Successivamente, nel 2016, grazie a una collaborazione diretta con il produttore, nasce Easy Grain, la cugina della Easy che viene incontro alle esigenze economiche degli homebrewers italiani. Nel 2017 viene inaugurato il primo Birramia Store in Italia e quest'anno invece a BerrAttraction abbiamo annunciato la nostra collaborazione con Lab4Beer, progetto che in questi giorni è in fase di avviamento.

Con il passare del tempo hai avuto la necessità di creare una struttura snella, ma capace di esaudire i desideri dei Tuoi clienti, verificare l’operato dei Tuoi fornitori e di operare correttamente nel settore amministrativo, e soprattutto rimanere competitivo, raccontaci in breve la struttura della Tua azienda e la difficoltà di tenere tutto questo coeso?
J:Grazie alla passione che ci contraddistingue e l'attenzione che ognuno di noi mette verso i nostri fornitori e clienti. In una parola: organizzazione.

Quali sono i valori ha cui Ti sei ispirato, fin dall’inizio e che hai poi trasmetto ai tuoi collaboratori?
J:Precisione, puntualità e collaborazione, ma soprattutto non fare al cliente quello che non vorremmo venisse fatto a noi stessi. Ho sempre detto al mio team di immaginare quel pacco come proprio, e quindi di spedirlo nelle stesse condizioni in cui vorrebbero ricevere un ordine fatto da loro.

Magazzino 1
In un paese dove diventa sempre più difficile creare un prodotto italiano che porti profitti, quali difficoltà stai riscontrando in questi periodi di difficoltà economica per molti. E rispetto a quando hai iniziato quali sono le cose che maggiormente hanno cambiato il modo di fare birra-business?
J:Innanzitutto per noi non è birra-business ma è passione. Cerchiamo nel nostro piccolo di accontentare sempre i clienti, scegliendo le migliori materie prime, cercando e, in alcuni casi (come abbiamo fatto per la macchina all-in-one Easy), progettando noi stessi le attrezzature più all'avanguardia, ma soprattutto tenendoci al passo con i tempi e le nuove tendenze, seguendo in prima persona le discussioni sui social media, sugli altri blog e ascoltando le richieste specifiche dei clienti.

Cos’è che, con tutte le difficoltà che le aziende italiane devono superare oggi, Ti fa andare avanti con l’impegno di sempre?
J:Ripeto, la passione.

Dall’alto della Tua esperienza, sarebbe possibile ripetere oggi quello che hai fatto Tu, e quali consigli daresti a chi ci volesse intraprendere la Tua strada?
J:È diventato sempre più difficile in Italia. È necessario rimanere a galla nel mare di burocrazia necessaria per un'azienda. Inoltre ormai l'attenzione si è spostata quasi totalmente sui social, per cui è aumentato anche il carico di lavoro: non è più solo importante gestire al meglio il proprio sito e offrire al cliente prodotti nuovi e un'assistenza costante, ma è necessario seguire Facebook, il blog, Instagram, il Forum, Youtube e molto altro.

In tutti questi anni, Ti sarà capitato di pensare alle scelte che hai fatto, quali sono le cose che avresti fatto diversamente?
J:Rifarei tutto esattamente come ho fatto.

L’ambiente è caldo, entriamo un pò più nello specifico dei prodotti che proponete, sicuramente la parte più interessanti per i nostri lettori. Quali sono state le prime difficoltà a reperire gli ingredienti e gli accessori, visto che in Italia, soprattutto per quello che riguarda malti, luppoli e lieviti, non esisteva niente?
J:Si facevano ricerche all'estero. 
I primi malti li abbiamo importati dalla Muntons, i luppoli in Inghilterra e siamo stati i primi a importarli dall'America. Per i lieviti abbiamo stretto dopo poco una collaborazione con la White Labs, una delle migliori ditte di produzione di lieviti, con una vastissima selezione e sempre al passo con i tempi. Era relativamente facile reperire i prodotti, la cosa un po' più complicata per me era la comunicazione con l'estero, ma grazie ai miei collaboratori e spesso anche sfruttando il linguaggio dei gesti ci siamo sempre intesi alla perfezione!

