martedì 29 maggio 2018

Come costruirsi un braccetto per lo sparge con doccia

Il braccetto
Molti lettori ci hanno scritto per chiederci come abbiamo costruito il braccetto per lo sparge che utilizziamo per le nostre cotte. Inizialmente rispondevamo privatamente ad ognuno, ma visto le continue richieste abbiamo pensato potesse essere un argomento di interesse per tutti.
Abbiamo così deciso scrivere un post e di girare un video, per mostrare tutte le parti che compongono il braccetto. Sia qui che sulle note del video trovate tutti i link per acquistare i materiali.
Purtroppo il video per questioni di pianificazione del canale uscirà il 14 luglio, intanto godetevi il post. 
Una premessa per iniziare.
La costruzione di questo braccetto prevede l'utilizzo di attrezzatura che normalmente non si utilizza in ambiente casalingo.
La nostra rudimentale tecnica di sparge
Noi abbiamo la fortuna di avere qualche amico che ci da una mano, e in questo caso ringraziamo Walter che praticamente ha svolto, su nostro progetto, tutto il lavoro di realizzazione pratica.
Infatti servono:
- trapano a colonna con punte per acciaio inox
- maschi di filettatura
- saldatrice predisposta per saldare l'acciaio inox;
insomma come vedete non attrezzatura comune.
L'idea di farsi un sistema per migliorare e semplificare la nostra rudimentale tecnica di lavaggio delle trebbie o sparge, e nata fin dalle prime cotte in All Grain 3 tini alla fine del 2015 quando per festeggiare la cinquantesima cotta abbiamo deciso di fare lo step dell'AG Classico.
foto 1 - Doccia di Bac Brewing
Da subito ci siamo accorti che il sistema ideato era efficace ma decisamente scomodo e comunque non sempre si riusciva a non smuovere le trebbie.
Così abbiamo cominciato a progettare un modo per migliorare le nostra tecnica cercando di spendere il meno possibile e di creare qualcosa di nostro, come ogni bravo birraiolo casalingo.
Nonostante la costruzione di un supporto non creasse particolari difficoltà, il problema principale era trovare una doccia in materiale adatto ad alte temperature e che permettesse un accoppiamento semplice con il supporto.
foto 2 - Supporto filettato + diffusore 
Il tempo passava e non riuscivamo a trovare un soffione che soddisfacesse le nostre esigenze. Avete mai fatto una doccia a 78°C??? Non penso! Quindi ci ritrovavamo sempre con materiali non adatti alle alte temperature soprattutto perchè non volevamo che si sciogliesse dentro al mosto. Senza contare che avrebbe potuto rilasciare delle sostanze nocive.
Abbiamo contattato produttori ma alla fine abbiamo accantonato il progetto.
foto 3 - Vista dall'alto del terminale 
Nello stesso periodo eravamo alla ricerca di un contenitore per inserire il luppolo in pellets per sostituire il formato in coni.
Così girando sul sito dell'amico Francesco Teboni proprietario dell''e-commerce di materiale per homebrewers www.bacbrewing.com che abbiamo avuto il piacere di avere ospite nella nostra rubrica "Una Chiacchierata con ....." (che potete rileggere qui: http://signormalto.blogspot.it/2015/11/una-chiacchierata-con-francesco-teboni.html  ) abbiamo trovato quello che cercavamo da tempo (foto 1) una doccia adatta a sopportare alte temperature e costruita con silicone alimentare per temperature comprese tra -50 +200°C.
La doccetta è composta da due pezzi (foto 2) il diffusore in silicone e supporto inox 3/8 per innesto del diffusore.
foto 4 - Vista di fianco del terminale
Trovata la doccetta, in breve tempo abbiamo recuperato l'acciaio inox necessario per la costruzione del supporto. Per il supporto ci siamo appoggiati al sito www.puntometallo.it e-commerce che vende materiali in acciaio inox alimentare anche di piccole dimensioni. Abbiamo acquistato un quadro in acciaio inox 304 da 14 mm lungo 350 mm e un tubolare quadro da 20 mm lungo 60 mm. Il piatto da 200 mm su cui è stato saldato il tubolare quadro c'è lo avevamo già.
Così ritirato fuori il vecchio progetto abbiamo ordinato i materiali e iniziato questa nuova avventura.
foto 5 - Secondo quadro
Fin da subito ci siamo resi conto che non avevamo l'attrezzatura adatta per poter assemblare il materiale. Abbiamo contattato Walter per la realizzazione dei fori e della relativa filettatura nonchè la saldatura del gomito a U al tubolare.
Quando pensavamo di avere tutto l'occorrente ci siamo trovati in difficoltà a trovare le viti a galletto. La maggior parte delle viti non erano in acciaio inox alimentare e quelli in acciaio erano molto costosi, non volevamo spendere così tanto per delle viti.
Anche in questo caso ci venne in aiuto Walter saldano "le orecchie" dei galletti filettati a bulloni in acciaio inox.
Ma vediamo nello specifico quali sono i pezzi che compongono il braccetto.
foto 6 - Terzo quadro
Il quadro è stato tagliato in tre pezzi, due da 100 mm e uno da 150 mm a cui sono stati fatti fori che sono stati successivamente filettati, mentre al tubolare quadro sono stati eseguiti tre fori.
Vediamo in dettaglio i particolari:
Il primo quadro (foto 3) a cui va avvitata la doccetta è stato eseguito un foro passante. Sull'estremità è stata saldata una curva da 3/8 con porta gomma.
Nella (foto 4) potete vedere bene come è stata saldata la curva e come è posizionato il porta gomma.
Al secondo quadro (foto 5) sono stati fatti 5 fori che sono stati filettati ed un foro passante.
foto 7 - Piatto saldato al tubolare
Il foro passante permette l'accoppiata con il terzo quadro che serve per regolare l'altezza.
Mentre i 5 fori per regolare l'estensione dell'estremità.
Al terzo quadro (foto 6) sono stati eseguiti un foro filettato per l'assemblaggio con il secondo quadro in testa, e 8 fori filettati per regolarne l'altezza.
Il terzo quadro a sua volta va assemblato il tubolare quadro saldato al piatto (foto 7)
Al tubolare sono stati praticati 3 fori per permettere di fissare e centrare il terzo quadro.
Il piatto è stato piegato in due punti per dare una forma ad U per
permettere l'accoppiata con la pentola.
foto 8 - La pompa 
E' stato inoltre eseguito un foro filettato su cui abbiamo avvitato un bullone per il fissaggio alla pentola.
Una cosa che si può fare sul bullone di fissaggio per evitare che segni la pentola quando andiamo a stringere è avvitarci un pezzo di teflon o plastica. Noi utilizziamo un pezzo li legno che appoggiamo sulla pentola e poi posizionato il braccetto stringiamo su di esso.
Questa è la parte del supporto.
Per funzionare avevamo bisogno di portare acqua al diffusore.
Avevamo fin dai tempi del RIMS una piccola pompa (foto 8). Ad essa sono collegati due tubi in silicone alta temperatura che ci hanno aiutato a portare l'acqua dalla pentola al diffusore.
La pompa era stata acquistata dal sito solarproject qui http://shop.solarproject.co.uk/catalog/index.php?cPath=2 
foto 9 - L'alimentatore
La pompa funziona a 12V per poterla mettere in azione ha bisogno di un trasformatore. Anche qui abbiamo avuto l'aiuto da un amico, Alessandro, che gentilmente c'è ne ha regalato uno che non utilizzava più (foto 9).
La particolarità di questo alimentatore è la potenza variabile e così permette una variazione della velocità della pompa e quindi del flusso dell'acqua in uscita dal diffusore.
In questo modo è stato possibile, dopo alcune prove, trovare la regolazione per trovare un flusso di un litro al minuto, normalmente utilizzato per lo sparge.
foto 10 - Configurazione alto
Per ottenere l'esatto flusso basta posizionare la levetta del variatore su 4,5V.
La duttilità di questo supporto è che permette diverse configurazioni e regolazioni.
E' possibile configurarlo per un quantitativo elevato di trebbie nella pentola, posizionando il terzo quadro con il foro verso  l'alto (foto 10).
Oppure girando il foro verso il basso (foto 11) per una configurazione con basso contenuto di trebbie. A sua volta il terzo quadro grazie agli 8 fori permette un ulteriore regolazione in altezza.
Foto 11 - Configurazione basso
Per non parlare dei due quadri superiore che permettono una regolazione dell'ampiezza del braccetto e della posizione.
Indubbiamente un ottimo attrezzo che permette un utile operazione di sparge.
Naturalmente, come già detto all'inizio, la costruzione di questo braccetto necessità di attrezzatura che comunemente non tutti hanno a disposizione, ma se avete qualche amico compiacente, magari dietro la ricompensa di qualche bottiglia del nostro nettare prezioso, penso che possa essere un valido aiuto.
Per chi invece non vuole rinunciare pur non avendo la possibilità di assemblarlo, o preferisce avere un oggetto meglio curato può rivolgersi direttamente al sito www.bacbrewing.com