Quali sono le difficoltà, oggi, di reperire ingredienti e gli accessori di qualità, ad un prezzo competitivo?
J:Bisogna starci dietro e cercare, cercare e cercare. La nostra ditta valuta, acquista e propone ai suoi clienti delle novità quasi ogni settimana.
Magazzino 2
Quali sono i parametri più importanti nella scelta dei fornitori?
J:Affidabilità, qualità e reperibilità dei ricambi, dato che Birramia offre un'assistenza diretta ai suoi clienti.

Quali sono i metodi di controllo della qualità dei vostri prodotti?
J:Abbiamo una stanza apposita dove proviamo tutte le nostre ricette e testiamo tutto il nuovo materiale che importiamo, e lo facciamo non solo per valutare l'effettiva qualità dei prodotti ma anche perché ci diverte fare la birra.

Periodicamente fate visita hai vostri fornitori, per assicurati sempre della migliore qualità?
J:Certo, annualmente andiamo a trovare ognuno dei nostri fornitori.

Quali sono le metodologie che adottate per conservare e mantenere al massimo la qualità organolettiche dei vostri prodotti?
J:Prodotti freschi, asciutti e per quelli che ne hanno necessità c'è la cella frigorifera. Inoltre quando dobbiamo spedire del materiale conservato al freddo, come i lieviti liquidi, li mettiamo all'interno dei pacchi in confezioni refrigerate poco prima di essere caricati sul camion e spediti, per far in modo che rimangano fuori dalla cella frigorifera il minor tempo possibile.

In tutti questi anni come sono cambiati i clienti, quali sono le diversità delle richieste di oggi rispetto a quelle di quando hai iniziato?
J:I clienti si sono evoluti e sono diventati più critici. Grazie all'avvento di internet e dei social ci sono molte più informazioni e i clienti hanno molte più esigenze rispetto al passato. Inoltre sono nate nuove tecniche e nuove attrezzature che le persone vogliono sperimentare. Le persone acquistano da noi anche perché siamo sempre reperibile telefonicamente, per rispondere a qualsiasi dubbio in merito a tutte le fasi del processo di birrificazione, alle strumentazioni o al materiale che hanno acquistato o vogliono acquistare.

Magazzino 3
I vostri clienti sono in maggior parte italiani o vendete anche all’estero?
J:La maggior parte sono italiani ma vendiamo molto anche all'estero. Dall'anno scorso abbiamo anche aperto due Birramia Store in Italia, negozi ufficiali rivenditori dei nostri prodotti. Inoltre ti do una piccola anticipazione: a breve probabilmente apriranno due centri Birramia all'estero.

In una classifica di vendite, quali sono gli ingredienti più richiesti e gli accessori e gli strumenti più ricercati?
J:Le materie prime sono sempre ricercate, soprattutto quelle di qualità e che offrono una vasta scelta. A livello di attrezzature vanno per la maggiore le macchine “All-In-One”. La nostra Easy Grain in particolare è stata realizzata con una collaborazione diretta con il produttore: anche in questo caso ho testato il macchinario personalmente e ho stilato un elenco di modifiche che volevo apportare e di accessori aggiuntivi per raggiungere l'eccellenza, rendendo la Easy Grain un macchinario unico rispetto ai suoi simili presenti su altri siti. Grazie a questo abbiamo avuto un notevole successo sia in Italia che all'estero.

Quali sono i progetti futuri per migliorare ancora di più il rapporto con i Tuoi clienti, sia che siano professionisti sia che siano semplici birraioli casalinghi?
J:Vorremmo avere una sempre più crescente collaborazione diretta con i nostri clienti. Li invitiamo infatti a contattarci per qualsiasi dubbio o problema, anche per quelli che ritengono insignificanti, perché soltanto grazie a loro possiamo comprendere i nostri errori e correggerli, per poter garantire un servizio quanto più ideale possibile.

Logo
Quali sono i progetti per il futuro della Tua azienda?
J:Lavorare sempre meglio e continuare ad espanderci. Come già detto ci sono diversi progetti attualmente in corso che prevediamo di espandere in futuro. Vorremmo riuscire ad avere un Birramia Store in ogni regione, elaborare guide sempre più accurate che gli homebrewers possano consultare per garantire un servizio sempre migliore ed espanderci ancora di più all'estero.


Siamo alla fine Jean Luc, innanzitutto Ti ringraziamo per aver accettato questo incontro, che prelude presto ad una nostra visita presso Birramia a Querceta in provincia di Lucca per rendere prima di tutto ancora più forte il legame che ci unisce, ma soprattutto per far conoscere ai nostri lettori la Tua azienda, la professionalità dei Tuoi collaboratori e la cura che dedicate a tutti i materiali e gli ingredienti che mettete a disposizione di tutti gli homebrewer italiani e d'oltralpe.
Ancora grazie per la disponibilità e cordialità ci vediamo presto magari per approfondire qualche aspetto che porti qualche altro vantaggio ai nostri affezionati lettori.
J:Grazie a te per il tempo che ci hai dedicato e grazie a tutti i lettori del blog del Signor Malto :-)












sabato 17 marzo 2018

Video BIAP - Cotta di Prova 2ª Parte

Cari Amici birraioli casalinghi, dopo la prima parte della cotta di prova con il nostro impianto All-in-One, torniamo con la seconda parte. 
Come avete già potuto leggere nel post uscito martedì, https://signormalto.blogspot.it/2018/03/brew-monk-cotta-di-prova.html non tutto è andato per il meglio. 
Questo video  è la parte più portante dell'intera esperienza dove traspare chiaramente la delusione per l'esperienza maturata.
L'abbiamo chiamata cotta di prova, perchè abbiamo provato ad inserire la capienza massima o quasi per mettere sotto pressione la macchina. Alla fine la macchina si è comportata bene siamo noi ad aver sbagliato qualche calcolo.
In questa seconda parte potrete seguire le fasi di mash, sparge, boil e raffreddamento.
Molti ci hanno scritto chiedendoci il motivo per cui abbiamo fatto questi due video, e noi abbiamo risposto semplicemente "perchè siamo noi" e siamo disposti a metterci in gioco anche nei momenti meno felici e nelle cotte meno riuscite.
La prossima settimana andrà in onda una video degustazione della ORO Heavy la birra estremamente luppolata parente ma un po' alla lontana dell'indimenticata Extreme Pale Ale Joe 120 IBU.
Buona visione


lunedì 12 marzo 2018

BIAB 2.0 con ricircolo a cura di Diego Tornese

Ci è tornato a trovare Diego Tornese. Dopo il post di metà Dicembre dove Diego ha condiviso la sua prima esperienza BIAB e tornato a trovarci per condividere l'evoluzione del suo impano BIAB.
Grazie Diego e Raffa la vostra genuinità e passione è contagiosa, speriamo che contagi anche qualche nostro lettore.