venerdì 25 maggio 2018

Video Birra - Degustazione All Grain Porter Raven

Cari birraioli casalinghi e simpatizzanti, video riguardate l'assaggio dell'ultima birra prodotta con il metodo All Grain Classico della stagione.
Una Porter particolare che ha visto la gran parte dei malti tostati uniti soltanto durante il mash out. Una birra non impegnativa dove l'aroma dei tostati non è invadente e preponderante il gusto di liquirizia e l'aroma amara è dato più dai malti che dal luppolo.
Cronaca e ricetta qui http://signormalto.blogspot.it/2018/01/porter-raven-il-ritorno-della-birra.html
Della cronaca è stato girato un video che potete trovare qui  https://youtu.be/VHSUuYYVQzc
Il prossimo sabato andrà in onda la prima parte della saga della dimostrazione con impianto All in One Easy Grain. Questa prima parte tratta della presentazione della macchina componenti e funzionamento e versamento dei grani nel cestello.
Articolo e ricetta sul blog qui http://signormalto.blogspot.it/2018/05/easy-grain-dimostrazione.html
Non Vi resta che gustare insieme a noi questa splendida birra.
Buona visione.


lunedì 21 maggio 2018

Easy Grain - Cronaca di una English IPA

Easy Grain
La stagione volge al termine ci rimangono poche settimane per completare il programma di cotte che avevamo stabilito ad inizio della stagione.
Questa domenica abbiamo brassato una vecchia conoscenza la Kashmir English IPA.
La ricetta è ormai consolidata, la prima che abbiamo stabilizzato, grazie alla semplicità degli ingredienti e l'utilizzo di luppoli classici inglesi. 
Vediamo la ricetta insieme:

Kashmir English IPA BIAP All in One
lt mash :33
lt sparge:22
Litri in pentola :33
OG preboil:1050
Min bollitura:60
Litri in fermentatore :43
OG :1056
ABV :5.6 %
Plato :13.8
IBU :48.7
BU/GU :0.87
EBC :14

Malti e Fermentabili
Maris Otter 10000 gr 86 %
Crystal 150L 600 gr 5 %
Fiocchi di Avena 500 gr 4 %
Lolla di riso 500 gr 4 %
Totale 11600 gr

Luppoli
Target (AA 11) 45 gr 60 min Pellet
Challenger (AA 7.5) 56 gr 30 min Pellet
Challenger (AA 7.5) 56 gr 10 min Pellet
Totale 157 gr

Lieviti
New world strong ale M42 40 gr.

Profilo Mash
Mash In 63 °C 2 min
Step 2 65 °C 3 min
Beta-amilasi 66 °C 50 min
Alpha-amilasi 72 °C 15 min
Mash Out 78 °C 15 min