La pompa e la centralina
Cari amici Enrico ed Andrea, e del blog del Signormalto, vi mando questo post per farvi partecipi e mostrare le ultime modifiche che ho apportato al mio impianto Biab.
Come voi, sperimento e provo nuove soluzioni, non tanto per migliorare l'efficienza in se per se, ma per conoscere a fondo, le varie tecniche e cercare di trovare quella che più mi piace, e diciamolo anche quella che mi diverte di più.
Non fa per me, fossilizzarmi su un singolo aspetto o modo di fare la birra, perciò considero il mio impianto un work in progress, mai definitivo, e sempre alla ricerca di soluzioni migliori e anche un po' strane. 
Come potete ricordare nel precedente post vi ho mostrato il mio impianto, composto semplicemente da una pentola e dalla sacca.
Cotta dopo cotta ho notato che avevo 2 grossi problemi:
-1) la mancanza di rubinetto alla pentola;
L'impianto 2.0
-2) la mancanza di un sistema che mescolasse le trebbie per avere una temperatura uniforme in tutta la pentola.
La cosa che più mi ha sorpreso è che, se sul letto delle trebbie, rilevavo ad esempio una temperatura di 67 gradi sulla superficie del mosto potevo avere anche 59 o 60 gradi.
La soluzione di mescolare il mosto prima di effettuare le misurazioni mi convinceva poco, perciò essendo vincolato dalla presenza della sacca e non potendo prevedere un sistema di mescolamento meccanico attraverso l'utilizzo di pale ho optato per una soluzione di mescolamento più dolce e meno invasiva, cioè il ricircolo del mosto
Il principio di funzionamento è semplicissimo come già sapete: una pompa pesca il mosto dalla parte bassa della pentola e lo immette nuovamente dalla parte alta, creando così un ciclo continuo di mescolamento.
Da lì, all'acquisto della pompa il tempo è stato brevissimo.
La lista della spesa è abbastanza corta, in quanto comprende dei raccordi, una pompa e dei componenti elettrici e altre sciocchezze che già avevo in casa.
Per prima cosa ho fatto un buco dove inserire il rubinetto ed eliminare il fastidioso e scomodo sifone che più di una volta si è otturato, costringendomi a smontarlo pulirlo e sanitizzarlo nuovamente.
Dopo sono passato alla realizzazione del pannello di controllo e al montaggio della pompa.
Naturalmente, tutti i raccordi e i componenti usati sono in inox e food grade.
Il pannello di controllo è costituito da 2 interruttori, un Itc 1000 della Inkbird e da 4 spie luminose, il tutto alloggiato in una scatola stagna, fissata infine su una vecchia mensola.
Pannello di controllo 
La pompa che ho utilizzato, l'ho acquistata su Birramia, https://www.birramia.it/pompa-a-trascinamento-magnetico.html e sembra essere quella usata nelle macchine all in one ed ha una tensione di esercizio di 220 volts.
Per quanto riguada i collegamenti elettrici, sono piuttosto semplici.
La spia che vedete in alto a destra conferma presenza di tensione 220v, l'interruttore al suo fianco serve per accendere o spegnere l'Itc 1000, e la spia azzurra indica che il controller è acceso e funzionante.
L'interruttore in basso comanda l'accensione e lo spegnimento della pompa e la spia verde si accende quando la pompa è in funzione, mentre quella rossa l'ho collegata all'uscita del riscaldamento dell'Itc 1000 perciò si accende quando quest'ultimo rileva che la temperatura è al di sotto di quella target perciò devo accendere il fornellone. 
La scelta di comandare la pompa con un alimentazione separata è data dal fatto che se più avanti volessi acquistare un raffreddatore in controflusso ho la possibilità di escludere tutto il resto e far funzionare autonomamente la pompa. 
Utilizzando un controller digitale ho avuto la necessità di creare un alloggiamento per la sonda, perciò ho fatto un'altro foro alla pentola dove inserisco il pozzetto inox da 65 millimetri.
Sul pozzetto, ho montato anche un pressacavo per evitare l'entrata accidentale di mosto bollente o di acqua che poi andrebbe a danneggiare la sonda.
Le guarnizioni sono state realizzare tagliando e sagomando un vecchio coperchio in silicone alimentare perciò non mi sono costate niente.
Ho dovuto forare anche il coperchio per far entrare il tubo di mandata del mosto al quale ho montato un portatubo ed un gomito per rompere il getto del ricircolo ed evitare che il flusso “buchi” il letto delle trebbie.
Naturalmente i tubi sono in silicone adatti alle alte temperature ed al loro interno hanno un rinforzo in acciaio per evitare che il tubo si schiacci in fase di aspirazione del mosto.
Per provare il funzionamento del ricircolo e verificare se tutto ciò è stato utile, ho fatto una cotta di prova.
Ho volutamente lasciato invariati i parametri del software che utilizzo per creare le ricette, per verificare se realmente questo sistema porta anche benefici in termini di efficienza.
Durante la cotta ho fatto diverse misurazioni e la differenza di temperatura tra il fondo della pentola e la parte alta è stata di max 0,3 gradi.
Tubo di mandata
Un'altra cosa che ho notato è che alla fine del mash, il mosto dalla pompa usciva molto più limpido rispetto all'inizio, perciò quando ho tolto i grani, non ho strizzato la sacca, ma l'ho semplicemente l'ho lasciata sgocciolare un po' e poi l'ho tolta.
Una volta misurata l'efficienza ho avuto anche una gradevole sorpresa, passando dal 65% al 75%.
Direi che per la prima cotta posso ritenermi molto soddisfatto, in quanto il tutto mi ha portato ad avere un buon mescolamento dei grani durante il mash, un mosto più pulito a fine della bollitura e un'aumento dell'efficienza, non andando ad aumentare il tempo totale della cotta.
Il prossimo step sarà quello di coibentare la pentola di mash per evitare di accendere molte volte il fornellone .
Ho già qualche idea, che mi frulla per la testa e che non esiterò a condividerla con voi e con gli amici del blog.
Un caro saluto a tutti voi e buona birra a tutti.

Grazie Diego da parte nostra e tutti i lettori del blog del Signormalto della Tua testimonianza attendiamo il Tuo prossimo post, ma questa è un'altra storia.





AGGIORNAMENTO.
Ringraziamo tutti quelli che ci hanno scritto per avere informazioni e ci hanno costretto ad inserire alcune foto dell'interno e lo schema elettrico.


venerdì 9 marzo 2018

Video BIAP - Cotta di Prova 1ª Parte

Cari Amici birraioli casalinghi, dopo la prima esperienza con il nostro impianto All-in-One, torniamo con una nuova cotta anche se solo una nuova prova. 
Come avete già potuto leggere nel post uscito martedì, https://signormalto.blogspot.it/2018/03/brew-monk-cotta-di-prova.html non tutto è andato per il meglio. 
Questo video diviso in due parti è la cronaca dettagliata della cotta.
L'abbiamo chiamata cotta di prova, perchè abbiamo provato ad inserire la capienza massima o quasi per mettere sotto pressione la macchina. Alla fine la macchina si è comportata bene siamo noi ad aver sbagliato qualche calcolo.
In questa prima parte potrete seguire le prime fasi: l'allestimento della macchina, la programmazione in automatico del controller, e il versamento dei grani.
La seconda parte andrà in onda il prossimo sabato.
Buona visione


lunedì 5 marzo 2018

Brew Monk Cotta di Prova

Cari Amici birraioli casalinghi, dopo la cotta pilota servita per cominciare a prendere confidenza con l'impianto All-in-One, non con qualche difficoltà, (vedi qui https://signormalto.blogspot.it/2018/02/brew-monk-cotta-pilota.html  ) ritorniamo con la prima cotta di prova a pieno regime con quasi 12kg di malti.
Il Brew Monk Pronto
Vi dico da subito che non tutto è andato per il meglio, anzi diciamo pure che abbiamo commesso qualche errore e questa volta la macchina non c'entra.
Il sensore ha fatto il suo dovere segnando la temperatura anche se durante le fasi mash, nonostante l'abbassamento della potenza delle resistenze, la temperatura misurata ha variato anche di due gradi, ma pensiamo che non sia dovuto al sensore ma alla poca quantità di mosto presente nella parte inferiore a contatto con il fondo e le resistenze.
Come per il RIMS le resistenze sono on/off quindi quando si accendono incrementano velocemente la temperatura e quando il sensore "sente" la temperatura impostata si stacca ma nel frattempo la resistenza è ancora calda e la temperatura continua a salire. Bisognerebbe modulare con un sistema tipo PID la potenza delle resistenze quando è necessario mantenere solamente la temperatura.
L'autoaggancio una volta sistemato l'angolo di piegatura del beccuccio si inserisce meglio e non ha perso.
All'inizio si è sempre presi dall'entusiasmo e non si vede l'ora di fare ma il troppo entusiasmo a volte può causare brutti scherzi, come la disattenzione e la sufficienza.
Tutti i preparativi sono stati eseguiti nei giorni precedenti, un po' dilazionati a causa soprattutto del tempo metereologico ma non solo. 
Acqua prelevata alla fonte due giorni prima e il giorno antecedente la cotta macinazione dei grani e sistemazione di tutte le attrezzature. Per lo sparge vista la quantità di acqua maggiore abbiamo preparato la pentola da 50 litri sul gas della piccola cucina che abbiamo in garage. Questo ci ha permesso anche di migliorare il pescaggio della piccola pompa.
La mattinata è iniziata molto presto in garage luogo abituale per le nostre cotte, faceva davvero freddo. Nel BMK già preparato il giorno prima era già contenuta l'acqua di mash 30 litri così come nella pentola si sparge. In attesa dell'arrivo di Andrea ho acceso il BMK con il programma manuale per scaldare l'acqua a 50 gradi per il mash-in e avere già l'acqua in temperatura per l'impostazione del programma automatico.
Essendo una cotta di prova non volevamo rischiare una ricetta consolidata, così nei giorni precedenti ho tirato giù un ricetta con grani che non avremmo utilizzato da qui alla fine della stagione. Avevamo parecchio Vienna e così lo abbiamo utilizzato come malto base aggiungendo un pò di pilsner per mettere qualche enzima in più in circolo e del CaraHell avanzato da due cotte di prova di qualche mese fa.
Vediamo insieme la ricetta