Fermentazione 20°C
Priming : 5 gr

Mescolamento Grani
Rispetto alla prima ricetta del 2014 sono stati apportati dei cambiamenti.
Abbiamo cambiato i luppoli utilizzati con l'inserimento del Challenger.
La temperatura di mash è rimasta la stessa anche se questa volta abbiamo inserito due soste preliminari prima di arrivare alla temperatura di beta amilasi, per evitare di avere un inerzia termica elevata.
La potenza della resistenza è stata alzata leggermente a 2000W contro i 1800W della volta precedente.
Questo principalmente per accorciare i tempi delle rampe che dovrebbero essere più rapide possibile.
Stiamo cercando di trovare le giuste regolazioni per avere un funzionamento più lineare, se possibile.
Un'altra modifica ha riguardato il tipo di lievito utilizzato.
Al posto del classico S-04 questa volta abbiamo scelto il Mangrove M42 un lievito ad alta fermentazione dal gusto pulito.
Pronti per il Mash
Il gusto neutro di questo lievito non va a coprire gli aromi del malto e del luppolo, anzi.
Lo abbiamo provato con birre dove avevamo bisogno di un lievito che non andasse a coprire le caratteristiche delle spezie e ci siamo trovati molto bene.
Crea una bella torta compatta sul fondo del fermentatore rendendo la birra limpida. 
Le sue caratteristiche principali sono di accentuare gli aromi del malto e del luppolo, con un leggero  aroma nocciolato. La temperatura ottimale di lavoro è intorno ai 18 gradi.
Abbiamo notato che nelle birre con una gradazione più alta tende a rilasciare aromi fruttati.
Per la quantità da utilizzare visto che non volevamo sorprese per la nostra IPA abbiamo deciso di utilizzare due buste da 10 gr. per fermentatore. Normalmente una busta viene utilizzata per 23 litri con densità di 1050. Visto che abbiamo raggiunto 1056 abbiamo preferito utilizzare due.
Mash
Per quanto riguarda la macchina  abbiamo deciso di cambiare qualcosa.
Prima di tutto abbiamo levato il filtro bazooka del rubinetto visto che non lo utilizziamo e ci impediva di fatto il whirpool. In più abbiamo deciso di togliere il filtro in ingresso pompa visto che l'ultima volta abbiamo avuto problemi di intasamento provocati, forse, dal luppolo fuoriuscito dallo hop basket per la rottura di una saldatura della maglia.
Nonostante abbiamo acquistato un nuovo contenitore per il luppolo, abbiamo avuto lo stesso un po' di fondo verde ma non abbiamo trovato palline. 
La preparazione della cotta, arrivati alla sesta con impianto All in One, ricalca le altre precedenti con la preparazione di tutto il materiale, acqua compresa e macinatura dei grani, il venerdì.
Particolare del mosto durante lo Sparge
Per la macinatura dei grani abbiamo deciso di mantenere le stesse impostazione della volta precedente dove avevamo avuto, anche se con un quantitativo inferiore di grani, un composto sciolto che ha permesso una buona estrazione e un ottimo filtraggio.
Quindi distanza tra i rulli di 1,2 mm (0,050 inch) e utilizzo di lolla di riso. Questa volta ne abbiamo raddoppiato la quantità anche perchè la quantità dei grani è aumentata. In più abbiamo aggiunto 500 grammi di fiocchi di avena che hanno compattato il composto evitando lo svuotamento del cestello al momento del sollevamento del cestello permettendoci di fare sparge mantenendo le trebbie coperte.
Ma veniamo alla cronaca.
Fine sparge pronti per la fase di boil
La mattinata è iniziata presto, con l'idea di ottimizzare al massimo i tempi per ridurre ancora di più il tempo necessario per portare a termine la cotta.
Programmazione del controller e accensione della macchina con programma automatico e accensione del fornello per la pentola di sparge. Come sempre acidificazione dell'acqua con succo di limone, uno di medie dimensioni nella Easy Grain e mezzo nella pentola di sparge.
Arrivati al primo step abbiamo inserito i grani. Memori dell'esperienza negativa della 2ª cotta per evitare di trovarsi poi con troppa acqua nella pentola abbiamo "spurgato" qualche litro prima dell'introduzione dei grani che abbiamo aggiunto una volta finito. Abbiamo cercato di sfruttate i 5 minuti dei due step precedenti alla fase di mashing vero e proprio per mescolare bene e rendere omogeneo il composto.
Particolare dello spazio tra disco filtrante e cestello
Le fasi di mash si sono susseguite senza intoppi, e abbiamo utilizzato il tempo "libero" per sanificare i fermentatori e preparare i luppoli.
Terminato il mash siamo passati allo sparge. Questa volta non abbiamo utilizzato la nostra doccetta, ma abbiamo versato l'acqua con una caraffa direttamente sopra il disco filtrante.
Il problema della fase di sparge con queste macchine e che se hai il composto troppo sciolto il mosto tende ad fuoriuscire velocemente lasciando entrare ossigeno all'interno delle trebbie ossidandole. Al contrario avere il composto compatto crea delle difficoltà alla fuoriuscita dell'acqua allungando eccessivamente i tempi dello sparge.
Questa volta siamo riusciti a trovare una via di mezzo permettendo una discreta velocità di svuotamento ma senza scoprire le trebbie.
Per velocizzare la cotta abbiamo dato il consenso al controller di iniziare la rampa per la bollitura, appena iniziato lo sparge.
Boil
Terminato di vuotare l'acqua di sparge abbiamo lasciato scolare il mosto trattenuto dalle trebbie sopra la pentola. Poco prima di iniziare la bollitura abbiamo spostato il cestello sulla bacinella forata posizionata sopra al secchio per recuperare al massimo il mosto tra le trebbie, che abbiamo unito durante il boil.
Abbiamo schiumato le proteine, inserito il nuovo hop basket e ad inizio bollitura inserito il primo luppolo da amaro, il Target, una varietà con elevati alfa acidi ed dall'aroma tipicamente inglese, utilizzato soprattutto come luppolo da amaro. 
Le altre due gettate a 30 e 10 minuti è stato utilizzato il Challenger. Varietà con alfa acidi medi e caratteristiche aromatiche fruttate e spezziate.
Insieme all'ultima gettata abbiamo inserito la serpentina e atteso la fine della fase di boil.
Riempimento fermentatore
Terminata la cotta abbiamo aperto il rubinetto dell'acqua potabile e avviato la fase di raffreddamento.
Con il crescere delle temperature esterne, la temperatura dell'acqua potabile sale con inevitabile allungamento della fase di raffreddamento. Abbiamo dovuto attendere un ora e mezza per abbassare la temperatura fino a 19°C, decisamente troppo anche con l'utilizzo di una serpentina più grande, soprattutto perchè abbiamo dovuto raffreddare oltre 43 litri di mosto.
Stiamo pensando di rispolverare le nostre bottigliette congelate che hanno funzionato bene nelle stagioni passate.
Dopo il raffreddamento abbiamo effettuato il whirpool. Una decina di minuti per far depositare i residui sul fondo della pentola e abbiamo iniziato a riversare il mosto nei fermentatori.
43 litri di mosto con una densità 1056. Aggiunto il lievito direttamente nei fermentatori e portati in cantina nella cella.
Ora non rimane che attende un paio di settimane per l'imbottigliamento visto che non sono previsti travasi intermedi.
I fermentatori in cella riscaldante
La mattina successiva i gorgogliatori cantavano alla grande denotando una fase tumultuosa piuttosto intensa che a fatto salire di un paio di gradi la temperatura del mosto.
Ora ci aspettano le ultime 3 cotte di stagione.
Non abbiamo ancora deciso se utilizzare l'Easy Grain o fare un paio di cotte finali con il metodo classico, soprattutto per la Witbier che con la grande quantità di frumento non maltato potrebbe creare dei problemi nel filtraggio e intasare la pompa.
La prossima cotta sarà un'altra prova decisiva, riproporremo in chiave aggiornata la American Strong Ale Imperiale, ma questa sarà un'altra storia.



venerdì 18 maggio 2018

Video - Incontro Gruppo Birrario E2M di Barge

Questa settimana proponiamo un video un pò diverso dal solito, anche se in fondo si tratta sempre di birra, ma fatta in compagnia del Gruppo Birrario E2M di Barge nella provincia Granda.
Il video tratta di una cotta eseguita presso la loro sede utilizzando un Brew Monk . La nostra funzione è stata semplicemente quella di far vedere il funzionamento della macchina e così poter brassare insieme una belga un pò particolare.
L'ambiente spartano ha aiutato a creare un ambiente sereno e disteso dove la convivialità è regnata sovrana e ha permesso di creare un atmosfera di amicizia. Cosa c'è di meglio che passare una giornata a fare e bere birra in compagnia di amici..... si ok a parte quello ;)
Tutto è andato per il meglio. Gli amici di Barge hanno dato il meglio di se, chi ha aiuatto in prima persona alla riuscita della birra, chi si è dato da fare a preparare un pranzo semplice e fugace ma particolarmente piccante... chi si è sacrificato a degustare le tante birre che c'erano a disposizione. Alla fine tutti sono rimasti soddisfati della bella giornata passata insieme. Mai più soddisfatti eravamo noi che abbiamo avuto la possibilità in prima persona di condividere la nostra passione per la birra casalinga e approfondire vecchie amicizie ed apprezzare nuovi amici.
Sabato prossimo andrà in onda la degustazione dell'ultima fatta con il sistema AG Classico 3 Tini.
Buona Visione.