Futura Underground Ale BIAP
lt mash :30
lt sparge:30
Litri in pentola :30
OG preboil:1037
Min bollitura:60
Litri in fermentatore :38
Efficienza :61 %
OG :1055
ABV :5.5 %
Plato :13.6
IBU :45.7
BU/GU :0.83
EBC : 6

Malti e Fermentabili
Vienna 10000 gr 88 %
Carahell 500 gr 4 %
Fiocchi di Orzo 500 gr 4 %
Pilsner 360 gr 3 %
Totale11360 gr

Luppoli
Pilgrim (AA 10) 50 gr 60 min
Saaz (AA 4) 30 gr 15 min
Totale 80 gr

Spezie
Foglie di Biancospino 70 gr. 15 min

Lieviti
New world strong ale M42 20 gr

Profilo Mash
Mash in 50 °C 5 min
Beta-amilasi 63 °C 30 min
Alfa Beta-amilasi 68 °C 20 min
Alpha-amilasi 72 °C 15 min
Mash Out 78 °C 15 mini

Fermentazione 20°C
Priming : 6 gr

Alle 9 siamo partiti. Acceso la camera per le riprese e via verso questa nuova avventura! Mai più avremmo pensato che si sarebbe trasformato in un incubo ad occhi aperti, ma vediamo con calma la cronaca.
Lo sparge con la doccetta di Bac Brewing
Arrivati a 50 gradi abbiamo attivato il programma automatico con le soste di mash, la luppolatura e la fase di bollitura. Con la dimestichezza della seconda cotta la programmazione del controller è stato semplice e veloce. Terminata la programmazione siamo partiti immediatamente con il versamento dei grani. Andrea versava e io mescolavo. Nel tubo nel troppo pieno è stato piazzato il tappo bianco per evitare che i grani finissero nella acqua sottostante il cestello. Mentre parlavo per la cronaca video e mescolavo mi sono accorto quasi subito che i grani macinati più che essere fini erano tantissimi non avevamo mai fatto una cotta con tanti grani così, se si esclude due cotte in BIAB tre anni fa dove alla fine avevamo ottenuto 50 litri di mosto utilizzando la pentola da 100 litri.
Ma mi sono tranquillizzato pensando che avevo calcolato la proporzione di circa 2,7 litri per chilo che erano un po' pochi ma con l'acqua di sparge avremmo dovuto avere 48 litri in bollitura.
Primo errore:
I grani non si sarebbero mai mescolati con i 30 litri perchè non avevo tenuto conto che il cestello non poggia sul fondo della pentola ma rimane sollevato di un bel po'. Non abbiamo ancora misurato ma da contatti con amici che utilizzano macchine simile è uscito fuori che i litri che rimangono sotto il cestello sono oltre 7 litri, Quindi se pensate che dai 30 litri bisogna sottrarre altri minimo 7 litri alla fine avevamo a contatto con le trebbie 23 litri con una proporzione di meno di 2 litri per chilo.
Arrivati a metà del versamento dei grani già la cosa si faceva complicata. Il pastone era diventato quasi solido. Andrea continuava a versare, sembrava veramente di preparare del cemento a grana fine ci saremmo dovuti fermare. Invece con presunzione abbiamo continuato versando l'intero contenuto nel cestello. Di acqua manco l'ombra!!!
Io non riuscivo più a mescolare così si è messo Andrea ma anche lui si è reso conto che i grani erano davvero troppi. Il fatto che poi fossero macinati finemente non ha fatto altro che aumentare la densità del pastone che è finito per diventare praticamente un blocco unico.
Non sapevamo cosa fare avremmo dovuto al limite aggiungere dell'acqua, ma non lo abbiamo fatto. Abbiamo deciso di continuare e sarebbe stata comunque esperienza anche questa. 
Abbiamo tolto il tappo bianco e inserito il disco filtrante superiore, attaccato il beccuccio della pompa e inserito il coperchio e attaccato la pompa. 
Inizialmente abbiamo reinserito il tappo bianco pensando che il sistema del troppo pieno non  permettesse un corretto filtraggio visto che il mosto invece di passare tra le trebbie, sarebbe finito immediatamente di sotto tramite il tubo del troppo pieno. Ma alla fine abbiamo capito che il filtraggio sarebbe stato ben poco e anche  parzializzando parecchio la pompa il mosto tracimava. Non ci è rimasto che togliere il tappo bianco ed  inserire il troppo pieno.
Al temine dello sparge 
La macchina ha continuato a seguire il programma. La pompa continuava a fare il suo lavoro.
Terminato il mash e verificato l'avvenuta conversione degli amidi, siamo passati alla fase di sparge.
Alzando il cestello ci siamo accorti che la parte superiore del cestello era ricoperta di uno strato di melma creata dalle farine dei grani che impediva il passaggio dell'acqua di sparge. Ci siamo armati di pazienza abbiamo tolto questo strato per permettere il passaggio dell'acqua. 
Lo sparge è stato infinito, non ricordo quante ore ci abbiamo messo. Avete mai provato a far passare dell'acqua attraverso del cemento .....uguale!
Durante l'attesa abbiamo riflettuto un po', ma l'idea preponderate che avevamo in quel momento era che la causa principale fosse stata la macinazione troppo fine. Non abbiamo pensato immediatamente al fatto che il quantitativo di acqua fosse ancora più ridotto rispetto a quello che pensavamo a causa della quantità di acqua sotto il cestello e che non si era mescolata con i grani. E' stata una concomitanza di questi due fattori che ha causato il problema. 