martedì 15 maggio 2018

Signormalto Video Numero 100

Il video andato in onda sabato è stato il numero 100. Un bel traguardo, soprattutto se pensate che sono il frutto di una crescita costante che abbiamo voluto condividere con chi a deciso di seguirci. 
Siamo stati in dubbio se far uscire un piccolo post su questo avvenimento, ma poi, più che altro per ringraziare tutti gli amici che ci seguono, abbiamo deciso di scrivere qualche riga di commemorazione.
Ricordo bene quei giorni delle prime prove, con in mano nient'altro che un telefono. L'opinione contraria di conoscenti e amici che ritenevano "pericoloso" trasportare il proprio privato on line.
In pochi ci appoggiarono. Ma fu il normale evolversi delle cose: condividere le nostre esperienze in maniera più incisiva, oltre che con le parole del blog, con i video per far vedere ogni passaggio ogni emozione nel creare una birra praticamente dal nulla.
L'avventura video è nata con un telefono che utilizziamo ancora oggi e un soft semplice come iMovie. Un soft semplice e lineare adatto per chi come noi non ha grosse pretese che necessitano solo di qualche funzione di taglio, la semplice aggiunta di parole e di musica, per un montaggio all'insegna della più totale presa diretta o quasi.
D'altronde i nostri video mostrano la realtà dei fatti e non ci servono soft complessi per manipolare ed alterare le immagini.
La nostra attrezzatura ricalca un po' il nostro stile minimale, più che altro per contenere i costi. Nessun telecamera particolare, nessun luce supplementare, nessun microfono aggiunto tutto nella più assoluta minimalità.
Il 9 Marzo 2016 è andato in onda il primo video e riteniamo che in poco più di due anni produrre più di 100 video (sono già stati montati e pianificati su Youtube oltre 110 video che vedrete in estate ogni sabato) sia stato un modo di impegnarsi seriamente nella condivisone del mondo della birra casalinga.
Questo è il nostro modo di ringraziarvi e quello di continuare ad andare avanti e proporre sempre nuovi video sia per i nuovi lettori che crescono sempre e che ci seguono da poco, sia per i veterani, quelli che sono rimasti, che hanno imparato a conoscerci e sopportarci, credendo ancora in noi dopo due anni. 
Un impegno gravoso, totale, che ci costretti a volte a rinunce ma soprattutto una grande responsabilità, nel bene e nel male diventa per noi il valore aggiunto del nostro canale.
Abbiamo semplicemente proposto la nostra vita birraria, le nostre esperienze settimanali, a volte un pò ripetitive. 
Avremmo da ringraziare molte persone, ma per evitare di fare qualche brutta figura dimenticandosi qualcuno diciamo semplicemente grazie a tutti.

  

venerdì 11 maggio 2018

Video BIAP All in One cronaca di una Porter

Dopo la degustazione della Foglie Secche ritorniamo ad un video inerente la produzione di birra casalinga. Il video in questione è per esattezza la cronaca della Porter  eseguita con il nostro impianto All in One, la quinta per la precisione. La cotta è stata brassata il 1 Aprile ma proponiamo solo ora il video, dopo aver fatto uscire la cronaca nel post di martedì. Qui il post http://signormalto.blogspot.it/2018/05/biap-cronaca-di-una-porter.html
La cotta è condensata in un unica parte. 
La cotta è stata la prima eseguita con l'Easy Grain e rispetto alle precedenti è stato fatto un passo in avanti.
Sabato prossimo andrà in onda l'incontro con gli Amici del Gruppo Birrario E2M di Brage in provincia di Cuneo, inerente ad una cotta eseguita con Brew Monk. Avrete così modo di conoscere questo folto gruppo di birraioli casalinghi, molto affiatati e desiserosi di moltiplicare le esperienze.
Buona Visione.
   

martedì 8 maggio 2018

BIAP - Cronaca di una Porter

Easy Grain 50L
Anche se collocato precedentemente agli ultimi eventi, vi proponiamo la cronaca della cotta eseguita con impianto All in One brassata a Pasqua. Abbiamo atteso fino a oggi proprio per far uscire insieme al video sabato sul canale video. E' incredibile come dopo solo un mese molti convinzioni siano cambiate. Per ora Vi auguriamo una buona lettura, ma rimanete sintonizzati le cose sono state ulteriormente modificate. 

Dopo le prime tre cotte di prova con il nostro impianto All in One, abbiamo affrontato una nuova cotta con l'esperienza acquisita.
Lo stile scelto è stato quello di una scura una Porter. 
Vediamo la ricetta:
Raven Porter BIAP
lt mash :34
lt sparge:20
Litri in pentola :34
OG preboil:1049
Min bollitura:60
Litri in fermentatore :41
OG :1056
ABV :5.6 %
Plato :13.8
IBU :27.1
BU/GU :0.48
EBC : 58

Malti e Fermentabili
Maris Otter 6000 gr 66 %
Brown Malt 800 gr 9 %
Special B 550 gr 6 %
Chocolate 500 gr 5 %
Wheat Torrified 400 gr 4 %
Fiocchi di Avena 400 gr 4 %
Roasted 250 gr 3 %
Special W 250 gr 3 %
Totale 9150 gr

Luppoli
Target (AA 11) 40 gr 60 min
Saaz (AA 4) 50 gr 10 min
Totale 90 gr

Lieviti
English Ale yeast WLP002 4 buste

Profilo Mash
Beta-amilasi 68 °C 50 min
Alpha-amilasi 72 °C 15 min
Mash Out 78 °C 15 min

Fermentazione 19°C
Priming : 4 gr

Il Mulino con avvitatore
Rispetto alle 3 prove precedenti abbiamo cambiato un po' di cose. Primo abbiamo avuto a disposizione una nuova macchina, l'Easy Grain; secondo abbiamo macinato più grossolanamente passando da una distanza tra i rulli del mulino da 0,8mm a 1mm; terzo abbiamo calcolato un nuovo rapporto acqua-grani di 3,8 litri e lasciando per lo sparge 2,2 litri. 
La macinatura per la prima volta abbiamo utilizzato un avvitatore per velocizzare le operazioni, collegandolo alla staffa del rullo del mulino. Un gran comodità invece di stare li a girare la manovella. 
L'altra novità è rappresentato dal lievito liquido della White Labs, lieviti che trovate in esclusiva da Birramia https://www.birramia.it/materie-prime-per-birra/lieviti/liquidi-white-labs.html
Noi abbiamo utilizzato il WLP002 English Ale un classico ceppo inglese, di una delle piu' importanti birrerie indipendenti d'Inghilterra. Questo lievito si adatta bene per le classiche Ale inglesi tipo le milds, le bitter, le porter e le stout, lasciando una birra estremamente limpida. 
Fase iniziale di versamento grani macinati
La ricetta deriva dalla precedente Raven, anche se abbiamo aggiunto i fiocchi d'avena e lo Special W un malto speciale di Weyemann dal gusto molto particolare, cioccolatoso e di uva sultanina, un connubio estremamente piacevole per questo tipo di birre.
Per il resto abbiamo mantenuto le nostre solite abitudini preparando tutto i giorni precedenti. 
La mattina è iniziata un po' tardi con il riscaldamento dell'acqua con il programma manuale per portare l'acqua a 68°C. Abbiamo aggiunto un  limone nell'acqua di mash e un limone piccolo nell'acqua di sparge. Con una proporzione di acqua di 3,8 litri per chilo di grani non abbiamo avuto problemi a mescolare le trebbie e ci abbiamo messo pochi minuti ha amalgamare bene i grani e l'acqua. 
Mescolamento grani
La programmazione del controller è iniziata subito dopo le fasi di mescolamento. Dalla prossima volta imposteremo due soste di 2 minuti con un grado  in meno della prima sosta di mash, perchè abbiamo notato che le resistenze all'inizio tendono ad avere un inerzia termica più alta che porta la temperatura oltre il limite di mash. Inserendo le due soste contiamo di smorzare  l'effetto termico.
Le fasi sono le stesse dell'altra Raven anche se abbiamo utilizzato un impianto All in One al posto della classiche pentole in All Grain Classico. 
Sparge
Durante le fasi di mash il sistema di filtraggio a funzionato alla perfezione. Il livello del mosto è rimasto sotto al troppo pieno non causando tracimazioni denotando un composto estremamente sciolto. L'unica cosa, anche questa volta abbiamo trovato  alla fine del mash il disco superiore inclinato.
Da un analisi approfondita abbiamo notato che il cestello era leggermente ovale e il disco si appoggiava in due punti opposti, creando le condizioni perchè potesse ruotare leggermente inclinandosi rispetto ai grani. A fine cotta abbiamo sistemato il cestello facendo una leggera pressione per non rischiare di fare dei danni peggiori. Il cestello è talmente sottile che si rischia di piegare l'acciaio. 
Sistema recupero mosto
Terminato il mash con la prova della tintura d'iodio e il mash out siamo passati allo sparge. Diciamo pure che è l'aggeggio che ci da sempre meno problemi. Una pompa attaccata al rubinetto della  pentola da 50 litri e un trasformatore variabile che ci permette di mantenere un ritmo di un litro al minuto. C'è da dire che probabilmente in un impianto All in One e meno importante mantenere un velocità costante nello sparge, visto che alla fine una parte dell'estrazione degli zuccheri avviene meccanicamente tramite l'utilizzo della pompa. L'importante rimane sempre tenere le trebbie coperte, ma con questo sistema non è facile.
Con il disco filtrante superiore è sufficiente versare direttamente moderatamente l'acqua, il flusso sarà rotto direttamente dal disco filtrante. 
Anche questa volta abbiamo acceso le resistenze senza attendere di finire lo sparge, per guadagnare tempo e interrompere quel fastidioso cicalino. Terminato lo sparge abbiamo tolto il cestello e lasciato scolare fino all'ultima goccia in una bacinella forata sopra ad un secchio per recuperare tutto il mosto. 
Più o meno abbiamo avuto un assorbimento di 0,8 litri per chilo di grani. Alla fine ci siamo trovati con circa 47 litri preboil. 
Poco prima dell'inizio della bollitura 
Prima che il mosto iniziasse a bollire abbiamo inserito l'hop basket per il luppolo in pellets e schiumato le proteine in eccesso.
Arrivati in bollitura abbiamo unito il primo luppolo, il Target da amaro a 60 minuti. L'altro luppolo il Saaz è stato inserito a 15 minuti insieme alla nuova serpentina.
La bollitura è stata discreta da far evaporare poco meno di 5 litri. Probabilmente un camino aiuterebbe a rendere più vigorosa questa fase.
Per la fase di raffreddamento, dopo la disavventura con il controflusso, abbiamo deciso di acquistare una nuova serpentina in acciaio inox dimensionata per l'impianto All in One da 50 litri. 
La nuova serpentina ci ha fatto risparmiare una decina di minuti rispetto alla vecchia serpentina di rame. 
Questa volta abbiamo recuperato parte dell'acqua iniziale e l'abbiamo versata nella pentola da 50 litri.
Raffreddamento 
L'acqua è stata successivamente utilizzata per lavare l'impianto, e risparmiare il tempo per riscaldare l'acqua. 
Oltre al solito video della cotta questa volta abbiamo filmato anche le parti di pulizia della macchina potendo così offrirvi anche questa parte della cotta che non avevamo mai filmato (video pubblicato Sabato 7 Aprile questo il link https://youtu.be/Y71vpkUhVTM ) Non è detto che in futuro non apporteremo modifiche, per velocizzare maggiormente le operazioni.
Giunti a 19°C abbiamo tolto la serpentina e lasciato depositare eventuali residui sul fondo, prima di azionare la pompa è travasare il contenuto nei fermentatori. La presenza del filtro bazooka del rubinetto che arriva fino a metà pentola sul fondo impedisce di effettuare un comodo whirpool. Bisognerebbe dotarsi di un attrezzo più idoneo che il solito mestolo.
Al contrario delle volte precedenti, questa volta di farine neanche l'ombra, ma sul fondo abbiamo trovato dei grumi che da un'occhiata più attenta sembravano formati da pezzi delle giumelle dei grani macinati (oggi sappiamo che era il luppolo in pellets fuoriuscito da un foro dell'hop basket), delle dimensioni dei fori dei dischi di filtraggio. 
Versamento nei fermentatori 
In questo caso ha fatto la sua funzione il filtro in ingresso pompa che ha fermato questi residui impedendo che finissero nel circuito della pompa. Parte di questi grumi si sono "cotti" incollandosi sul fondo nelle zone di contatto delle resistenze. Al tatto sembrava impossibile levarle, ma dopo il primo passaggio di Removil non ne rimasta neanche l'ombra. Poi l'acido citrico ha portato a lucido anche la zona delle resistenze sul fondo della pentola.
Alla fine ci siamo ritrovati con circa 41 litri in due fermentatori con una densità di 1056.
Qui l'ultima novità della giornata brassicola, l'utilizzo di lievito liquido. Quando abbiamo fatto visita da Birramia, abbiamo deciso di prendere del lievito liquido visto l'imminenza di questa cotta, per provare il lievito della White Labs che ci mancava ancora.
Il lievito è stato inoculato direttamente nei fermentatori durante le fasi di versamento con la pompa. 
Il lievito da noi usato era confezionato in sacchetti. Uno interno sterile e un'altro sopra per proteggere la busta interna con il lievito. Il lievito è  pronto all'uso, non necessita di attivazione e si può inoculare subito nel mosto o facoltativamente si puo' preparare uno starter senza dover attivare il lievito.
Densità Iniziale 1056
Ogni sacchetto di lievito liquido della White Labs è preparato per poter essere utilizzato in 19 - 23 litri. Una singola confezione è in genere in grado di avviare la fermentazione di 19 - 23 litri di mosto in 5-15 ore a 21 °C.
Se si vuole un'attivazione più veloce della fermentazione, o se la OG iniziale è superiore a 1060, si consiglia di effettuare uno starter di circa un litro. Visto l'impossibilità di preparare uno starter abbiamo comunque preferito utilizzare due buste per ogni fermentatore.
Per la conservazione il lievito va tenuto in frigo fino al momento dell'utilizzo. Non congelare.
Estrarre dal frigo due ore prima dell'inoculo e lasciare la confezione di lievito a temperatura ambiente intorno ai 20°C. Questo per evitare uno shock termico quando il lievito verrà inoculato nel mosto.
Terminato le operazioni di travaso abbiamo portato i fermentatori in cantina, nella cella riscaldante. La mattina seguente i gorgogliatori cantavano alla grande in piena fase tumultuosa, segno che la fermentazione era partita già da parecchie ore. La temperatura è salita fino 20°C ma tra un paio di giorni tornerà a scendere a 19°C.
Questa cotta non prevede travasi, quindi tra 10 giorni cominceremo a misurare la densità e quando avremo raggiunto la densita finale o la densità rimarrà costante per 48 ore vorrà dire che potremo imbottigliare. Per il priming, trattandosi di una Porter aggiungeremo 4 grammi litro di zucchero bianco per una carbonazione minima.
Possiamo dire tranquillamente che questa volta l'impianto ha funzionato bene grazie alla macinazione più grossolana e al rapporto più idoneo di acqua e grani.
Vi ricordo che Domenica 29 Aprile nella nostra sede di Pallare in Via 4 Novembre 21, terremo una dimostrazione su come utilizzare gli impianti All in One, in particolare la Easy Grain. La dimostrazione è gratuita e potrebbe essere una buona scusa per passare una giornata insieme a parlare del nostro hobby e berci qualche birra.
Ma questa è un'altra storia.