Poi c'è da aggiungere che essendo un sistema di filtraggio continuo con la pompa che ricicla il mosto facendolo passare tra le trebbie, la fase di sparge ha un compito meno gravoso che in Ag classico. Quindi può essere utile sbilanciare il rapporto dell'acqua a favore del mash e lasciare meno acqua per lo sparge. Alla fine può diventare tranquillamente quasi un BIAB (anche se mi ripeto ancora una volta:  nel BIAB non si fa sparge, se si fa sparge allora non è più BIAB).
Fasi finali di bollitura sterilizzazione della serpentina
Riprendiamo la cronaca. Al termine dello sparge abbiamo posizionato il cestello sulla bacinella forata posizionata sopra il secchio che usiamo per contenere i grani macinati e abbiamo lasciato gocciolare ancora un po' il cestello con le trebbie.
Per il resto la cotta è filata liscia, se non fosse che all'interno del mosto c'era un po' di tutto, dalle farine ai grani ai fiocchi che non si sa come erano finiti dal cestello nel mosto. Abbiamo notato che come l'altra volta il disco filtrante superiore era posizionato in diagonale causando così una fuoriuscita dei grani e fiocchi dal versante alzato. Non abbiamo capito per quale motivo si inclina, forse è necessario premere maggiormente il disco sulle trebbie invece di appoggiarlo semplicemente, oppure avendo collegato un tubo in silicone all'uscita del beccuccio della pompa il flusso scavi sotto al disco spostando le trebbie e facendo inclinare il disco. La soluzione potrebbe essere dotare il disco, come già avviene per il Braumeister di una guarnizione intorno al diametro del disco per renderlo più fisso.
La bollitura è partita in fretta abbiamo schiumato una marea di proteine venute a galla.
Dopo un minuto dall'inizio della bollitura abbiamo inserito l'hop basket e la prima gettata. Abbiamo notato che il controller non permette di fare la prima gettata a 60 minuti se il timer della bollitura è impostato a 60 minuti, arriva fino a 59. La prossima volta metteremo 61 minuti di bollitura per vedere se si può impostare il tempo del luppolo oltre i 59 minuti, pensiamo proprio di si.
A 15 minuti dalla fine abbiamo inserito la serpentina (probabilmente della prossima cotta utilizzeremo il controflusso) e la seconda e ultima gettata.
Al suono del fastidiosissimo cicalino del BMK abbiamo aperto il rubinetto dell'acqua dell'acquedotto  è iniziato la fase di raffreddamento. Nonostante la oltre mezz'ora di tempo necessario per portare il mosto a 20° gradi ci è sembrato un lampo. 
Travaso del mosto con il sifone
Al momento del whirpool ci siamo accorti che sarebbe stato impossibile far passare il mosto dal rubinetto per il notevole quantitativo di residui, abbiamo così deciso di utilizzare il sifone per travasare il mosto. Questa volta avevamo l'intenzione di utilizzare il beccuccio, terminale delle pompa, per riempire i fermentatori ma sarebbe stato impossibile far passare tutta quella robaccia dalla pompa anche perchè il Brew Monk, al contrario per esempio del Easy Grain, non ha il filtro in entrata, e  la pompa si sarebbe oltre che intasata dopo pochi secondi, anche riempita di residui che avrebbe reso la pulizia un impresa difficile.
Per migliorare la filtrazione abbiamo aggiunto un sacchetto filtrante all'uscita del sifone. A questo punto abbiamo verificato la densità 1055 con un efficenza dell'impianto del 61%. Decisamente bassa, ma ringraziamo che siamo riusciti alla fine a mettere in "cascina" 38 litri di mosto ambrato.
Dobbiamo dire che questa cotta ci è stata molto più utile della precedente nonostante il mezzo disastro combinato, perché abbiamo capito alcune cose:
  1. E molto più vicino ad un sistema BIAB di quanto sembri;
  2. Non tutta l'acqua inserita contribuisce alla miscelazione dei grani ma un parte rimane separata in fase di mash;
  3. Non serve utilizzare tanta acqua per fare sparge visto che la maggiorate del lavaggio avviene durante le normali fasi di mash grazie al continuo utilizzo della pompa;
  4. Se si utilizzando grandi quantitativi di grani meglio macinare meno finemente.
Alla fine abbiamo utilizzato due fermentatori uno con 20 litri e l'altro con 18. Durante il riempimento abbiamo inoculato il lievito ad una temperatura di 20°C e inseriti in cella climatica a 19°C.
La fermentazione è partita dopo circa 24 h con una fase tumultuosa importante che ha fatto schizzare la temperatura per un paio di giorni fino a 22°C per poi tornare dal terzo giorno a 19°C.
Ora aspettiamo un decina di giorni e poi cominceremo a controllare la densità finale che dovrebbe aggirarsi intorno ai 1010.
Dopo questa cotta abbiamo ancora in programma 6 cotte che ci serviranno per aggiustare il tiro e cercare di tirare fuori qualcosa di meglio dall'impianto.
Dobbiamo decidere se fare qualcosa di semplice, forse meglio, tipo Kölsch oppure buttarci a capofitto in una nuova Porter.
Ma questa è un'altra storia.
  