venerdì 4 maggio 2018

Video Birra - Degustazione All Grain Italian Grape Ale Le Foglie Secche

Cari birraioli casalinghi e simpatizzanti, siamo con l'assaggio di una delle nostre ultime birre fare con il metodo All Grain Classico della stagione.
Con la degustazione di oggi andremo a gustare il rifacimento della Italian Grape Ale senza glutine fatta con estratto di sorgo. La ricetta è stata rifatta con un aumento della percentuale di mosto e l'aggiunta  dei grani. Cronaca e ricetta qui http://signormalto.blogspot.it/2017/12/italian-grape-ale-il-ritorno-delle.html
Della cronaca è stato girato un video che potete trovare qui  https://youtu.be/M9WH-_9hM_M
La birra è rimasta molto frizzante, fresca poco amara e ricca di profumi e aromi di uva fragola. 
Il prossimo sabato andrà in onda il filmato della cotta fatta con impianto All in One della scura la Porter Raven.
Bene non Vi resta con gustare insieme a noi questa splendida birra.
Buona visione.


martedì 1 maggio 2018

Easy Grain Dimostrazione

I partecipanti 
Domenica 29 Aprile si è svolta, qui da noi nella verde cornice della Valle Bormida, la dimostrazione eseguita con la macchina All in One Easy Grain. 
Come sempre è stata una giornata ricca di emozioni e sensazioni. Siamo riusciti a creare un atmosfera  serena e rilassata, dove la cotta è alla fine passata in secondo piano, anche se è stato il filo conduttore dell'intera giornata.
Come sempre la ricetta di questi laboratori è la Original, che come sapete è la nostra birra leggera e poco impegnativa, una birra da tutti i giorni buona per ogni occasione.
Questa volta abbiamo apportato alcune modifiche sia sugli ingredienti, sia sul rapporto acqua grani, tutto per cercare di trovare il miglior risultato con la Easy Grain.
Vediamola insieme:

Oro Original All in One BIAP
lt mash :33
lt sparge:19.5
Litri in pentola :33
OG preboil:1037
Min bollitura:60
Litri in fermentatore :41
OG :1043
ABV :4.3 %
Plato :10.8
IBU :34.1
BU/GU :0.79
EBC : 6

Malti e Fermentabili
Pale Ale 7000 gr 93 %
Biscuit 500 gr 7 %
Totale 7500 gr

Luppoli
Centennial (AA 10) 15 gr 20 min Pellet
Columbus (AA 14) 35 gr 15 min Pellet
Equanot (AA 16.1) 20 gr 10 min Pellet
Centennial (AA 10) 60 gr5 minPellet
Equanot (AA 16.1) 80 gr Dry-Hop Pellet
Totale 230 gr

Altro
Lolla di Riso 250 gr.

Lieviti
SafAle US 05 23 gr

Profilo Mash
Mash In 62 °C 5 min
Beta-amilasi 63 °C 45 min
Alpha-amilasi 72 °C 15 min
Mash Out 78 °C 15 min