sabato 3 marzo 2018

Braumeister Video Degustazione APA Oro Original

Cari birraioli casalinghi e simpatizzanti, dopo tante birre ritorniamo a degustazione quello che abbiamo prodotto. La degustazione di oggi riguarda l'American Pale Ale fatta con Alessandro Simonetta alias Alesim prodotta con il suo impianto automatico Braumeister 20 litri.
La birra ha subito alcuni modifiche rispetto alla versione originale, per permettere di ottenere le stesse caratteristiche con un impianto diverso e meno quantità di acqua.
La cronaca di questa cotta la potete trovare qui https://signormalto.blogspot.it/2017/10/braumeister-dimostrazione-di-una-cotta.html  
Della giornata sono stati fatti due video che potete trovar sul nostro canale YouTube in due parti:
1ª https://youtu.be/4ARrImY9ys0
2ª https://youtu.be/HRGh004mijk
Alla fine la birra è rimasta più corposa della sua cugina fatta in AG classico, forse per il minore quantitativo di acqua utilizzata per il mash anche se il quantitativo dei malti era inferiore, forse per le caratteristiche del processo della macchina. Un ottimo aroma di malto meno aroma di luppolo.
Nel complesso un'ottima birra ricca di aromi, non pensavamo che questa macchina lavorasse così bene.
Il prossimo sabato andrà in onda la prima parte della cotta di prova a pieno regime fatta con il Brew Monk.
Bene non Vi resta con gustare insieme a noi questa splendida bionda.
Buona visione.


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