Fermentazione 19°C
Priming 5,5 gr/lt

Le prime fasi di riscaldamento
La ricetta è stata modificata in funzione dell'impianto e del suo processo di filtrazione. Non ci sono i fiocchi, che con la gelatinizzazione avrebbero potuto creare un effetto tampone ed impedire un passaggio più fluido del mosto durante le fasi di mash. Abbiamo aggiunto la lolla di riso, per migliorare la filtrazione per cercare di intrappolare nelle sue glumelle le farine.
Oltre a questo abbiamo apportato anche una modifica importante al mulino allargando ulteriormente la distanza tra i rulli portandolo a 1,2 mm.  Nonostante tutte queste precauzioni abbiamo avuto ancora problemi di farine.
Per il resto il procedimento è filato liscio, se si esclude una mia disattenzione durante la fase di consenso di fine sparge, quando involontariamente (le birre bevute nella mattina hanno contribuito sicuramente a questa mia svista) ho confermato con il tasto start/stop invece di cliccare sul tasto auto/pause.
Prima Fase versamento grani
I preparativi sono iniziati a metà settimana con la preparazione e lo studio delle modifiche della ricetta, la pianificazione della sistemazione dei tavoli, delle panche e della macchina. Proseguita nei giorni seguenti dalla raccolta dell'acqua alla fonte di Miciè e la macinazione dei grani con relativa nuova regolazione dei rulli del mulino. Per concludersi nella giornata di Sabato nella preparazione di parte della montagna di cibarie che hanno fatto bella figura sul tavolo imbandito per una continua colazione a base di pizza focaccia e birra.
Sono stati giorni intensi, dove c'era anche un po' di agitazione, che mi ha tenuto sveglio le notti precedenti la dimostrazione. Sono proprio questi i momenti che aiutano a riflettere sul quale sia il vero spirito che ci anima nell'organizzare questi incontri: condividere la nostra passione per la birra casalinga.
Mescolamento
La mattinata è cominciata molto presto, già dalle prime luci dell'alba mi sono recato nel laboratorio/garage per verificare che tutto fosse a posto e sistemare gli ultimi ritocchi.
Ho cominciato con accendere l'Easy Grain in modalità manuale per scaldare l'acqua fino a 62°C e accendendo il gas per riscaldare l'acqua di sparge. Ho poi inserito il nostro acidificante preferito, il succo di limone, uno nella macchina e mezzo nella pentola di sparge.
I primi a presentarsi sono stati gli Amici di Barge del gruppo birrario E2M (avrete modo di conoscerli meglio nelle prossime settimane [per l'esattezza il video uscirà sabato 19 Maggio] per un video girato nella loro sede durante la produzione di una cotta con impianto All in One) in rappresentanza con Enrico e Massimo. Con loro ci siamo già subito calati nell'atmosfera, scambiandoci già subito qualche informazione sui loro ultimi progetti. 
Pronti per il mash
Poi è arrivato Andrea e con lui abbiamo ripassato gli ultimi passaggi e pianificato la giornata. Poi come da programma il resto della ciurma è arrivata puntuale. Siamo dispiaciuti per chi fin da subito ci aveva comunicato di non potere partecipare anche se avrebbe voluto per impegni inderogabile come Fabrizio impegnato su una piattaforma in Norvegia, Angelo maestro di vita gran persona, Diego e Raffaella che ricordiamo sempre con piacere per la loro grande passione e inventiva ma anche Davis un nuovo amico che purtroppo la mattina di domenica ha dovuto prendere la strada del pronto soccorso invece che l'autostrada Torino-Savona, a cui facciamo un in bocca al lupo per una pronta guarigione. Siamo invece un po' arrabbiati con quelli che danno sempre per certa la loro partecipazione e poi non si degnano neanche di una telefonata. Ma memori dei laboratori precedenti non abbiamo aspettato nessuno e alle 10 siamo partiti.
Programmazione Controller
Per le fasi della cotta abbiamo avuto la collaborazione di Massimo del Gruppo E2M che ha assistito in ogni momento Andrea per aiutarlo visto che ero impegnato nelle spiegazioni del caso. 
Abbiamo iniziato con la presentazione della macchina. Andrea ha illustrato i componenti e il funzionamento. Poi è iniziata la cotta con il versato dei grani. Dopo abbiamo illustrato la ricetta e gli ingredienti utilizzati. Una volta mescolato i grani con l'acqua Andrea ha programmato il controller e siamo partiti per il mash. Nonostante l'ora abbiamo approfittato del tempo libero in attesa che il mash terminasse per poi passare alla fase di sparge, per iniziare a mangiare qualcosa. Diciamo pure una seconda colazione ben rinforzata a base di pizza e focaccia naturalmente innondata d fiumi di birra. Abbiamo così avuto modo di scambiarci opinioni sulle birre prodotte da tutti. 
Easy Grain in azione durante le fasi di mash
C'è sempre un rigoroso rispetto nel dire certe cose, per evitare di urtare le persone, ma le birre erano talmente buone che non c'è stato bisognoso di mentire. Sono questi i momenti che si ricercano, dove lo scambio di informazioni sull'utilizzo di ingredienti e lieviti particolari, processi di produzione diversi o preparazioni degli ingredienti fuori dal comune. Qui si possono scambiare informazioni che gratificano a doppio senso, sia per chi ascolta e riceve le informazioni per poter trovare magari la risoluzione ad un suo limite sia chi le cede per contribuire così alla condivisone e alla crescita di tutti. Tutto questo vale un incontro con persone con cui non si ha avuto il tempo in passato di approfondire per il poco tempo a disposizione.
Sollevamento Cestello
Durante le fasi mash, abbiamo notato questa volta come al contrario delle altre volte che il livello del mosto non sia mai cresciuto rimanendo molto distante dal tubo del troppo pieno. Il mosto circolava fluido nel cestello creando una perfetto scambio sotto sopra, sia per la filtrazione sia per la miscelazione della temperatura. Infatti gli sbalzi di temperatura sono stati minori e il tutto è rimasto in pochi decimi di grado. Di contro, probabilmente una passaggio così fluido non ha però trattenuto le  poche farine che hanno potuto muoversi liberamente tra gli spazi delle trebbie.
Ne abbiamo avuto conferma anche durante lo sparge quando non abbiamo fatto in tempo a sollevare il cestello che il mosto presente tra le trebbie si è riversato velocemente nella pentola e nonostante la doccietta di sparge fosse alla massima velocità non siamo riusciti a ripristinare il livello e le trebbie sono state oltre che scoperte probabilmente all'asciutto visto che l'acqua percorreva il tragitto nel cestello molto velocemente. 
Il cestello estratto
Ho pensato subito che con un composto così sciolto avremmo avuto poca estrazione.
Ed invece abbiamo raggiunto l'obiettivo della ricetta con 41 litri finali a 1043 di densità iniziale con un efficenza vicina all'80%, 79% per la precisione, un risultato insperato.
All'inizio dello sparge ho commesso l'unico errore della giornata. L'impianto terminato la fase di mash chiede la conferma per la fase di bollitura, vista la fase di lavaggio delle trebbie da completare prima di iniziare la fase di boil. Nelle ultime due cotte abbiamo deciso di accorciare i tempi mandando la macchina verso la bollitura fin da subito senza attendere la conclusione dello sparge. Non so cosa sia successo, se l'emozione o le troppe birre bevute, invece di premere il tasto AUTO/PAUSE in basso o schiacciato il tasto superiore START/STOP. Questo provoca un passaggio alla fase successiva, di fatto andando direttamente alla prima gettata di luppolo a 20 minuti. 
Sparge
Ho avuto un momento di panico, dentro di me la mia instancabile vocina mi sussurrava "che figura di merda che hai fatto...".
Ma dalla seconda fila Corrado dice "mi capita anche a me tanto che me lo sono dovuto scrivere sul bordo sotto al controller". C'è stata una risata generale che ha rotto la tensione e ci siamo ritrovati a scherzare delle tante cavolate che involontariamente si fanno.
Sono questi i momenti che raddrizzano una giornata che a volte sembra cambiare direzione, sono proprio persone così che Ti aiutano, che Ti donano un po' della loro amicizia per creare qualcosa di unico, un'amicizia nuova.
Per lo sparge abbiamo utilizzato la nostra doccietta che come sempre ha fatto il suo lavoro, anche se in queste macchine avendo già un disco filtrate a rompere il getto basterebbe versarla direttamente con una caraffa o inserendo il tubo della pentola di sparge.
Con un composto così sciolto l'acqua è passata velocemente tra le trebbie e abbiamo tolto il cestello dopo poco posizionandolo sopra alla bacinella forata inserita nel secchio che usiamo per contenere i grani macinati.
Il cestello lasciato a gocciolare a fianco della pentola
Causa la mia distrazione abbiamo dovuto attendere un po' prima che il mosto cominciasse a bollire. Nel frattempo mano a mano che la temperatura saliva abbiamo schiumato le proteine. A dir la verità non c'è n'erano molte, ma si sa che con il Pale Ale non c'è ne sono molte.
Dai qui in poi c'è stata la più completa anarchia, la macchina è stata quasi abbandonata al suo destino e ci siamo messi a mangiare. Per la verità non abbiamo quasi mai smesso .... Insalata di riso, pasta fredda con pomodorini, formaggi, lardo, prosciutti, torte  insomma non ci siamo fatti mancare niente e sopratutto tanta buona birra un po' di tutti. Molto piacevoli, di tutti i colori e stili.
A 30 minuti dalla fine della bollitura abbiamo inserito l'hop basket per sterilizzarlo e a 20 minuti abbiamo cominciato con le gettate di luppolo. 4 In totale come avrete intuito dalla ricetta esclusivamente da aroma, anche se inevitabilmente un po' di amaro viene ceduto.
Mosto in bollitura con hop basket
L'allegra compagnia ci ha fatto dimenticare di mettere un po' prima della fine della bollitura la serpentina per una sterilizzazione più completa ma per fortuna qualcuno più attento si è ricordato e la inserita a pochi minuti dalla fine. Insomma quando si è così in piacevole compagnia è facile lasciare che l'orologio del tempo si fermi.
Con la nuova serpentina in acciaio inox un po' più grande, dimensionata per 50 litri abbiamo fatta abbastanza presto a raffreddare, anche se le temperature più alte hanno fatto inalzare anche la temperatura dell'acqua potabile, allungando inevitabilmente i tempi di raffreddamento. Una scusa in più per bere un'altra birra e perderci nei nostri discorsi.
Inevitabilmente si arriva alla fine. Finito il raffreddamento abbiamo versato il mosto nei fermentatori utilizzando la pompa come di consueto. Purtroppo anche questa volta non abbiamo ottenuto un mosto limpido. Stiamo analizzando i fattori della cotta.
L'inserimento della serpentina
Abbiamo notato che sul fondo e intrappolate tra le maglie del filtro in ingresso della pompa c'erano delle strane e piccole palline di colorazione bruna. L'impressione è che siano le farine che si sono cotte al contatto con il fondo della pentola aggregandosi poi in piccole palline, probabilmente a causa del filtro in ingresso della pompa che le ha costrette a rimanere nella parte bassa della pentola e quindi poi ad aggregarsi. Chissà se non avessimo inserito il filtro e le farine avessero potuto circolare liberamente nel condotto della pompa, se sarebbero rimaste intrappolate nel cestello o visto il composto drenante sarebbero rimaste in circolo.
Nonostante la minore sfarinatura dei grani, l'utilizzo di lolla di riso non abbiamo ottenuto miglioramenti. Pensiamo che siamo andati oltre, cioè il composto era troppo sciolto e non ha fatto la funzione di filtraggio.
Probabilmente reinseriremo novamente i fiocchi, anche perchè nella prossima cotta saranno più affini allo stile, e proveremo ad aumentare il quantitativo di lolla raddoppiando la quantità.
Fasi finali di versamento nei fermentatori
Durante le fasi di versamento del mosto nei fermentatori abbiamo inoculato il lievito con temperatura del mosto intorno ai 20 gradi e dopo una bella ed energica mescolata portati entrambi nella cella riscaldante, in cantina, a 19 gradi.
Tornati abbiamo affrontato l'ultima fatica, la pulizia della pentola e dei suoi componenti. Per quello che riguarda la pentola, abbiamo effettuato un ciclo con PBW con l'acqua utilizzata per il  raffreddamento ancora a 55°C. Ne abbiamo versato una decina di litri e inserito 50 grammi di PBW per una ventina di minuti. Poi svuotata la soluzione con PBW e dato una passata con spugnetta morbida per togliere le incrostazioni soprattutto nella parte superiore dove rimangono tracce create dalla schiuma che si forma in bollitura, abbiamo inserito altri 10 litri e aggiunto 50 grammi di acido citrico per una decina di minuti. Per la soluzione con acido citrico si usa normalmente acqua fredda, ma avendo a disposizione parte dell'acqua utilizzata per il raffreddamento abbiamo aggiunto acqua calda.
Il lievito direttamente nel fermentatore
Terminato il ciclo con acido citrico, svuotata la pentola dalla soluzione abbiamo fatto passare una decina di litri di acqua, sempre calda, per il risciacquo finale.
Con le soluzioni scaricate dalla pentola si possono pulire i restanti componenti della Easy Grain, rispettando il flusso PBW, acido citrico e risciacquo finale con acqua.
C'è da dire che se si lavano immediatamente i componenti dopo l'uso liberandoli dall'appiccicoso mosto, e lavati bene non hanno bisogno di altra pulizia.
Come promesso la dimostrazione è terminata poco prima delle 16, come da programma, anche se pensiamo che si possa risparmiare ancora un ora,  se tutto viene fatto bene e senza intoppi, concatenando bene le tre fasi.
La fermentazione è partita nella serata di lunedì con un andamento lento con una temperatura intorno ai 20°C. Ora non ci resta che attendere qualche giorno prima di procedere al travaso per l'inserimento della luppolatura a freddo con 80 grammi di Equanot.
I fermentatori nella cella riscaldante
Siamo stati davvero bene, ottima compagnia, persone preparate e competenti. Persone semplici ma con tanta passione e curiosità. Disponibili ad un confronto e ad uno scambio di idee ed informazioni.
Nuovi Amici insomma.
Per tutti quelli che mi avevamo scritto dell'impossibilità di raggiungerci per partecipare all'evento, potranno "partecipare" anche loro guardando i video che abbiamo girato durante la cotta. Il video è stato diviso in tre parti, proprio per cercare di dare la possibilità a tutti di gustare ogni istante. Inoltre è stato montato anche un ulteriore video con i tagli più gustosi, per cercare di ricreare anche quell'ambiente familiare e goliardico che ci contraddistingue.
I video usciranno probabilmente verso la metà di giugno.
Il densimetro
Per il mese di maggio abbiamo un altro incontro con argomento "come iniziare a fare birra con il metodo kit elaborato". La data che in un primo tempo era stata stabilità per Domenica 20 Maggio ha subito uno slittamento al 27 ma non è detta che sia quella definitiva. Come non è stato deciso se effettuare il laboratorio nella sede qui a Pallare o eseguire l'evento in trasferta presso la sede del gruppo birrario E2M di Barge in provincia di Cuneo.
Rimanete sintonizzati quando riusciremo a confermare la data sarebbe informati tramite i nostri mezzi di comunicazione; chat Whatapp per gli intimi, Blog e Facebook per tutti.
Tra un paio di settimane abbiamo in programma una nuova cotta, dove poter applicare fin da subito le modifiche che stiamo studiando per migliorare ancora la produzione con questa macchina.
Ma questa è un'altra storia.

AGGIORNAMENTO DATE DI PUBBLICAZIONE VIDEO
2 Giugno 1ª Parte
9 Giugno 2ª Parte
16 Giugno 3ª Parte
23 Giugno Lo speciale



  



venerdì 27 aprile 2018

Come raggiungere il Signormalto

Caro amici abbiamo girato un video per aiutare gli amici che ci verrano a trovare domani 29 Aprile per la dimostrazione con impianto All in One. Il video fa vedere la strada da percorrere dal casello di Altare sulla autostrada A6 Torino-Savona al garage dove si svolgerà la dimostrazione.
Il video che doveva uscire sulla degustazione della Italian Grape Ale uscirà il prossimo sabato.


sabato 21 aprile 2018

Video BIAP All in One cronaca di una Kölsch 2ª Parte

Cari Amici birraioli casalinghi, seconda parte del video dedicato alla kölsch, cotta eseguita con l'impianto All-in-One. La cronaca scritta la potete trovare qui:   http://signormalto.blogspot.it/2018/04/biap-cronaca-di-una-kolsch.html 
In questa seconda parte più corta della prima potrete seguire le ultime fasi: lo sparge, la scelta dei luppoli con un descrizione delle caratteristiche, bollitura, raffreddamento ed inoculo.
Sabato prossimo andrà in onda la degustazione della Italian Grape Ale Le Foglie Secche la penultima cotta fatta con il metodo classico 3 Tini.
Buona visione


In Primo Piano

Nelle nuvole di Venere

Non ricordo esattamente quando, ma direi mesi chissà anni che sono qui davanti a questa pagina bianca per enunciare grandi birre e magari pu...